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Gli additivi nell'alimentazione della bovina

Gli additivi sono utili mezzi per risolvere problemi specifici, ma è bene ricordare che non possono in alcun caso correggere una razione non bilanciata: vanno perciò considerati solo come un sistema per migliorare le performances degli animali. Alcuni benefici derivanti dall'uso d'additivi sono i seguenti:
• Aumento della produzione di latte
• Aumento del consumo di sostanza secca
• Miglioramento del tenore in grasso del latte
• Aumento della digeribilità della dieta e della produzione di proteina microbica
• Miglioramento della resistenza alle malattie
• Riduzione dell'incidenza di disordini metabolici

Passiamo ora in rassegna gli additivi più comunemente usati nell'alimentazione della bovina da latte.

Tamponi ed agenti alcalinizzanti
Queste due categorie d'additivi, probabilmente le più usate in allevamento, vengono impiegate per neutralizzare l' eccessiva acidità che può derivare dalla digestione e dai relativi processi metabolici d' utilizzo degli alimenti. La differenza tra un tampone ed un agente alcalinizzante sta nel meccanismo d' azione: nel primo caso l' acidità viene neutralizzata senza cambiamenti rilevanti di pH, mentre nel caso degli alcalinizzanti il pH tende ad aumentare.
Tra i tamponi ricordiamo il bicarbonato di sodio e di potassio, il carbonato di magnesio e di calcio e la bentonite, mentre il carbonato di sodio, di potassio e l'ossido di magnesio rientrano tra gli alcalinizzanti.
Questi additivi dovrebbero essere usati nei seguenti casi:
• Quando si verificano condizioni di disappetenza, soprattutto nelle prime fasi di lattazione
• Quando in razione il contenuto di sostanza secca da foraggio è inferiore al 45%
• Quando gli insilati rappresentano il "piatto forte" della razione
• Quando la razione è carente in fibra strutturata
• Quando il concentrato è distribuito in forti quantità solo due volte al giorno
• Quando la percentuale di grasso nel latte risulti troppo bassa
• Quando la temperatura è elevata
Particolarmente interessante è l'uso associato di bicarbonato di sodio ed ossido di magnesio: il primo svolge la sua azione nel rumine impedendo un eccessivo abbassamento del pH, mentre il secondo agisce in ambito intestinale, potenziando l'effetto dell'enzima amilasi e migliorando perciò la digestione dell' amido. Le dosi d'impiego per i singoli componenti sono le seguenti:
Bicarbonato di sodio:circa 200 gr. capo/giorno
Ossido di magnesio: 50 - 90 gr. capo/giorno
Usandoli associati, il rapporto da osservare è di 2-3 parti di bicarbonato a 1 parte d'ossido
Il carbonato di potassio è un ottimo tampone in grado inoltre di supplire all'aumentato fabbisogno di questo minerale durante i periodi caldi; da tener presente però il costo più elevato rispetto al bicarbonato di sodio a parità di potere tamponante. La dose d'impiego raccomandata è di circa 450 gr. capo/giorno
La bentonite sodica appartiene al gruppo delle argille: pur non avendo effettiva azione tampone, se ne consiglia l'uso perché rallenta la velocità di transito degli alimenti nel rumine, consentendone così un miglior utilizzo da parte dei microrganismi ruminali;inoltre, grazie alle sue capacità adsorbenti, è in grado di legare sostanze nocive come ad es. le micotossine (per maggiori approfondimenti vedi lo specifico articolo su Mondolatte) Le dosi d'impiego raccomandate sono pari a circa 450 gr. capo/ giorno o 20 gr. per kg. di concentrato nei mangimi.
Se c'è necessità di tamponare la razione aggiungendo al contempo un agente legante, è possibile impiegare la seguente miscela in percentuale del mix di cereali:
bicarbonato di sodio 1.0 - 1.5 %
ossido di magnesio 0.5 %
bentonite 2 -3 %
La tabella che segue indica alcune situazioni d'allevamento in cui è opportuno inserire questi additivi in razione

Situazione
Descrizione
Forti distribuzioni di silomais
Superiori a 50% di sostanza secca da foraggio
Alimenti molto umidi
Umidità della razione maggiore al 50%
Basso contenuto in fibra
ADF della razione inferiore a 19%
NDF da foraggio inferiore a 21 %
Foraggi molto trinciati
Fieno trinciato a meno di 1.5 cm.
Forti distribuzioni di concentrato
Quantità superiori a 3 kg. per distribuzione
Razioni ad alta % d'amido
Contenuto in cereali superiore al 55% della sostanza secca della razione
Stress da caldo
Temperatura superiore a 26° C
Scarso tenore in grasso del latte
Diversi animali al di sotto di un punto rispetto alla media di stalla
 
La tabella seguente riassume le dosi d'impiego per alcuni tamponi tra i più comunemente usati

Situazione
Punteggio
 
Alto contenuto d'insilati
+ 1 punto
Per un aumento del 10 % rispetto ad una base di S.S. da insilati del 50 %
Umidità della razione
+ 1 punto
Per un aumento di 1 % d' umidità rispetto ad una base superiore al 50 % dell'intera razione
Scarsità di fibra
+ 1 punto
Per una diminuzione di 1 % rispetto ad una base di ADF minore di 19 %
Aggiunta di fieno
- 1 punto
Ad ogni ½ kg. di fieno consumato
Lunghezza di taglio dei foraggi
+ 1 punto
Ad ogni diminuzione di 0.3 cm. rispetto ad una lunghezza di taglio inferiore a 1.3 cm
Distribuzione di concentrato
+ 1 punto
Ad ogni ½ kg. di concentrato eccedente una distribuzione di 3 kg. per pasto
Forma fisica del concentrato
+ 5 punti
Per un pellettato o un cereale finemente macinato
Umidità dei cereali
+ 1 punto
Per un aumento di un punto percentuale rispetto ad una base di umidità superiore al 30%
Livello di carboidrati non fibrosi nella razione
+ 1 punto
Per un aumento di 1 % rispetto ad una base superiore al 40%
Variazioni del tenore lipidico del latte
+ 1 punto
Per un calo di un punto pieno percentuale rispetto alla media di stalla
Stress da caldo
+ 1 punto
Per ogni aumento di 1 ° C rispetto ad una base di 27 ° C
Calo d'assunzione di S.S.
+ 1 punto
Ad ogni ½ kg. di calo d'assunzione

Se la somma dei punteggi ricavati dalla tabella raggiunge i 15 - 20 punti, è opportuno prendere in considerazione l'introduzione di tamponi in razione.

Vitamine rumino protette
Beta carotene
Si tratta di un precursore biologico della Vitamina A, naturalmente presente nei foraggi, che viene perso in modo significativo durante lo stoccaggio degli stessi. Questa sostanza è implicata nei processi di risposta immunitaria, poiché potenzia la capacità di fagocitosi dei neutrofili; è inoltre in grado di migliorare le performances riproduttive e viene impiegato come preventivo delle mastiti. Le dosi d'impiego sono nell' ordine di 200 - 300 mg. / giorno, essenzialmente nella fase di prima lattazione e nelle situazioni di probabile sviluppo delle mastiti.
Biotina
Detta anche vitamina H, appartiene al gruppo delle vitamine B; viene normalmente sintetizzata dai batteri ruminali, tuttavia se le razioni sono ad alta percentuale di concentrato, la sintesi di questa vitamina è ridotta a causa dell'ambiente acido e dello spostamento dei microorganismi ruminali verso ceppi produttori di altre sostanze.La biotina è implicata nei processi di formazione dello zoccolo ed è perciò importante per la sua integrità, risulta inoltre utile nelle forti lattifere e quando si usino razioni molto spinte come apporto di concentrati. Le dosi d' impiego variano da 10 mg. In asciutta fino a 20 mg. capo / giorno durante l' intera lattazione.
Colina
Viene classificata di solito come una Vitamina del gruppo B, anche se non gioca il tipico ruolo delle vitamine; è utile in quanto contrasta il manifestarsi della steatosi e migliora la mobilizzazione dei grassi corporei: perciò viene distribuita essenzialmente nelle due settimane precedenti il parto alle vacche a rischio di chetosi o che presentino perdite di peso anomale. Purtroppo il rumine è in grado d'inattivare per l'85-95 % la colina non protetta; per tale motivo viene protetta per incapsulazione o rivestimento con grassi. Le dosi d'impiego per la colina rumino-protetta sono di 30 gr. capo / giorno.
Niacina
Detta anche nicotinamide o acido nicotinico, riveste un ruolo importantissimo quale coenzima nel metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine. I batteri ruminali sono in grado generalmente di produrne quantità sufficienti, eccetto che nella prima fase di lattazione, la più indicata affinché la somministrazione abbia effetti positivi sulle bovine. Nelle razioni ad alto contenuto lipidico, essa è utile nel contrastare il conseguente calo della percentuale proteica del latte; è inoltre efficace come preventivo della chetosi, poiché rallenta la mobilizzazione delle riserve corporee, consentendo alla bovina di utilizzarle più efficacemente. La niacina stimola l'ingestione d'alimenti e la produzione lattea; la somministrazione va fatta nelle due settimane che precedono il parto, continuando fino al raggiungimento della massima ingestione di sostanza secca. Le dosi d'impiego comunemente indicate in preparto e come preventivo della chetosi sono di 6 gr. /capo / giorno, mentre per animali in postparto o con chetosi clinica è opportuno arrivare a 12 gr. /capo /giorno.

Minerali
Zinco metionina
Come dice il nome stesso, si tratta di un composto di Zinco e Metionina, resistente alla degradazione ruminale, particolarmente utile per indurire lo zoccolo e prevenire le patologie podali; migliora inoltre la risposta immunitaria degli animali ed abbassa il numero di cellule somatiche. Per le dosi d'impiego, è opportuno attenersi alle raccomandazioni dei prodotti in commercio.
Zolfo
Viene impiegato dai microrganismi ruminali per la sintesi di aminoacidi essenziali; la supplementazione della razione con questo elemento è importante soprattutto se c'è un'elevata percentuale di azoto solubile. La carenza di zolfo può portare ad una scarsità di proteina; la probabilità che ciò si verifichi aumenta con l'uso di razioni a base di silomais od insilati d'erba di scarsa qualità. Le dosi d'impiego raccomandate variano da 1 a 15 gr. ogni 100 kg. di peso vivo e sono da intendersi per capo/ giorno.
Sali anionici
Rappresentati da cloruri e solfati, sono in grado di "acidificare" la razione, aumentando così l'assorbimento del calcio presente negli alimenti e la sua mobilizzazione dalle ossa, prevenendo così l' ipocalcemia che si verifica nel post - parto ed i collassi puerperali, nonché i disordini metabolici legati a queste patologie (dislocazione dell' abomaso, ritenzioni placentari, mastiti, chetosi ecc.) Vanno distribuiti solo alle asciutte ed unicamente nelle situazioni in cui sia impossibile usare foraggi a basso contenuto di calcio e potassio. Essendo di sapore sgradevole, vanno miscelati con prodotti più appetibili e pellettati; la loro efficacia viene testata misurando il pH urinario. Buoni risultati nella prevenzione dell'ipocalcemia sono stati ottenuti con dosi di 100 gr. di cloruro d'ammonio e 100 gr. di solfato di magnesio nelle ultime 2-3 settimane prima del parto.

Aminoacidi protetti
Purtroppo è molto difficile quantificare i fabbisogni in aminoacidi essenziali nella bovina da latte; d'altra parte i microrganismi ruminali sono in grado di fornire all'animale tutto gli aminoacidi necessari, almeno nei casi di bassa produzione di latte. Tuttavia per le bovine fortemente produttive si rende spesso necessaria la somministrazione di due aminoacidi che risultano essere limitanti per la sintesi di proteina del latte: la metionina e la lisina. La prima in particolare può aumentare la digestione della fibra, migliorare i livelli d'acetato e il rapporto acetato/propionato nel rumine. I benefici maggiori si ottengono in animali nelle prime fasi di lattazione, soprattutto se alimentati con razioni scarse in fibra e con alto contenuto in cereali, oppure con razioni a basso tenore proteico. Data la facilità con cui questi aminoacidi vengono degradati nel rumine, l'industria li commercializza incapsulati in polimeri o miscele di acidi grassi saturi e minerali; la metionina in particolar modo può venire somministrata in forma liquida come idrossianalogo: la dose d'impiego è di circa- 30 gr. capo / giorno.

Glicole monopropilenico
Questo prodotto viene utilmente impiegato nel trattamento delle forti lattifere per la prevenzione della chetosi (vedi lo specifico articolo su Mondolatte); il glicole passa inalterato attraverso la parete del rumine, giungendo al fegato dove viene metabolizzato fino a glucosio, sfruttato poi a fini energetici. Le dosi d'impiego consigliate sono di circa 250 gr. capo/giorno, potendo arrivare fino a 500 gr. nelle prime fasi di lattazione e diminuendo poi il dosaggio all'aumento d' ingestione di sostanza secca.

Probiotici
Si tratta di preparazioni concentrate di microrganismi capaci di replicarsi sul terreno di crescita su cui vengono presentate; sono un gruppo estremamente eterogeneo, in grado di aumentare le performances delle bovine tramite vari meccanismi d'azione: ripristino della microflora intestinale, produzione di enzimi e vitamine, riduzione del pH. Un'ulteriore distinzione li divide in tre categorie:
• Probiotici: microorganismi vivi e selezionati (batteri e lieviti) in grado di migliorare le performances degli animali
• Pre-probiotici: sostanze che favoriscono la moltiplicazione e l' attività della microflora digestiva, ad es.lisati proteici, lieviti morti, frutto-galatto-oligosaccaridi
• Parabiotici: sostanze che aumentano la protezione della mucosa intestinale e le difese immunitarie, come ad es.le glutamine, i manno-oligo saccaridi e gli estratti di lieviti
Il prodotto più comunemente usato nell'alimentazione delle bovine è dato dai lieviti.
Lieviti
Le colture di lieviti manifestano la loro azione aumentando la quantità di batteri ruminali, stimolando la crescita dei cellulosolitici: aumenta così la digeribilità della fibra e la produzione d'aminoacidi da parte dei microrganismi ruminali, con riflessi positivi sul contenuto in grasso e proteina del latte prodotto. I lieviti in sé apportano proteine d'alta qualità, vitamine del gruppo B e vitamina D e sono in grado di tamponare il pH ruminale aumentando l 'attività dei batteri utilizzatori di fibra. Oltre a ciò alcune ricerche indicano che un lievito in particolare, il Saccharomyces cerevisiae, è capace di stimolare i microrganismi ruminali utilizzatori di acido lattico, con effetti preventivi rispetto all'insorgenza di acidosi. Il periodo migliore per l'impiego dei lieviti va dalle due settimane che precedono il parto fino alle quattro successive allo stesso, momento in cui risulta indispensabile stabilizzare la flora ruminale per consentire alla bovina di superare senza problemi il passaggio a diete ad alto contenuto energetico; i lieviti sono inoltre d'uso comune nelle razioni distribuite nei momenti di stress da caldo, quando è importante mantenere livelli sufficienti d' ingestione di sostanza secca e favorire la digeribilità della fibra. Le dosi d'impiego variano da 10 a 120 gr. secondo la concentrazione della coltura di lieviti.

Estratti fungini
Si tratta di sostanze non contenenti cellule vive che sono ottenute per fermentazione; prodotte per lo più da Aspergillus oryzae, vengono commercializzate sotto forma di estratti secchi su un base veicolante (es. crusca). Questi estratti sono in grado di stimolare i batteri utilizzatori di fibra, stabilizzando il pH ruminale, la loro somministrazione è raccomandata durante l'uso di razioni ad alto contenuto di cereali, in condizioni di basso pH ruminale e nei periodi di caldo; le dosi d' impiego sono di 3 gr. capo / giorno.

La seguente tabella riassume le dosi d' impiego per gli additivi trattati, ad eccezione dei tamponi, per i quali cfr. la tabella alla fine del relativo paragrafo.

Prodotto
Dose d'impiego capo / giorno
Beta - carotene
200 - 300 mg.
Biotina
10 - 20 mg.
Colina
30 gr.
Niacina
6 - 12 gr.
Zinco - metionina
Come consigliato dal produttore
Zolfo
1 - 15 gr. ogni 100 kg. P.V.
Sali anionici
100 gr. cloruro ammonio + 100 gr. solfato magnesio
Metionina idrossianalogo
30 gr.
Glicole propilenico
250 - 500 gr.
Lieviti
10 - 120 gr.
Aspergillus oryzae
3 gr.