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Il silobag

Si tratta di un sistema d'insilamento  ancora poco in uso in Italia, benchè le esperienze positive d'impiego siano senz'altro molto diffuse da oltre vent'anni in paesi quali l'Argentina, l'Australia e gli USA.

Come funziona

Il metodo è composto da quattro elementi: il saccone di polietilene a tre strati (volgarmente chiamato “salame”), l'insaccatrice, l'estrattore e la tramoggia a scarico rapido. Il procedimento è molto semplice: si applica il saccone al telaio dell'insaccatrice, che viene trainata per svolgere il sacco, mentre il carro tramoggia riempie il bag avanzando in parallelo alla prima trattrice. Il desilamento del prodotto avviene con la stessa modalità applicata al contrario: in questo caso l'estrattrice è in pratica una coclea trainata con un convogliatore centrale, corredato da un rullo che ha lo scopo di riavvolgere il saccone. Da sotttolineare che per le operazioni di carico sono necessari due operatori e due trattrici, mentre lo scarico impiega un solo uomo ed una trattrice.
Molto importanti sono le caratteristiche del saccone: il silobag è in polietilene a tre strati, di spessore variabile tra i 200 ed i 250 μ; lo strato esterno è bianco, in modo da riflettere la radiazione solare, quelli interni sono neri, per impedire alla luce di penetrare; questo accorgimento permette di mantenere costante la temperatura dell'insilato, anche in caso di sbalzi termici stagionali, prevenendo così una perdita qualitativa della massa insilata. Il diametro del saccone è variabile, anche se in genere il più usato è quello che misura 2.70 metri, con una lunghezza standard di 60 o 75 metri: nulla impedisce però di tagliare il bag alla lunghezza desiderata; la capacità (variabile a seconda del peso specifico del materiale insilato) è di 3 -3.3 tonnellate di granella per metro lineare.

 

 Silobag Ipesa
 

Collocazione dei sacconi
Benchè sia possibile collocare i salami anche su un terreno agricolo non in uso (per es. su stoppie), è comunque raccomandabile allestire una superficie in cemento per il deposito dei sacconi: in questo modo le operazioni di carico-scarico saranno facilitate e le perdite di prodotto ridotte; inoltre l'area di terreno così attrezzata potrebbe fungere da base per un eventuale silo a trincea. Indicativamente, si può calcolare che su un ettaro di terreno così preparato è possibile stoccare 60.000 quintali di granella.
Per un corretto stoccaggio dei bags è inoltre essenziale che la zona destinata ad accoglierli non presenti problemi di drenaggio, in modo da essere praticabile in ogni tipo di condizioni atmosferiche nel corso dell'anno. Se si appronta una pavimentazione, è inoltre consigliabile mantenere libera da erbacce una striscia di circa un metro tutt'intorno, in modo da scoraggiare gli attacchi dei roditori. Naturalmente è opportuno evitare che animali domestici vengano a contatto con i sacconi, per prevenirne la rottura: va però detto che le ditte produttrici dei bags forniscono anche un apposito nastro adesivo per riparare sia forature involontarie che “finestre” di campionamento dell'insilato. Naturalmente è consigliabile controllare periodicamente i sacconi, perchè ogni buco presente lascia entrare l'aria nella massa contenuta, causandone un impoverimento qualitativo.

 
Modalità d'insilamento
Anche per l'insilamento nei salami è necessario seguire le regole che sono alla base della riuscita di ogni tipo d'insilato (indipendentemente dal tipo di silo usato): sarà quindi necessario un caricamento rapido del bag al fine di favorire un'uniforme umidità della massa insilata.
Il livello di riempimento del saccone è facilmente misurabile tramite le apposite linee graduate stampate all'esterno del silobag: dalla loro reciproca distanza è possibile capire se il salame è correttamente riempito. Questo è un fattore chiave per prevenire le perdite di sostanza secca che sono direttamente correlate alla densità del prodotto insilato: quanto più essa è elevata, tanto minori saranno tali perdite; è necessario però tener presente che non tutti i punti dell'insilato all'interno del salame presentano la stessa densità. Le ricerche di Holmes e Muck al riguardo hanno fornito i risultati presentati nella figura seguente:

 

Come si può capire, la densità subisce sbalzi notevoli passando dalla parte superiore del silo a quella alla base; è quindi necessario prevenire ogni possibile foratura del silobag soprattutto nelle zone dove il foraggio è meno compresso, in modo da evitare la penetrazione dell'aria che, diffondendosi nella massa, dà inizio ad un processo di rapido deterioramento.
Le perdite medie in s.s. di questo tipo d'insilamento (naturalmente seguendo una gestione corretta di tutto il processo) sono pari a circa 14.6%, quindi simili a quelle presenti in un normale silo a trincea; perdite più elevate sono sempre associate a foratura dei sacconi oppure a foraggi insilati in uno stadio troppo secco (eccessiva presenza d'aria) o troppo umido (perdite di percolamento o gassose).
Terminate le operazioni di riempimento, il salame deve essere sigillato in modo efficiente: il metodo più comunemente usato è allungare la plastica vuota e quindi arrotolarla attorno ad un asse in legno; giunti a contatto con la massa insilata inchiodare un'altra assicella su quella già presente all'interno della parte arrotolata.


 Insaccatrice Boschi

Apertura del silobag
All'apertura, occorre osservare alcune semplici regole:

  1. prelevare sempre una quantità minima di almeno 30 cm. al giorno,
  2. richiudere il salame dopo il prelievo, assicurandosi che non resti esposta all'aria una quantità maggiore rispetto al fabbisogno quantitativo di 3 giorni,
  3. rimuovere l'insilato utilizzando sistemi che lascino il fronte quanto più compatto ed uniforme possibile.
 

 Estrattore Boschi
 
 

Raccomandazioni per i diversi tipi d'insilato
Nei silobags è possibile insaccare tanto la granella di cereali, quanto i foraggi trinciati: naturalmente le modalità di raccolta saranno diverse nei due casi.
Cereali: l'umidità della granella è importantissima per garantire una corretta riuscita dell'insilato; la seguente tabella riassume il contenuto d'umidità ideale al momento dell'insilamento  per diversi cereali, per la soia e per il girasole:

 
A contenuti d'umidità inferiori o uguali a quelli su esposti nei silobags non si evidenziano cambiamenti qualitativi neppure dopo 150 giorni di stoccaggio, mentre se il prodotto viene insilato con umidità superiore la qualità dell'insilato peggiora drasticamente. Naturalmente, se la granella da insilare presenta un'umidità superiore al valore-limite del 14%, sarà necessario provvedere ad un pre-essicamento della stessa.
Foraggi: in questo caso è importante impostare una lunghezza ottimale di taglio, pari ad 1 cm per la medica e per il mais non condizionato ed 1.5-2 cm per il mais condizionato; con una tolleranza del 15-20% di particelle di lunghezza superiore a 3.5 cm.
Il contenuto d'umidità ideale per il mais varia dal 65 al 70%, superando tali valori si verificano perdite di percolamento che abbassano il valore nutritivo del foraggio. Per il fieno-silo il contenuto di umidità più indicato è pari al 60-65%: è necessario attenersi a questi valori per evitare le fermentazioni clostridiche, che hanno come risultato un eccesso di acido butirrico nell'insilato ed una minor stabilità all'apertura del silo.
 
 
I costi
Secondo uno studio piuttosto recente (2008) effettuato sull'insilamento dei cereali, i costi unitari, calcolati in euro/tonnellata di granella stoccata, sono suddivisi come segue:
 
 
 
Come si vede, l'insilamento nei salami rappresenta una soluzione decisamente economica rispetto ai sistemi che prevedono l'impiego di trincee.

Conclusioni
I vantaggi di questo metodo d'insilamento sono molti ed innegabili: oltre al minor investimento economico, anche i costi di manutenzione e pulizia sono assai contenuti. A questo si assomma una notevole capacità oraria di lavoro sia nelle operazioni d'insilamento che di estrazione. Da non trascurare la possibilità d'insilare anche piccole quantità di prodotto, adattando la lunghezza del saccone alle proprie necessità. Il sistema è ideale per la conservazione dei cereali “biologici” anche perchè non sono necessari trattamenti antiparassitari. Tra gli svantaggi, il principale è rappresentato dalla necessità di dover smaltire la plastica dei bags che devono essere rinnovati annualmente.
In conclusione, questo metodo d'insilamento, grazie alla sua flessibilità d'impiego ed al basso costo d'impianto e manutenzione, è particolarmente indicato per le aziende di medie dimensioni o per insilare piccole quantità di foraggio o di cereali che si rendano via via disponibili durante l'anno.