Il pascolo: livello d'ingestione e modalità d'utilizzo

Come si evidenzia dal grafico, le caratteristiche produttive e qualitative dei pascoli sono correlate negativamente, per cui è necessario trovare un giusto compromesso tra questi due parametri per utilizzare al meglio il pascolo stesso, cercando di ottenere la maggior quantità possibile di foraggio senza penalizzarne il valore nutritivo. Se si anticipa il momento di utilizzo del pascolo, gli animali hanno la possibilità di sfruttare un foraggio di maggior valore nutritivo ed appetibilità, ma è necessario comunque non eccedere nell'utilizzo precoce del pascolo, anche per evitare situazioni di squilibrio tra i vari componenti nutritivi (soprattutto in termini di eccessi proteici e scarsità di fibra, nonché di alterazione dei rapporti tra i minerali). Il miglior momento di utilizzo del pascolo è anche fortemente legato all'altitudine: nel caso di pascoli a bassa quota tale periodo è più lungo, perché la fase del picco produttivo risulta allungata nel tempo, mentre per gli alpeggi più alti, dove le fasi del ciclo vegetativo sono molto più accelerate, è necessario effettuare lo sfruttamento con maggior velocità.
È noto che la capacità d'ingestione dei bovini è limitata dal coefficiente d'ingombro dell'alimento, a sua volta dipendente dalla presenza di pareti cellulari vegetali (cioè dalla frazione NDF della fibra). Laddove i pascoli presentino vegetali ad alto contenuto in NDF, il tempo di ruminazione si allunga: se i foraggi pascolati sono in avanzata fase di maturità, il tempo impiegato per la ruminazione può superare le 10 ore al giorno, riducendo di fatto il tempo che l'animale può impiegare per pascolare attivamente. Oltre a ciò, anche forti presenze di ADF e ADL (lignina), nonché gli squilibri energetici, proteici e minerali limitano i processi digestivi, diminuendo l'attività del rumine. La presenza di lignina, in particolare, è legata alla digeribilità dell'alimento: da sottolineare che tale presenza è maggiore nelle Graminacee rispetto alle Leguminose e che comunque aumenta notevolmente nelle fasi di maturità dei vegetali.
Come visto, quindi, il livello d'ingestione è condizionato da numerosi fattori, che si possono riassumere secondo la tabella seguente:
Tab. 1: fattori che influenzano il livello d'ingestione
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Fattori nutrizionali
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Ingestibilità ed appetibilità del foraggio
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Capacità d'ingestione dell'animale
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Fattori fisici
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Fattori fisiologici
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Fattori non nutrizionali
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Condizioni atmosferiche
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Modalità di pascolamento
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Esperienza di pascolo
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Offerta d'erba
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Struttura del manto erboso
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Ogni parametro ha una sua rilevanza; in particolare l'appetibilità, che nei pascoli qualitativamente buoni è abbastanza secondaria, riveste un ruolo importante se il foraggio è scadente o nel caso in cui l'animale sia costretto ad ingerire anche le parti meno appetite (steli, culmi ecc.) poichè il pascolo viene controllato: in altre parole, questo parametro diventa più importante se l'offerta di pascolo (qualitativa o quantitativa) è ridotta.
La seguente tabella illustra alcuni delle caratteristiche in grado d'influenzare positivamente o negativamente l'appetibilità dei pascoli.
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Caratteri chimici dei vegetali
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Influenza
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Contenuto in protidi e zuccheri
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+
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Contenuto in fibra e lignina
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Contenuto in sostanze tanniche
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Contenuto in sostanze tossiche
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Caratteri fisici dei vegetali
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Umidità delle foglie
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+
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Dimensioni delle foglie
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Rapporto foglie/steli
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Presenza di spine od altri ostacoli al pascolamento
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Abbondanza di fioritura
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Fattori ambientali
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Imbrattamento con deiezioni
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Attacco di parassiti
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Superficie bagnata da rugiada
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+
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Temperatura aria
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Età ed abitudini dell'animale
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±
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Carico animale
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Fattori tipici dell'insieme dei vari vegetali
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Avanzamento ciclo vegetativo
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Presenza specie aromatiche
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±
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Presenza foraggiere scadenti
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Combinazioni favorevoli tra specie vegetali
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+
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Anche la gestione del pascolo è un fattore di primaria importanza: lo sfruttamento razionale va attentamente studiato a seconda delle modalità di utilizzo; per ottenere un buon livello d'uso, è possibile applicare il cosiddetto sistema dei “leaders-followers”.
Questo metodo implica che i pascoli vengano utilizzati prima dagli animali più produttivi (vacche in lattazione) e poi da quelli con minori esigenze nutritive (manze, asciutte ): in tal modo gli animali del primo gruppo possono selezionare meglio i foraggi più adatti alla copertura dei loro elevati fabbisogni, mentre quelli meno esigenti contribuiranno al miglior utilizzo del pascolo stesso.
Una maggior ingestione di foraggio è possibile anche permettendo agli animali un maggior tempo di pascolamento attivo (escludendo perciò il rientro alla stalla nelle ore notturne) ed utilizzando la mungitura in loco con attrezzature mobili.
In particolare, bisogna sottolineare l'importanza del pernottamento (in stalla o su pascolo) sulla fertilità del pascolo stesso: se gli animali vengono lasciati in loco durante la notte, le deiezioni da essi prodotte rimarranno a fertilizzare il terreno, cosa particolarmente utile soprattutto in quei pascoli dove, a causa della difficile accessibilità, risulta impossibile un intervento fertilizzante con concimi organici. D'altra parte, utilizzando la tecnica di pascolo a rotazione, è possibile utilizzare la cotica erbosa in modo più razionale e distribuire al meglio le deiezioni animali.
Riassumendo, vengono a seguito esposte alcune strategie che consentono di mantenere alti livelli d'ingestione e d'utilizzo del pascolo:
• evitare di sfruttare troppo a lungo i pascoli d'alta quota che, pur essendo caratterizzati da foraggio d'alta qualità, raggiungono velocemente l'altezza minima utile al pascolamento (6 cm.);
•utilizzare i pascoli di minor valore nutritivo per gli animali meno esigenti (manze, asciutte), per le bovine in produzione usarli solo negli stadi precoci, quando la qualità è ancora discreta;
•se il pascolo ha un buon potenziale produttivo, sfruttarlo quando l'altezza della cotica è circa di 15-20 cm.;
•usare alternativamente pascoli con caratteristiche quali-quantitative più o meno buone, così da consentire un uso razionale di tutta la massa foraggiera disponibile, mantenendo una buona offerta alimentare;
•favorire il più possibile il tempo di pascolamento attivo, evitando il rientro in stalla nelle ore notturne ed impiegando mungitrici mobili;
•applicare la suddivisione degli animali in gruppi omogenei per fabbisogni nutritivi, consentendo il pascolamento per primi agli animali con le maggiori esigenze nutritive.