Silomais: i fattori che influiscono sulla riuscita
Il silomais rappresenta attualmente la più importante componente foraggera della razione, fornendo l'energia sufficiente a mantenere una buona produzione di latte ed una condizione corporea ottimale ad un costo estremamente contenuto. Considerandolo da un punto di vista agronomico, esso offre il vantaggio di poter essere raccolto una volta all'anno senza necessità di un pre - appassimento in campo, mantenendo inoltre un elevato livello qualitativo che consente una "finestra" di raccolto abbastanza prolungata.
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Produzione
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U.F./ ettaro
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erba
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4.480
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insilato di prato
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5.120
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fieno
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3.360
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silomais
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14.000
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Come si può rilevare dalla tabella, il silomais è un foraggio ad alta produzione per ettaro: prendendo in considerazione il rapporto in peso tra la granella secca ed il silomais, per ogni 100 kg. di granella secca è possibile ottenere 600-700 kg. di foraggio ad un grado di maturazione idonea per l'insilamento.
La potenzialità produttiva risulta ancora più evidente prendendo in considerazione il carico di bestiame/ha: infatti, un ettaro coltivato a silomais che produca in media 500 ql. di foraggio (pari a circa 83 ql. di granella secca) consente l'alimentazione di cinque capi.
Naturalmente la produzione di silomais varia in funzione di diversi fattori, tra cui il tipo d'ibrido impiegato ed il livello di sostanza secca della pianta al momento del raccolto.
La potenzialità produttiva risulta ancora più evidente prendendo in considerazione il carico di bestiame/ha: infatti, un ettaro coltivato a silomais che produca in media 500 ql. di foraggio (pari a circa 83 ql. di granella secca) consente l'alimentazione di cinque capi.
Naturalmente la produzione di silomais varia in funzione di diversi fattori, tra cui il tipo d'ibrido impiegato ed il livello di sostanza secca della pianta al momento del raccolto.
La scelta dell'ibrido va fatta tenendo in considerazione:
elevata produzione di granella: il silomais è un alimento molto particolare, poiché possiede tanto le caratteristiche del foraggio quanto del concentrato ed apporta energia a diverso grado di fermentescibilità per il rumine; la concentrazione energetica è ovviamente correlata al contenuto in granella dell'insilato stesso, per cui un ibrido dovrebbe contenere almeno il 40% sulla sostanza secca in granella
elevata digeribilità: escludendo la granella, la restante parte della pianta deve avere una buona digeribilità, un fattore facilmente comprensibile se si pensa che essa rappresenta oltre il 50% sulla sostanza secca. La composizione della parte foraggera del silomais è fortemente influenzata anche dalla maturità e dal contenuto in granella: in effetti, per ogni 10% in meno di granella prodotta c'è un incremento dell'1% in NDF ed una diminuzione dello 0,5% della digeribilità stessa. Come si può intuire, il rapporto granella/resto della pianta è il fattore che più influenza il valore energetico dell'insilato: in genere esso è compreso tra 30/70 e 50/50 sulla sostanza secca.
elevata produzione di granella: il silomais è un alimento molto particolare, poiché possiede tanto le caratteristiche del foraggio quanto del concentrato ed apporta energia a diverso grado di fermentescibilità per il rumine; la concentrazione energetica è ovviamente correlata al contenuto in granella dell'insilato stesso, per cui un ibrido dovrebbe contenere almeno il 40% sulla sostanza secca in granella
elevata digeribilità: escludendo la granella, la restante parte della pianta deve avere una buona digeribilità, un fattore facilmente comprensibile se si pensa che essa rappresenta oltre il 50% sulla sostanza secca. La composizione della parte foraggera del silomais è fortemente influenzata anche dalla maturità e dal contenuto in granella: in effetti, per ogni 10% in meno di granella prodotta c'è un incremento dell'1% in NDF ed una diminuzione dello 0,5% della digeribilità stessa. Come si può intuire, il rapporto granella/resto della pianta è il fattore che più influenza il valore energetico dell'insilato: in genere esso è compreso tra 30/70 e 50/50 sulla sostanza secca.
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Parte della pianta
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% Sostanza Secca
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Foglie
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15 - 25 %
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Granella
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20 - 50 %
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Tutolo
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16 - 10 %
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Brattee
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16 - 18 %
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Stocco
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17 - 40 %
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Questa tabella che esprime le variazioni nella composizione della pianta in diversi tipi d'ibrido, dimostra come le caratteristiche del silomais dipendano in buona misura dall'ibrido impiegato, tenendo conto soprattutto della porzione fibrosa della parte foraggera.
resistenza all'allettamento: poiché questo fenomeno causa la flessione della pianta verso terra con notevoli difficoltà al momento della raccolta, l'ibrido prescelto deve presentare stelo robusto ed apparato radicale ben sviluppato; piante con queste caratteristiche sono oltretutto più resistenti agli attacchi parassitari derivanti da funghi o insetti dovuti alla rottura dello stocco
resistenza all'allettamento: poiché questo fenomeno causa la flessione della pianta verso terra con notevoli difficoltà al momento della raccolta, l'ibrido prescelto deve presentare stelo robusto ed apparato radicale ben sviluppato; piante con queste caratteristiche sono oltretutto più resistenti agli attacchi parassitari derivanti da funghi o insetti dovuti alla rottura dello stocco
maturazione adeguata alla zona di crescita: la finestra di raccolta per il mais da insilare ha una durata all'incirca di una decina di giorni, un periodo che deve anche tener conto d'inevitabili tempi morti dovuti al cattivo tempo o ad imprevisti guasti nei cantieri di raccolta. Per tale motivo è meglio scegliere ibridi a diversa precocità (in genere per le semine primaverili sono adottate le classi 600 e 700), dilazionandone le rispettive epoche di semina in un arco di dieci giorni circa, in modo da ottenere periodi di maturazione che spaziano tra i venti- venticinque giorni
staygreen: è la resistenza dell'ibrido ad un'essiccazione troppo rapida nel periodo della raccolta. Gli ibridi di questo tipo presentano molto spesso un elevato contenuto zuccherino ed una miglior digeribilità; inoltre questa caratteristica, evitando una diminuzione troppo rapida dell'umidità nell'intera pianta, consente una finestra di raccolto più ampia. Un adeguato contenuto d'umidità dell'ibrido è particolarmente utile all'insilamento, in quanto permette un maggior compattamento con l'esclusione di ossigeno in eccesso dalla massa insilata.
Stadio di maturità alla raccolta: la pianta di mais destinata all'insilamento deve essere raccolta nel momento di miglior compromesso tra un elevato contenuto in granella ed una soddisfacente produzione di foraggio per ettaro, prendendo in considerazione anche la digeribilità della fibra.

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Maturazione lattea (20 giorni dalla fioritura)
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Maturazione cerosa (40 giorni dalla fioritura)
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Maturazione fisiologica (60 giorni dalla fioritura)
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Maturazione commerciale (70 giorni dalla fioritura)
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L'esperienza ha ormai dimostrato che il momento più adatto per l'insilamento in trincea è quello di maturazione cerosa della granella, con percentuali di sostanza secca comprese tra il 32 ed il 35% (una percentuale di sostanza secca del 28% è indicata principalmente per l'insilamento in sili a torre). In questo stadio la granella presenta una consistenza ceroso-farinosa all'incisione con l'unghia, colore lucido e dentatura ben pronunciata; per quanto riguarda l'aspetto generale della pianta si può notare l'ingiallimento delle brattee sotto la spiga, mentre le foglie sottostanti sono in parte secche ed in parte sul punto di diventarlo. La raccolta ad una maturazione più avanzata della pianta porta ad un peggioramento delle caratteristiche nutrizionali del silomais e a problemi d'insilamento: il trinciato a contenuto di sostanza secca > 35% offre più resistenza ad una buona compressione nel silo, rendendo così difficile l'esclusione dell'ossigeno dalla massa insilata ed il conseguente decorso ottimale delle fermentazioni.
La seguente tabella mostra la variazione nella composizione della pianta raccolta a diverse percentuali di sostanza secca; come si può vedere, ad un contenuto in sostanza secca del 42% si possono verificare cali di produzione per passaggio ruminale ed intestinale di granella non digerita. In altre parole l'apporto energetico del silomais diminuisce con una raccolta a maturazione troppo spinta, un fattore di cui tener conto per un corretto razionamento.
La seguente tabella mostra la variazione nella composizione della pianta raccolta a diverse percentuali di sostanza secca; come si può vedere, ad un contenuto in sostanza secca del 42% si possono verificare cali di produzione per passaggio ruminale ed intestinale di granella non digerita. In altre parole l'apporto energetico del silomais diminuisce con una raccolta a maturazione troppo spinta, un fattore di cui tener conto per un corretto razionamento.
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Sostanza Secca %
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30
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32
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35
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42
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ADF %
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32
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27,1
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23,9
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24,2
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Amido %
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18,2
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28,7
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37,2
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37,4
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P.G. %
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7,5
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7,3
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7,1
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7,0
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Latte (kg.)/ giorno
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32,31
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32,44
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33,16
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32,13
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(Assunzione Sostanza Secca: 25 kg. in media)
Nel caso in cui sia necessario raccogliere le piante ad un contenuto in sostanza secca del 40% o più è indispensabile procedere alla frattura della granella con apposito macchinario montato sulla trinciatrice per minimizzare le perdite di valore nutritivo dovute alla bassa digeribilità della fibra e dell'amido.
Un altro utile accorgimento in questi casi è mantenere una lunghezza di trinciatura molto ridotta (indicativamente circa 0,65 cm.).
Un altro utile accorgimento in questi casi è mantenere una lunghezza di trinciatura molto ridotta (indicativamente circa 0,65 cm.).
Altezza di taglio: la produzione in sostanza secca di silomais si riduce di circa il 15% tagliando la pianta ad un'altezza di 45 cm. da terra, tuttavia le qualità nutrizionali sono nettamente superiori, in quanto la parte più fibrosa e meno digeribile della pianta non viene raccolta; inoltre questa altezza di taglio può essere utile a prevenire il problema dei nitrati che tendono ad accumularsi nella porzione dello stocco più vicina al terreno.Un altro aspetto importante di un taglio a quest'altezza è dato da un minor inquinamento con terriccio, causa principale della presenza indesiderata di spore nell'insilato.
Lunghezza di taglio: in genere si raccomanda una lunghezza di taglio pari a 0,95 cm. in media, potendo variare da 0,65 cm. fino a 1,3 cm secondo il contenuto in sostanza secca delle piante e della granella, nonché del tipo d'ibrido usato.Come già detto in precedenza, se non si dispone di un frangigranella o se il contenuto in sostanza secca è > 35% è opportuno mantenere lunghezze di taglio ridotte, mentre se il foraggio è umido (raccolta ad uno stadio troppo precoce) è meglio restare su valori più elevati. Un utile consiglio è impiegare trinciatrici con lame ben affilate per ottenere un taglio netto e limitare l'eccesso di percolamenti.
Velocità di caricamento del silo: il foraggio raccolto e trinciato deve essere insilato il più rapidamente possibile, in quanto ogni ritardo comporta un'eccessiva respirazione del materiale e diminuzione della sostanza secca del silomais. Un indizio di un caricamento troppo lento è dato da strisce brunastre a diverse altezze nella massa insilata, corrispondenti al numero di giorni impiegati a riempire il silo stesso.
Compattamento dell'insilato: man mano che il silo viene caricato è necessario il compattamento della massa in modo quanto più possibile completo; quest'operazione, infatti, consente di eliminare quanto più ossigeno possibile dal silomais minimizzando l'attività dei microorganismi aerobi e favorendo la fermentazione anaerobica responsabile di una buona riuscita dell'insilato. Una buona compressione del foraggio è tale quando il peso specifico apparente risulta di circa 650-700 kg./metro cubo.
Chiusura del silo: ultimate le operazioni di carico e compressione è necessario sigillare il silo, coprendolo con un foglio plastico dello spessore di 4 - 6 mm., la pellicola deve aderire quanto più possibile alla massa insilata e non permettere la formazione di sacche d'aria; sulla superficie non devono essere presenti insaccature che potrebbero raccogliere acqua piovana, favorendo così la rottura del telo stesso.Una buona tecnica di chiusura è quella del doppio telo: il primo film va appoggiato sulle pareti laterali e poi rimboccato verso il centro del silo stesso (per risparmiare è possibile utilizzare il telo di copertura dell'anno precedente), il secondo telo va posizionato sopra il primo nel senso della lunghezza della trincea. Una volta coperta, la massa insilata deve essere caricata con un peso pari ad 1 quintale/ metro quadrato, impiegando sacchi di sabbia, ghiaia, copertoni d'auto o meglio mattonelle.

Uso d'additivi: seguendo le regole esposte si può ottenere un silomais d'ottima qualità anche senza l'aggiunta d'additivi, tuttavia è bene tener presente che molto spesso i naturali processi di fermentazione che portano allo stabilirsi di un ambiente anaerobico ed ad un abbassamento del pH sono in parte condizionati dalla popolazione microbica spontaneamente presente sul mais stesso. I batteri lattici responsabili della fermentazione ad acido lattico degli zuccheri contenuti nella pianta possono infatti variare per ceppo e numero di colonie e la loro azione è in parte regolata anche dalla temperatura, dal contenuto in sostanza secca ed in zuccheri, nonché dal potere tampone della pianta stessa. In generale, si può affermare che il foraggio che maggiormente può trarre vantaggi dall'inoculo con ceppi di Lactobacilli è quello raccolto a stadi di maturazione troppo precoce o troppo avanzata, poiché in tali condizioni la naturale flora batterica presente sul mais può risultare numericamente scarsa o meno competitiva. La maggior parte degli inoculi contiene colture di batteri lattici omofermentativi (che non producono gas) dei generi Lactobacillus, Streptococcus o Pediococcus, cioè quei batteri che convertono nel modo più efficiente gli zuccheri vegetali interamente in acido lattico.
Altri prodotti a base d'acido propionico sono spesso impiegati all'insilamento perché capaci di ridurre lo sviluppo di muffe e lieviti e perciò assicurare una maggior stabilità dell'insilato soprattutto al momento della distribuzione; il loro costo alle dosi d'impiego necessarie è però piuttosto elevato perciò si preferisce in genere l'uso solo nei mesi estivi e sulle porzioni di silo più esposte al calore (tali prodotti sono, infatti, in grado di ritardare di circa 12 ore il riscaldamento alla mangiatoia della razione distribuita).
Altri prodotti a base d'acido propionico sono spesso impiegati all'insilamento perché capaci di ridurre lo sviluppo di muffe e lieviti e perciò assicurare una maggior stabilità dell'insilato soprattutto al momento della distribuzione; il loro costo alle dosi d'impiego necessarie è però piuttosto elevato perciò si preferisce in genere l'uso solo nei mesi estivi e sulle porzioni di silo più esposte al calore (tali prodotti sono, infatti, in grado di ritardare di circa 12 ore il riscaldamento alla mangiatoia della razione distribuita).
Modalità di desilamento: influiscono sulle caratteristiche nutritive del silomais alla bocca dell'animale, in quanto un'asportazione giornaliera troppo lenta è causa di perdite in sostanza secca che possono arrivare al 50% Per ostacolare la penetrazione dell'aria nell'insilato bisogna prelevarlo con una fresa, agendo dall'alto verso il basso e soprattutto aver cura che il fronte d'avanzamento del taglio sia d'almeno10-15 cm. nei periodi freddi e 20-25 cm. nei mesi estivi, questo per impedire ai microrganismi aerobi di consumare gli zuccheri del silomais, riducendone il contenuto energetico.
L'avanzamento rapido del fronte di taglio è legato ad un corretto dimensionamento del silo, da effettuarsi prendendo in considerazione il numero d'animali alimentati, la quantità media d'insilato in razione, l'altezza media del silo e l'epoca d'utilizzo del silomais. I risultati di alcune ricerche effettuate dall'APA di Torino consigliano per un silo d'altezza pari a cm.130 i seguenti valori:
L'avanzamento rapido del fronte di taglio è legato ad un corretto dimensionamento del silo, da effettuarsi prendendo in considerazione il numero d'animali alimentati, la quantità media d'insilato in razione, l'altezza media del silo e l'epoca d'utilizzo del silomais. I risultati di alcune ricerche effettuate dall'APA di Torino consigliano per un silo d'altezza pari a cm.130 i seguenti valori:
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Larghezza silo - metri
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N° animali - Mesi freschi
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N° animali - Mesi caldi
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4
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>27
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>43
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6
|
>40
|
>66
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Mesi freschi: ottobre - aprile
Mesi caldi: maggio - settembre
Mesi caldi: maggio - settembre