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L'alimentazione della bovina ad alta produzione

Com'è noto, la produzione di latte nelle nostre bovine è in costante crescita (2-3% all'anno). Di questa aumentata capacità produttiva sono responsabili non solo il miglioramento genetico (33-40%), ma anche e soprattutto le tecniche di alimentazione e gestione aziendale (60-67%). Il momento di maggior attenzione va riservato a quel periodo della vita della bovina che va dai 60 giorni precedenti il parto (fase di asciutta) fino ai 60 successivi (fase di prima lattazione) ed i fattori chiave da tenere in considerazione sono i seguenti:
• cambiamenti nelle condizioni corporee (variazioni di BCS)
• disordini metabolici da minimizzare
• stimolo all'assunzione di sostanza secca
• buona partenza della lattazione
• ottimizzazione di longevità e salute
 
Asciutta
Il programma adottato in questa fase avrà importanti effetti sul successivo ciclo produttivo; sarà quindi opportuno fornire all'animale foraggi a fibra lunga (all'uno % P.V.) per mantenere il grado di riempimento e la funzionalità ruminale e limitare il fieno di leguminose ad una quantità pari alla metà della S.S. totale da foraggio. Anche il silomais va limitato nella stessa misura, per evitare un eccessiva assunzione di energia e mantenere le dinamiche ruminali. In razione occorre mantenere almeno 1 kg. di cereali, come supporto per microelementi e vitamine, tuttavia è possibile raggiungere livelli più elevati, a seconda delle condizioni di crescita, di B.C.S., della qualità ed assunzione del foraggio e dello stress ambientale.
Vanno inoltre valutati i seguenti aspetti:
• non distribuire fieni o foraggi ammuffiti, in quanto responsabili di una depressione del sistema immunitario, con scarsa resistenza alle malattie. Inoltre i foraggi scadenti limitano l'assunzione di S.S. e dei nutrienti necessari
• la distribuzione di limitati quantitativi di silomais mantiene e stimola la funzionalità delle papille ruminali e consente di interagire con i componenti proteici e minerali (calcio e potassio) presenti in razione
• le asciutte non dovrebbero perdere peso in questa fase, poiché ciò aumenta l'incidenza della steatosi epatica; le bovine troppo magre non devono comunque guadagnare più di 0.2kg / giorno (1/2 punto di B.C.S.) durante l'asciutta.

La razione per il periodo di transizione
Si tratta in sostanza di un programma alimentare che fa da ponte tra la tradizionale razione dell'asciutta (alta in fibra) e quella della bovina fresca (ad alto contenuto proteico ed energetico, con minori quantità di fibra lunga). Questo tipo di alimentazione perciò è assai importante per sostenere le alte produzioni di latte immediatamente successive al parto e per prevenire o minimizzare i disordini metabolici.
Si può facilmente stabilire l'inadeguatezza della razione di transizione esaminando questi fattori:
• l'assunzione di S.S. dopo il parto è troppo bassa
• sono frequentemente presenti casi di acidosi o disappetenza, soprattutto nelle bovine più giovani
• sono presenti disordini metabolici quali statosi epatica, chetosi, ipocalcemia, collasso puerperale, dislocazione dell'abomaso ecc.
Affinchè le bovine traggano il massimo beneficio da questa razione, il programma di alimentazione adottato in questa fase va messo in atto preferibilmente tre settimane prima della data prevista per il parto.

Linee guida
• Studi americani dimostrano che nei cinque giorni precedenti il parto si verifica un vertiginoso calo nell'assunzione di S.S. (da 11-13 kg. all'inizio dell'asciutta fino a 8-9 kg.), per cui è opportuno che la concentrazione della razione sia elevata.
• Durante la prima fase dell'asciutta, la bovina riceve un tipo di razione che riduce la lunghezza della papille ruminali a meno di 0.5 cm., mentre, nelle prime fasi di lattazione, le papille ruminali si allungheranno fino a 1.2 cm. - per effetto degli alti livelli di carboidrati fermentescibili distribuiti - aumentando così la superficie ruminale, l'assorbimento degli acidi grassi volatili e riducendo lo stato iperacido del rumine stesso. Questo processo di adattamento delle papille richiede 4-6 settimane, cosa di cui tener conto nella formulazione della razione di transizione.
• A causa della razione impostata per le fresche, è necessario l'orientamento della popolazione microbica ruminale verso la prevalenza dei microrganismi utilizzatori di amido e fibra.
Bovine che possano disporre di alti livelli di proteina non degradabile nella razione di transizione, avranno cali di peso inferiori nel dopo-parto e migliori performances produttive.
Le bovine ad alta produzione iniziano a sviluppare una condizione "fisiologica" di steatosi epatica circa 10 giorni prima del parto, che negli animali in buona salute si riduce dopo l'evento; nelle "vacche-problema" invece i livelli lipidici nel fegato rimangono elevati, sfociando poi in disordini metabolici.
• Una distribuzione di livelli piuttosto alti di Vit. E (1000 U.I. al giorno) nelle asciutte consente di ottenere basse conte di cellule somatiche, di diminuire i rischi di mastite e di aumentare i livelli di questa vitamina nel sangue del feto e nel colostro.
La capacità immunitaria nella bovina che partorisce è messa a dura prova dai cambiamenti ormonali, dalla pervietà del tratto riproduttivo e dai rischi d'infezioni mastitiche: l' integrazione della razione con vitamine e microelementi (zinco, rame e selenio) può contribuire a potenziare le difese.
• L'ipocalcemia (livelli ematici totali di calcio inferiori a 8 mg./dl.) è un problema che può arrivare ad interessare il 75% delle vacche ad alta produzione, con conseguente insorgere di altre manifestazioni patologiche (ritenzione placentare, insufficiente involuzione uterina, dislocazione dell'abomaso). L'introduzione nella razione di transizione dei sali anionici può aiutare a minimizzare questo problema.
Per soddisfare i fabbisogni della bovina in questa delicata fase, è possibile seguire alcune strategie alimentari, per es.
• somministrare 3-5 kg. dell'unifeed impiegato nel gruppo delle fresche, in aggiunta alla dose di fieno impiegato nelle prime fasi di asciutta e di almeno 1kg. del mix di cereali (concentrato) usato nel periodo di immediato preparto
• distribuire la razione impiegata in asciutta, più 2-3 kg. del concentrato usato nell'immediato preparto.

Strategie per il postparto
I primi 60 giorni dopo il parto sono estremamente critici, sia per quanto riguarda la salute della bovina, sia per la resa economica della lattazione. Vi sono numerosi aspetti che vanno controllati con attenzione:
• il picco massimo di produzione si verifica a 50-60 giorni dal parto
la carenza massima d'energia si verifica nelle prime tre settimane dal parto
• la chetosi tende a presentarsi in 1/3 delle bovine ad alta produzione e può evolvere in steatosi epatica, se non opportunamente curata; tuttavia è l'acidosi il principale disordine metabolico nelle vacche fresche
• le bovine sane dal punto di vista riproduttivo presentano un ciclo estrale a 15-25 giorni dal parto
• le condizioni di energia nelle prime tre settimane dal parto influenzano lo sviluppo follicolare 60 giorni dopo.

Assunzione di S.S.
Se il programma alimentare durante le due fasi dell'asciutta è ottimale, la bovina fresca di parto passerà senza problemi alla razione delle fresche; bisogna però tener conto che l'assunzione di sostanza secca si riduce del 18% circa nel postparto (vedi tabella 1), per cui la concentrazione della razione deve necessariamente tener conto di questo fatto. Sarà perciò indispensabile mettere in atto tutte le strategie possibili per aumentare l'assunzione di S.S., quali l' utilizzo dell'unifeed, l'uso di foraggi di altissima qualità, l'ottimizzazione delle funzioni ruminali tramite il corretto bilanciamento tra proteina degradabile e carboidrati non strutturali, la distribuzione ad libitum in mangiatoia di alimento sempre fresco ed appetibile, così che le bovine siano indotte a mangiare frequentemente (soprattutto in condizioni di stress termico).
 
Tab.1:assunzione prevista di S.S. in manze di primo parto e vacche di parti successivi
Settimane
Primipare
Vacche adulte
Kg.S.S./capo/giorno
1
14
16
2
16
19
3
17
21
4
18
22
5
19
24

 
Perdita di condizione corporea: come detto, la bovina presenta bilancio energetico negativo nel postparto, poiché i fabbisogni per la produzione di latte eccedono l'effettiva assunzione d'energia. La perdita di peso dovrebbe essere limitata ad un massimo di 1 kg. al giorno (60-90 kg. di perdita di peso in totale oppure di 1-1.5 punti di B.C.S.), e le condizioni di ritorno a bilancio energetico positivo dovrebbero ripresentarsi a 60 giorni dal parto. A seguito, sono elencati alcuni consigli per minimizzare i problemi derivanti dalla condizione corporea:
• le bovine non devono essere né troppo grasse (BCS>4),né troppo magre (BCS<3): nel primo caso infatti l'appetito e l'assunzione di S.S. possono essere compromessi, mentre l'animale troppo scarno non ha le necessarie riserve energetiche corporee. In generale , 1 kg. di grasso corporeo mobilizzato può sostenere sotto il profilo energetico una produzione di latte di 7 kg. circa.
• l'aggiunta alla razione di 0.45-0.7 kg. di grasso può supplire alla carenza energetica, tuttavia tali integrazioni hanno sempre un effetto negativo sull'assunzione di S.S.
• la bovina che mobilizza riserve corporee necessita di integrazioni proteiche per bilanciare l'energia liberata dalla perdita di peso. Tali fonti proteiche dovrebbero essere derivate dall'alimentazione come proteina by-pass a profilo aminoacidico bilanciato.
Dinamiche ruminali: Le papille ruminali tendono ad allungarsi progressivamente con l'uso di razioni contenenti carboidrati ad alta fermentescibilità (cereali). Se il cambiamento di razione è troppo repentino, sono possibili rischi di acidosi, soprattutto nelle manze di primo parto. Risulta utile l'impiego dell'unifeed, ed è necessario mantenere alti livelli di ADF ed NDF in razione, aggiungendo 2-3 kg. di fieno /capo ed evitando gli eccessi di carboidrati fermentescibili. Un pH ruminale inferiore a 6 riduce la crescita microbica e la digestione della fibra, influenzando negativamente il bilancio tra gli acidi grassi volatili ruminali. Si ricorda inoltre che l'acidosi può provocare anche laminiti e fenomeni di alterazione dello zoccolo.
Impiego di additivi nella razione di transizione e del postparto: se economicamente giustificato, l'uso di additivi nella razione può essere di beneficio sotto vari punti di vista. Si ricorda che l'uso dei sali anionici è da riservare agli animali in asciutta, mentre i tamponi sono idonei per quelli in lattazione. (per ulteriori informazioni, cfr. l'articolo sugli additivi, nella sezione "alimentazione")
La niacina (6 -12 gr./capo/giorno) minimizza i rischi di chetosi nel postparto, stimolando al contempo l'assunzione di S.S. Gli animali che di preferenza vanno trattati con niacina sono quelli con precedenti manifestazioni di chetosi, le vacche con produzioni maggiori di 35 Kg. e quelle con B.C.S. in asciutta maggiore di 3
Il glicole propilenico, somministrato una settimana prima del parto in dosi di 0.25 - 0.5 kg /giorno, riduce i rischi di steatosi epatica, aumenta i livelli ematici di glucosio e minimizza l'insorgenza della chetosi.
I sali anionici, inclusi in razione in dosi di 200-250 gr. di miscela (es. cloruro di calcio, cloruro di ammonio e magnesio solfato) aiutano a prevenire condizioni di ipocalcemia e collasso puerperale. Il livello in calcio della razione dovrebbe essere aumentato fino a 180 gr. di calcio totale, con un minimo di 50 gr. proveniente d fonti inorganiche. Bisogna tenere presente che tali sali sono di sapore sgradevole e richiedono perciò un a gestione attenta della razione.
Le colture di Lieviti vengono usate per stabilizzare l'ambiente ruminale ed il suo pH e per stimolare i batteri utilizzatori di fibra. (dosi: da 10 a 120 gr. al giorno). A differenza dei tamponi, non influenzano il bilancio anionico/cationico della razione e sono inoltre di sapore gradito agli animali.
I tamponi sono in grado di stabilizzare il pH ruminale su valori pari a 6 - 6.3 Sesquicarbonato e bicarbonato di sodio sono quelli più comunemente usati, in dosi che variano da 120 a 250 gr. /giorno, oppure in combinazione con l'ossido di magnesio (alcalinizzante), in ragione di 2-3 parti di bicarbonato su una di ossido. Possono essere utilmente impiegati in tutti i casi di inappetenza, scarsa assunzione di S.S., eccessiva umidità della razione, forte impiego di silomais o di cereali. 
Cliccando qui si aprirà la pagina con le tabelle dei fabbisogni che NRC (revisione 2001) prevede per le bovine ad alta produzione.