Come aumentare l'assunzione di sostanza secca
Gli allevatori si chiedono spesso perché sia così importante massimizzare l'assunzione di Sostanza Secca (S.S.): più alimento la bovina ingerisce, più aumentano le opportunità di sfruttare il suo potenziale di produzione lattea. Il grafico che segue chiarisce questo concetto:

I valori impiegati nel grafico sono quelli teorici per una bovina di 650 kg. di peso vivo; dando per scontato che la razione sia bilanciata per quanto concerne l'energia, si può facilmente capire come i primi 6 kg. di S.S. che l'animale ingerisce siano impiegati per il solo mantenimento, mentre ogni kg. in più consumato fornisce gli elementi necessari alla produzione di 2,5 kg. di latte.
Si può quindi affermare la correttezza di quest'equazione:
Si può quindi affermare la correttezza di quest'equazione:
PIU' ALIMENTO = PIU' LATTE
L'assunzione di S.S. è anche importante ai fini del mantenimento di una corretta condizione corporea (utile alla riproduzione) e di uno stato generale e ruminale di perfetta efficienza.
L'assunzione di S.S. viene quindi calcolata per determinare la quantità di cibo assunta dalla bovina e si può definire come la quantità d'alimenti che la vacca consuma dopo che è stata tolta tutta l'acqua dal cibo contenente umidità (es. insilati). Questa definizione rende possibile un confronto nell'assunzione d'alimenti in razioni di diverso tipo (es. una razione a fieno con una ad insilato).
L'assunzione di S.S. è regolata da diversi fattori di tipo alimentare e gestionale che passeremo in rassegna separatamente.
L'assunzione di S.S. viene quindi calcolata per determinare la quantità di cibo assunta dalla bovina e si può definire come la quantità d'alimenti che la vacca consuma dopo che è stata tolta tutta l'acqua dal cibo contenente umidità (es. insilati). Questa definizione rende possibile un confronto nell'assunzione d'alimenti in razioni di diverso tipo (es. una razione a fieno con una ad insilato).
L'assunzione di S.S. è regolata da diversi fattori di tipo alimentare e gestionale che passeremo in rassegna separatamente.
Fattori alimentari
Qualità della fibra: è intuitivo che foraggi d'alta qualità consentono alla bovina di assumere un'elevata quantità di sostanze nutritive ad ogni boccone, soddisfando in tal modo le sue esigenze; se il fieno viene raccolto a stadio di maturazione troppo avanzata sarà incrostato di lignina, rallentando così la velocità di passaggio dei vari alimenti nel rumine e deprimendo perciò l'assunzione di S. S.
In effetti, la relazione tra NDF ed assunzione di S.S. è piuttosto complessa, poiché la quantità d'alimenti ingeriti dipende anche dalla produzione lattea della bovina; bisogna pertanto cercare di massimizzare l'assunzione di foraggio, soddisfando al contempo le richieste energetiche necessarie a sostenere la produzione lattea e gli eventuali cambiamenti di P.V. Oltre al grado di maturazione ed al tipo d'essenza foraggiera (graminacee o leguminose) è assai importante anche la forma fisica di presentazione: un foraggio finemente macinato non ha lo stesso "effetto ingombro" della fibra lunga, quindi non è adatto a stimolare la ruminazione e l'insalivazione, con possibili rischi d'acidosi, scarsa degradazione della fibra ed - in ultima analisi - calo d'assunzione di S.S.
La tabella che segue dimostra come varia l'assunzione di fibra durante l'intero ciclo produttivo per animali di prima e di seconda o successive lattazioni e può essere utile per una prima stima della possibile assunzione massima di fibra tale da non penalizzare l'ingestione di S.S.
Qualità della fibra: è intuitivo che foraggi d'alta qualità consentono alla bovina di assumere un'elevata quantità di sostanze nutritive ad ogni boccone, soddisfando in tal modo le sue esigenze; se il fieno viene raccolto a stadio di maturazione troppo avanzata sarà incrostato di lignina, rallentando così la velocità di passaggio dei vari alimenti nel rumine e deprimendo perciò l'assunzione di S. S.
In effetti, la relazione tra NDF ed assunzione di S.S. è piuttosto complessa, poiché la quantità d'alimenti ingeriti dipende anche dalla produzione lattea della bovina; bisogna pertanto cercare di massimizzare l'assunzione di foraggio, soddisfando al contempo le richieste energetiche necessarie a sostenere la produzione lattea e gli eventuali cambiamenti di P.V. Oltre al grado di maturazione ed al tipo d'essenza foraggiera (graminacee o leguminose) è assai importante anche la forma fisica di presentazione: un foraggio finemente macinato non ha lo stesso "effetto ingombro" della fibra lunga, quindi non è adatto a stimolare la ruminazione e l'insalivazione, con possibili rischi d'acidosi, scarsa degradazione della fibra ed - in ultima analisi - calo d'assunzione di S.S.
La tabella che segue dimostra come varia l'assunzione di fibra durante l'intero ciclo produttivo per animali di prima e di seconda o successive lattazioni e può essere utile per una prima stima della possibile assunzione massima di fibra tale da non penalizzare l'ingestione di S.S.
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Settimane di lattazione
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Numero di lattazioni
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Prima
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Seconda e successive
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% del P.V. / giorno
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2
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0.78
|
0.87
|
|
4
|
0.91
|
1.00
|
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8
|
1.05
|
1.17
|
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12
|
1.12
|
1.26
|
|
16
|
1.14
|
1.29
|
|
20
|
1.14
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1.30
|
|
24
|
1.13
|
1.27
|
|
28
|
1.11
|
1.24
|
|
32
|
1.08
|
1.19
|
|
36
|
1.04
|
1.13
|
|
40
|
1.01
|
1.08
|
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44
|
0.97
|
1.01
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Asciutta
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0.92
|
0.96
|
Contenuto d'umidità della razione: esiste una correlazione negativa tra assunzione di S.S. e percentuale d'umidità della razione, dovuta probabilmente allo sviluppo d'odori e sapori anomali negli insilati troppo umidi e perciò mal fermentati (si ricorda che il pH ottimale per il silomais deve essere minore o pari a 4.2, mentre per le leguminose deve essere minore di 5.0). Per avere un buon livello d'ingestione, la quota di sostanza secca totale della razione deve essere compresa tra il 50 ed il 75%.
Rapporto foraggi/concentrati: l'assunzione di S.S. aumenta all'aumentare dei concentrati presenti in razione, indipendentemente dalle caratteristiche quali/quantitative del foraggio presente; è però altrettanto vero che un'eccessiva distribuzione di concentrati predispone la bovina a rischi di disordini metabolici.
Grassatura della razione: spesso si verifica un calo nell'assunzione di S.S. quando i grassi sostituiscono in parte i carboidrati come fonte energetica; quest'effetto negativo è dovuto alla diminuzione delle fermentazioni ruminali e della digeribilità della fibra, con susseguente aumento dell'"effetto ingombro" nel rumine e calo della velocità di transito degli alimenti.
Fattori gestionali
A) di tipo alimentare
Ogni animale presenta comportamenti alimentari variabili, tuttavia le bovine in generale si alimentano 4-6 volte nella giornata, con un numero simile di piccoli "fuoripasto". Quest'andamento e la quantità d'alimento assunta ogni volta che gli animali si recano alla mangiatoia è influenzato da:
- disponibilità d'alimenti: gli animali dovrebbero avere libero accesso alle corsie d'alimentazione per almeno 20 ore il giorno.
- frequenza ed orario di distribuzione: le bovine sono animali particolarmente abitudinari, quindi è opportuno seguire orari di mungitura e distribuzione della foraggiata quanto più possibile regolari; inoltre bisogna tener conto del fatto che la maggior parte di esse cercano alimento ed acqua immediatamente dopo le operazioni di mungitura: è proprio questo il momento adatto per riempire la corsia d'alimentazione con la foraggiata fresca.Questo sistema aiuta anche a prevenire problemi mammari, poiché la bovina è invogliata a restare in piedi proprio nel periodo in cui il canale del capezzolo - ancora aperto dopo la mungitura - è più esposto alle invasioni microbiche. Aumentare la frequenza di distribuzione è molto importante per le bovine che ricevono razioni con forti quantità di concentrato, poiché con un maggior numero di pasti sono favorite condizioni di stabilità del pH ruminale ed evitato i pericoli d'acidosi.
- sequenza d'alimentazione: con la distribuzione di circa un kg. di fieno lungo in corsia prima della foraggiata si ottiene la formazione di un "tappeto" di fibra nel rumine, capace di favorire fermentazioni ruminali migliori.
- appetibilità della razione:gli alimenti freschi, esenti da odori e sapori sgradevoli derivanti da fermentazioni anomale, stimolano l'assunzione di S.S. Per questo motivo è bene inoltre pulire scrupolosamente le mangiatoie da ogni residuo, soprattutto durante la stagione calda.
- disponibilità d'acqua: gli abbeveratoi devono essere puliti e posizionati in modo tale da poter essere facilmente accessibili alle bovine; l'acqua sporca o in qualche modo contaminata limita fortemente l'assunzione di S.S.
Ogni animale presenta comportamenti alimentari variabili, tuttavia le bovine in generale si alimentano 4-6 volte nella giornata, con un numero simile di piccoli "fuoripasto". Quest'andamento e la quantità d'alimento assunta ogni volta che gli animali si recano alla mangiatoia è influenzato da:
- disponibilità d'alimenti: gli animali dovrebbero avere libero accesso alle corsie d'alimentazione per almeno 20 ore il giorno.
- frequenza ed orario di distribuzione: le bovine sono animali particolarmente abitudinari, quindi è opportuno seguire orari di mungitura e distribuzione della foraggiata quanto più possibile regolari; inoltre bisogna tener conto del fatto che la maggior parte di esse cercano alimento ed acqua immediatamente dopo le operazioni di mungitura: è proprio questo il momento adatto per riempire la corsia d'alimentazione con la foraggiata fresca.Questo sistema aiuta anche a prevenire problemi mammari, poiché la bovina è invogliata a restare in piedi proprio nel periodo in cui il canale del capezzolo - ancora aperto dopo la mungitura - è più esposto alle invasioni microbiche. Aumentare la frequenza di distribuzione è molto importante per le bovine che ricevono razioni con forti quantità di concentrato, poiché con un maggior numero di pasti sono favorite condizioni di stabilità del pH ruminale ed evitato i pericoli d'acidosi.
- sequenza d'alimentazione: con la distribuzione di circa un kg. di fieno lungo in corsia prima della foraggiata si ottiene la formazione di un "tappeto" di fibra nel rumine, capace di favorire fermentazioni ruminali migliori.
- appetibilità della razione:gli alimenti freschi, esenti da odori e sapori sgradevoli derivanti da fermentazioni anomale, stimolano l'assunzione di S.S. Per questo motivo è bene inoltre pulire scrupolosamente le mangiatoie da ogni residuo, soprattutto durante la stagione calda.
- disponibilità d'acqua: gli abbeveratoi devono essere puliti e posizionati in modo tale da poter essere facilmente accessibili alle bovine; l'acqua sporca o in qualche modo contaminata limita fortemente l'assunzione di S.S.
B) di tipo gestionale
per favorire l'assunzione di sostanza secca, è necessario che l'area destinata all'alimentazione sia correttamente progettata; le bovine dovrebbero mangiare in una posizione naturale (quella di pascolo), in un ambiente chiaro e luminoso. Almeno il fondo della corsia d'alimentazione dovrebbe essere costituito da una superficie liscia, possibilmente piastrellata e di facile pulizia. Ogni bovina dovrebbe poter disporre di uno spazio alla mangiatoia di almeno 60-75 cm. e gli abbeveratoi dovrebbero essere posizionati in un raggio di 15 metri dalle corsie d'alimentazione; i passaggi per gli animali devono essere sufficientemente larghi e non scivolosi.
Per evitare i fenomeni di dominanza sociale delle vacche più anziane sulle manze, sarebbe inoltre opportuno prevedere ricoveri o almeno corsie d'alimentazione separate per queste ultime. Se nella stalla sono presenti più gruppi di produzione, è bene costituirli secondo i fabbisogni nutritivi degli animali presenti, per ottenere assunzioni omogenee di S.S. all'interno di ciascun gruppo.

Come si può osservare dal grafico, il picco d'assunzione di S.S. per le primipare è ritardato rispetto a quello delle pluripare, ma presenta anche una maggior persistenza; questo fatto (oltre ai succitati fenomeni di gerarchia sociale) giustifica la necessità di raggruppamenti distinti tra vacche di primo parto e quelle con più parti.
Infine un ultimo importante accenno alla relazione tra assunzione di S.S. e clima: le bovine iniziano a risentire dello stress da caldo dai 26°C, o in condizioni d'elevata umidità relativa, riducendo perciò l'assunzione di S.S.; è logico quindi adottare provvedimenti che servano a mantenere fresca la stalla, distribuendo almeno il 60% della foraggiata nelle ore serali più fresche (per ulteriori approfondimenti vedi l'articolo: "lo stress da caldo e la bovina da latte").
Infine un ultimo importante accenno alla relazione tra assunzione di S.S. e clima: le bovine iniziano a risentire dello stress da caldo dai 26°C, o in condizioni d'elevata umidità relativa, riducendo perciò l'assunzione di S.S.; è logico quindi adottare provvedimenti che servano a mantenere fresca la stalla, distribuendo almeno il 60% della foraggiata nelle ore serali più fresche (per ulteriori approfondimenti vedi l'articolo: "lo stress da caldo e la bovina da latte").