I fabbisogni e la qualità dell'acqua - parte seconda

A differenza di quanto accade per l'acqua impiegata per l'uomo, i cui parametri qualitativi sono fissati dalla legge n. 31 del 2/02/2001, per gli animali non è stata stabilita ufficialmente alcuna normativa in tal senso; tuttavia studi e ricerche hanno individuato per la qualità dell'acqua alcuni intervalli entro cui è opportuno attenersi, onde evitare problemi produttivi e sanitari per i bovini.
Le principali caratteristiche da prendere in considerazione per stabilire la qualità delle fonti idriche sono illustrate nella seguente tabella:
Le principali caratteristiche da prendere in considerazione per stabilire la qualità delle fonti idriche sono illustrate nella seguente tabella:
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Chimiche
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Batteriologiche
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Fisiche
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pH
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Carica batterica totale o C.B.T.
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Colore
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Durezza
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Presenza/assenza Coliformi
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Odore
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Solidi disciolti totali (TDS)
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-
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Limpidezza
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Nitrati e nitriti
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-
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-
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Solfati e cloro
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-
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-
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Fonte: Harris e VanHorn, 1992
Parametri chimici
• pH: è la misura l'acidità o l'alcalinità di un mezzo; a pH 7 l'acqua è neutra, al di sotto di tale valore è acida, al di sopra alcalina. Gli specifici effetti di questo parametro sull'assunzione volontaria, la salute e la produzione degli animali non sono ancora pienamente conosciuti, ma l'intervallo più idoneo per questa misura è compreso tra 6.5 ed 8.5. Valori minori o maggiori possono comportare turbe metaboliche e della fertilità, diarrea, scarso indice di conversione della razione e ridotta assunzione di acqua ed alimenti; in caso di acque fortemente acide si possono manifestare inoltre fenomeni di demineralizzazione e fragilità ossea, nonché turbe digestive ed urinarie.
• Durezza: espressa solitamente come la somma dei sali di calcio e magnesio presenti nell'acqua, questo parametro classifica le acque come "dure" o "dolci", in base alla concentrazione espressa in milligrammi di sali per litro, come risulta dalla tabella:
• Durezza: espressa solitamente come la somma dei sali di calcio e magnesio presenti nell'acqua, questo parametro classifica le acque come "dure" o "dolci", in base alla concentrazione espressa in milligrammi di sali per litro, come risulta dalla tabella:
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Durezza (mg/lt)
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Definizione dell'acqua
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0-60
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Dolce
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61-120
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Moderata
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121-180
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Dura
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>180
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Molto dura
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Fonte: Harris e VanHorn, 1992
La durezza dell'acqua non rappresenta di per sé un grosso problema per il bestiame, ma acque troppo dure possono essere scarsamente digeribili e soprattutto provocare incrostazioni di calcare all'interno delle tubature, con compromissione di un regolare flusso di liquido agli impianti di abbeverata. Un sistema per risolvere questo problema è dato dall'impiego di addolcitori, funzionanti sul principio dello scambio ionico in ciclo sodico, tuttavia questo rimedio, aumentando il sodio presente nell'acqua , può causare qualche inconveniente quando la salinità sia già naturalmente alta.
• Solidi totali disciolti o TDS: è la misura di tutti costituenti anionici (solfati, nitrati) e cationici (sodio, potassio, calcio e magnesio) disciolti nell'acqua e fornisce un utile strumento per individuare l'idoneità dell'acqua per il consumo da parte del bestiame. Per quanto riguarda l'acqua fresca, questa misura è equivalente alla salinità e viene espressa in mg/litro. La tabella che segue mostra i possibili intervalli di TDS ed i relativi effetti sugli animali:
• Solidi totali disciolti o TDS: è la misura di tutti costituenti anionici (solfati, nitrati) e cationici (sodio, potassio, calcio e magnesio) disciolti nell'acqua e fornisce un utile strumento per individuare l'idoneità dell'acqua per il consumo da parte del bestiame. Per quanto riguarda l'acqua fresca, questa misura è equivalente alla salinità e viene espressa in mg/litro. La tabella che segue mostra i possibili intervalli di TDS ed i relativi effetti sugli animali:
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TDS (mg/lt)
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Effetti sugli animali
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0-1000
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Ottima, nessun problema
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1000-3000
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Buona (nessuna influenza su salute e produzione, qualche caso di diarrea temporanea nei soggetti più giovani)
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3000-5000
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Sufficiente (soddisfacente, eccetto qualche caso di diarrea nei soggetti non abituati a berla)
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5000-6000
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Insufficiente (da usare solo per bovini adulti, evitando il consumo in animali gravidi, in produzione e per i vitelli)
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7000-10000
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Pericolosa (non idonea per l'abbeverata, i vitelli e gli animali gravidi ed in produzione ne risentono negativamente)
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>10000
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Inaccettabile (da evitare in ogni caso per possibili danni cerebrali)
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Fonte: Waldner e Looper, 2003, modificata
• Nitrati e nitriti: una moderata tossicosi da nitrati provoca turbe della fertilità, aborti, riduzione della crescita nel giovane bestiame, disturbi digestivi, ridotto impiego della vit.A e cali produttivi, tuttavia il reale pericolo deriva dal fatto che i nitrati vengono convertiti nell'organismo in nitriti, composti che riducono la capacità del sangue di trasportare ossigeno ai tessuti, provocando fenomeni di dispnea, difficoltà respiratorie, cianosi oculare e del musello, sangue di color cioccolato per la presenza di metaglobina. Da ricordare inoltre che gli effetti negativi dei nitrati presenti nell'acqua e nei foraggi si assommano. I limiti raccomandati nell'acqua di abbeverata (mg/lt) sono perciò i seguenti:
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Nitrati
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Nitriti
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Utilizzo
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0-44
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10
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Nessun problema
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45-132
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11-20
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Nessun problema se la razione è bilanciata e bassa in nitrati
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133-220
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21-40
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Problemi se il consumo è prolungato nel tempo
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221-660
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41-100
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Pericolosa (non adatta all'abbeverata)
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661-800
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101-200
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Alte probabilità di esiti mortali
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>800
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>200
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Da evitare assolutamente
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Fonte: Waldner e Looper, 2003
• Solfati e cloro: per quanto riguarda i solfati, non sono certi i limiti di sicurezza nell'acqua, tuttavia è bene attenersi a valori inferiori a 500 ppm per i vitelli e a 1000 ppm per il bestiame adulto. I solfati presenti possono avere effetto lassativo, causando diarrea, cali nell'assunzione idrica e carenza di rame. Il cloro ed i cloruri non sono fonte di particolari problemi per l'acqua di abbeverata, ma possono conferire un sapore estremamente sgradevole, riducendo perciò il consumo volontario; inoltre va tenuto in considerazione anche il potere corrosivo di queste sostanze sui metalli.
Parametri batteriologici
• Carica batterica totale: per le acque destinate al lavaggio degli impianti la C.B.T. deve essere relativamente bassa, per quelle di abbeverata il numero totale di batteri deve essere minore di 1.000.000/100 ml.
• Presenza/assenza di Coliformi: un indicatore più adeguato del livello di inquinamento biologico è costituito dalla presenza o assenza di Coliformi totali e fecali e di Streptococchi fecali. Se presenti in eccesso, questi microorganismi possono provocare nelle bovine disturbi quali diarrea cronica o intermittente, disappetenza, chetosi, danni epatici, predisposizione alle infezioni. Per evitare problemi, è opportuno attenersi ai limiti esposti in tabella:
• Presenza/assenza di Coliformi: un indicatore più adeguato del livello di inquinamento biologico è costituito dalla presenza o assenza di Coliformi totali e fecali e di Streptococchi fecali. Se presenti in eccesso, questi microorganismi possono provocare nelle bovine disturbi quali diarrea cronica o intermittente, disappetenza, chetosi, danni epatici, predisposizione alle infezioni. Per evitare problemi, è opportuno attenersi ai limiti esposti in tabella:
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Specie batteriche
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Vitelli
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Bovini adulti
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Coliformi totali (in 100ml)
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<1
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<15
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Coliformi fecali (in 100ml)
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<1
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<10
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Streptococchi fecali (in 100ml)
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<3
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<30
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Fonte: Waldner e Looper, 1999
Il rapporto tra Coliformi fecali e Streptococchi fecali fornisce inoltre alcune indicazioni per risalire alla fonte d'inquinamento dell'acqua: se tale rapporto è inferiore ad 1, l'inquinamento non deriva da fonti umane, se è maggiore di 2.5 invece sì, se il rapporto è compreso tra i valori suddetti, siamo in presenza di inquinamento misto. Un altro pericolo per l'acqua di abbeverata è rappresentato dalla alghe azzurre, delle quali si sono identificate sei specie tossiche, capaci di svilupparsi soprattutto negli impianti con acque basse o esposte al sole. L'irradiazione con raggi ultravioletti può sterilizzare l'acqua più efficacemente rispetto al trattamento clorato (0.3-0.7 ppm), che desta qualche perplessità soprattutto per una possibile inibizione dell'attività dei batteri ruminali ed un diminuito utilizzo della fibra in razione.
Parametri fisici
Odore, sapore e limpidezza dell'acqua di abbeverata sono caratteristiche, talvolta anche di stima immediata, utili ad individuare l'entità di contaminazione dell'acqua di abbeverata; è comunque evidente che, al di là delle valutazioni organolettiche "in campo", è opportuno testare spesso in laboratorio la qualità dell'acqua, soprattutto in caso di sbalzi climatici come un lungo periodo di siccità o di piovosità elevata.
Le analisi da effettuare
I tests da eseguire per una prima valutazione comprendono la C.B.T., i Coliformi totali (eventuale identificazione dei ceppi coinvolti), il pH ed i Nitrati. In seguito, in base ai risultati ottenuti, può essere opportuno prendere in considerazione anche acidità totale, durezza,
salinità, T.D.S. ferro,magnesio, rame, solfati e cloruri, presenza di metalli tossici (arsenico, cromo, mercurio, bario, fluoro, molibdeno, cadmio, piombo e stronzio) Infine sarà bene accertare la presenza di pesticidi, erbicidi e solventi di varia natura.
La seguente tabella illustra il tipo di analisi da richiedere ed i possibili effetti dei vari elementi riscontrati sui bovini:
salinità, T.D.S. ferro,magnesio, rame, solfati e cloruri, presenza di metalli tossici (arsenico, cromo, mercurio, bario, fluoro, molibdeno, cadmio, piombo e stronzio) Infine sarà bene accertare la presenza di pesticidi, erbicidi e solventi di varia natura.
La seguente tabella illustra il tipo di analisi da richiedere ed i possibili effetti dei vari elementi riscontrati sui bovini:
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Analisi
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Problemi possibili
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pH
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Sotto 6.5, sopra 8.5
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T.D.S.
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>3000mg/lt
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Alcalinità totale
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>5000 ppm
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Solfati
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>250 mg/lt possono avere effetti lassativi
>1000 mg/lt probabile problema |
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Fluoro
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>1.5 ppm (chiazze dentarie)
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Calcio
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>500 ppm
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Magnesio
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>125 ppm (può essere lassativo)
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Ferro
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>0.3 ppm (possibile sentirlo al gusto)
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Manganese
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>0.05 ppm (possibile sentirlo al gusto)
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Rame
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>0.5 ppm
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Arsenico
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>0.20 ppm
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Cadmio
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>0.05 ppm
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Mercurio
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>0.01 ppm
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Piombo
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>0.10 ppm
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Nitrati (NO3)
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>100 ppm
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Nitrati (N)
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>23 ppm
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Nitriti (NO2)
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>4 ppm
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Solfuro d'idrogeno
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>0.1 ppm (possibile sentirlo al gusto)
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Cromo
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>1.0 ppm
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Cobalto
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>1.0 ppm
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Nickel
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>1.0 ppm
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Bario
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>10 ppm
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Zinco
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>25 ppm
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Batteri totali/100 ml
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>1.000.000
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Coliformi Totali/100 ml
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>1 per i vitelli; > 15 per le bovine
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Coliformi Fecali/100 ml
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>1 per i vitelli; > 10 per le bovine
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Streptococchi Fecali/100 ml
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>3 per i vitelli; > 30 per le bovine
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N.B. ppm = parti per milione, mg/lt = milligrammi per litro