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L'influenza dell'alimentazione sulla riproduzione

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Da molti anni ormai è nota la stretta interazione esistente tra nutrizione e riproduzione.
Gli stessi elementi necessari al mantenimento corporeo, alla crescita ed alla produzione di latte - acqua, energia, proteina, minerali e vitamine - sono impiegati anche per assicurare una normale capacità riproduttiva. L'impatto dello stato nutrizionale della bovina può evidenziarsi sulla sfera riproduttiva, influenzando i seguenti fattori:
Percentuale di concepimento
Sviluppo e crescita del feto
Facilità di parto
Squilibri alimentari durante la gravidanza possono condurre a nascita di vitelli deboli e/o malformati, aborti (soprattutto in caso d'ingestione di alimenti estrogenici o ammuffiti) e malattie metaboliche quali chetosi, dislocazione dell'abomaso, collasso puerperale, sindrome della vacca grassa; tuttavia ci preme ora esaminare in dettaglio l'effetto dei vari parametri nutritivi sulla capacità di riproduzione della bovina.

Energia
All'insorgere della lattazione, la produzione di latte ha la massima priorità rispetto ai nutrienti disponibili: per tale motivo i componenti della razione vengono totalmente utilizzati ed in più l'animale deve necessariamente mobilizzare le riserve corporee in grado di fornire energia. Tale situazione è aggravata da inappetenza, con conseguente scarsa ingestione di sostanza secca e perdita di condizione corporea. Si verifica perciò un bilancio energetico negativo, che è al suo massimo fra il terzo ed il dodicesimo giorno dal parto, per poi annullarsi a circa 72 giorni. Questa situazione è causa di scarsa fertilità nella bovina, per ritardo della ripresa di un normale ciclo estrale ed aumento nell'incidenza di calori silenti: in altre parole, maggiore è l'entità di questo bilancio negativo, più lungo è l'intervallo parto-prima ovulazione e maggiore sarà il tempo necessario perché l'utero sia pronto a garantire la sopravvivenza di un ovulo fecondato. La portata di questo bilancio energetico negativo può essere monitorata dal rilevamento del B.C.S. Nelle bovine che mobilizzano eccessive riserve corporee nelle prime fasi di lattazione, si hanno tempi più lunghi per la comparsa della prima ovulazione e del primo calore e livelli più bassi di concepimento, come risulta dalla seguente tabella:

Condizione corporea
N° totale di servizi
N° totale di gravidanze
Servizi per concepimento
Percentuale di concepimento
 
Aumento peso
1368
911
1.50
67 %
Perdita peso
544
234
2.32
44 %
Fonte: University of Kentucky

In una scala di B.C.S. che varia da 1 a 5, le bovine non dovrebbero perdere più di 1 unità e dovrebbero partorire con una condizione corporea pari a 3.0 - 3.5 (vedi lo specifico articolo nel settore "Gestione")
La perdita di condizione corporea raggiunge il picco tra la quarta e la sesta settimana, per poi iniziare a risalire dalla settima - dodicesima settimana.
Oltre al B.C.S. è possibile impiegare altri indicatori per monitorare la durata del bilancio energetico negativo e la scarsa assunzione di sostanza secca: un aumento di corpi chetonici ematici, degli acidi grassi non esterificati del siero e del beta-idrossibutirrato è indicativo di una situazione energetica negativa.
Il seguente grafico mostra chiaramente le relazioni tra assunzione di sostanza secca, condizione corporea e produzione di latte:


 
 
Come si può notare, le tre curve sono in contrasto e mettono la bovina in una condizione difficilmente risolvibile: di base, qualunque intervento che limiti il bilancio energetico negativo sarà utile a ridurre l'intervallo parto - prima ovulazione e a migliorare la percentuale di concepimento nei primi cicli estrali. Tutto questo implica non solo la distribuzione di una razione corretta, ma anche un'adeguata gestione aziendale (disponibilità d'acqua, corretta costituzione della foraggiata, idoneo raggruppamento delle bovine "superfresche" e fresche).
Per quanto riguarda la razione, si raccomanda di usare solo foraggi d'ottima qualità, per stimolare l'assunzione di sostanza secca, ma soprattutto l'obiettivo deve essere quello di aumentare la concentrazione energetica della razione stessa, traguardo ottenibile somministrando glicole propilenico o altri additivi glicogenici; l'aggiunta di grassi è invece sicuramente negativa se eseguita nel primo mese di lattazione, poiché si riflette negativamente sull'assunzione di sostanza secca.

Proteina
L'effetto delle proteine alimentari sulla fertilità è piuttosto complesso. In generale, quantità inadeguate di proteina hanno ripercussioni negative tanto sulla produzione di latte che sulla sfera riproduttiva (aumento di calori silenti), ma anche gli eccessi - soprattutto di quelle solubili e degradabili - sono da evitare. In questo caso, infatti, si possono ritrovare nel sangue alti livelli d'urea e/o ammoniaca, in dipendenza dal bilancio tra le varie frazioni proteiche presenti nel rumine e dalla disponibilità di carboidrati fermentescibili. Incrementi nelle concentrazioni d'urea nel latte o nel plasma sono altamente correlate ad una diminuzione dei livelli di fertilità; un'alta percentuale di urea nel sangue può interferire con l'azione del progesterone sul microambiente uterino, causando condizioni non ottimali per lo sviluppo e la sopravvivenza embrionale. Un eccesso proteico in razione può deprimere il tasso di fertilità del 20% ed è oltretutto negativo dal punto di vista economico; un tasso ureico nel sangue (BUN) eccedente 20 mg./100 ml. può diminuire le possibilità di concepimento delle bovine. La necessità di detossificare l'ammoniaca derivante dall'urea in eccesso ha inoltre un costo energetico che può aggravare il bilancio negativo: in pratica un eccesso proteico in razione ha bisogno di energia extra per essere normalmente neutralizzato. (vedi anche lo specifico articolo nel settore "Qualità del latte").

Minerali
Carenze e squilibri dei minerali sono spesso responsabili di problemi della sfera riproduttiva. Tra i macrominerali , particolarmente importante è una carenza di fosforo, che conduce a ridotta fertilità, basse percentuali di concepimento, diminuzione dell'attività ovarica, cicli estrali irregolari ed aumento nell'incidenza di cisti ovariche. Per quanto riguarda i minerali in tracce, la seguente tabella ne mette in risalto gli effetti sulla riproduzione:

Microminerale
Effetti
 
Selenio
Ritenzioni di placenta, metriti, morte embrionale precoce
Rame
Morte embrionale precoce, ridotta attività ovarica, ritardi dell'estro, ridotte percentuali di concepimento
Zinco
Ritardi nella maturità sessuale, anomalie del feto
Iodio
Morte embrionale precoce, aborti, ritenzioni di placenta
Manganese
Scarso sviluppo follicolare, ritardi nell'ovulazione, calori silenti, scarse % di concepimento
Cobalto
Calori silenti, ovaie non funzionali, ritardo nella maturità sessuale

Vitamine
Vit. A: i principali problemi associati a mancanza di questa vitamina si evidenziano con ritardata maturità sessuale, aborti, ritenzioni di placenta, metriti. Il beta-carotene, precursore della Vit. A, si è rivelato efficace nel migliorare le performances riproduttive delle bovine.
Vit. D: necessaria per il normale metabolismo di calcio e fosforo, ha un ruolo d'indiretta utilità sulla sfera riproduttiva.
Vit. E: strettamente correlata al selenio, il suo ruolo nella riproduzione non è ancora perfettamente chiarito, anche se è noto che previene le ritenzioni placentari, ovviamente nocive alla fertilità della bovina. Da rilevare che la mancanza di selenio rende inefficace la supplementazione della razione con Vit.E.

Conclusioni
Da quanto su esposto, risulta chiaro che nelle lattifere l'alimentazione è strettamente correlata alla riproduzione: carenze nutrizionali, eccessi o squilibri alimentari sono fattori in grado di alterare le normali potenzialità della sfera riproduttiva. Una razione bilanciata in tutti i suoi componenti, basata su foraggi di alta qualità e concentrati complementari può contribuire a ridurre i problemi riproduttivi, ma è indispensabile anche una buona gestione della razione stessa, controllando in laboratorio i parametri nutritivi dei foraggi ogniqualvolta questi vengano sostituiti come tipo o qualità e controllando che le bovine assumano effettivamente la foraggiata distribuita. Nella prima parte della lattazione, è importante adottare tutte quelle strategie che inducano la bovina alla massima assunzione di sostanza secca, mentre in lattazione avanzata è opportuno curare la condizione corporea degli animali: le riserve di grasso che si costituiscono in questo periodo saranno impiegate nella lattazione successiva con una maggior produzione di 680kg. di latte e potenzieranno le performances riproduttive. Per aumentare le possibilità di un rapido ristabilirsi delle capacità di concepimento dopo il parto è perciò consigliabile:
Distribuire una razione bilanciata
Impiegare foraggi d'ottima qualità
Massimizzare l'assunzione di sostanza secca, soprattutto nelle primissime fasi di lattazione (vedi lo specifico articolo in questo settore)
Ristabilire una giusta condizione corporea nella seconda fase di lattazione.