Get Adobe Flash player
Sei in: Home Gestione aziendale Analisi delle curve di lattazione: seconda parte

Analisi delle curve di lattazione: seconda parte

Se la produzione delle bovine è soddisfacente, l'analisi delle curve di lattazione inerenti ai componenti solidi del latte - grasso e proteina - risulta efficace per individuare ulteriori problemi gestionali. Bisogna innanzitutto notare che le curve di grasso e proteina sono inversamente speculari a quelle di produzione (Fig. 1).


Fig.1: confronto tra la curva di produzione (----) e quelle di grasso (----) e proteina (----) del latte
Sebbene le curve delle percentuali di grasso e proteina possano subire variazioni dovute razza o alla stagione, esse sono generalmente correlate: come si vede dalla rappresentazione grafica, sono parallele durante tutto l'arco della lattazione; la curva della percentuale proteica è di solito pari al 80-85% rispetto a quella del grasso.
Tipicamente, la curva del grasso all'inizio di lattazione dovrebbe presentare valori pari a 3.7-3.9%, per poi abbassarsi in coincidenza del picco a valori pari a 3.5 e quindi risalire gradualmente per raggiungere il 3.8% circa. Analogamente la curva della proteina, che nelle fasi iniziali è pari 3.2 circa, presenta un calo fino a 3.1% (ma non dovrebbe mai scendere sotto a 2.9) al momento del picco, per poi risalire gradatamente fino a 3.6.
Le curve di grasso e proteina riflettono le variazioni quanti-qualitative del contenuto energetico della razione; in particolare, la percentuale di grasso è influenzata sia dalla fibra in razione (ADF, NDF e NDF da foraggi), che dalle riserve energetiche della bovina, cioè dalla sua condizione corporea. Quando vi siano squilibri a livello ruminale, le curve dei solidi del latte non aumentano al declinare della curva di produzione.
La pendenza della curva del grasso dovrebbe essere positiva a partire da 70 giorni di lattazione e procedere con questo andamento fino ai 320 giorni; quella della proteina dovrebbe essere positiva a partire dai 50 giorni, per proseguire in tal senso fino ai 320 giorni. Se l'assunzione di sostanza secca e la condizione corporea sono corrette, le pendenze delle due curve rimarranno costanti.
L'inversione delle due curve (cioè la curva % della proteina è maggiore di quella del grasso) si verifica quando il rapporto "grasso/proteina" del latte presenta una percentuale del grasso inferiore di 0.2 punti rispetto a quella proteica (in altre parole, se una bovina presenta per es. una curva della proteina pari a 3.0 e quella del grasso pari a 2.8).
Tale inversione si verifica quando in razione vi sia un eccesso proteico (in particolare di proteina solubile o rumino-degradabile), oppure una scarsità di fibra, soprattutto di NDF da foraggi.
Un eccesso proteico in razione o una carenza di carboidrati fermentescibili in ambito ruminale provoca una % proteica del latte superiore al 3.3-3.4%, inoltre, un improvviso aumento della percentuale proteica della curva dopo i 200 giorni di lattazione può significare un eccesso proteico della razione od un'alta incidenza di mastiti subcliniche. La possibilità di mastite (clinica o subclinica) è presente anche nel caso in cui le curve percentuali di grasso e proteina siano pressoché uguali intorno ai 290-320 giorni di lattazione. L'inversione delle curve verso la fine della lattazione (dal 260° giorno in avanti) indica spesso che gli animali assumono troppi cereali (razioni ad alto tenore in proteina e basso in fibra): l'assunzione di fibra dovrebbe essere massimizzata per permettere alla bovina di guadagnare peso alla fine della lattazione.
Se, a 50-80 giorni di lattazione, la curva percentuale della proteina è superiore a 3.4% e sussistano dei problemi riproduttivi, è probabile che la razione distribuita sia carente dal punto di vista energetico, oppure sia troppo alta in proteina rumino-degradabile; se tale curva è inferiore a 2.9%, si può sospettare una carenza di condizione corporea delle bovine.
Da notare infine che una carenza di magnesio e/o zolfo, oppure un eccesso di potassio deprime le curve delle percentuali di grasso e proteina.

Riassumendo, è opportuno analizzare le curve di grasso e proteina confrontandole con i giorni di lattazione della bovina; in particolare, per il grasso:
sotto i 50 giorni: una percentuale troppo alta riflette una perdita eccessiva di condizione corporea dell'animale, mentre un tenore troppo basso è indizio di deficienze energetiche.
da 50 a 150 giorni: le percentuali lipidiche saranno prossime ai valori più bassi: in particolare, per le bovine ad alta produzione, valori compresi tra 3.0 e 3.3% si possono considerare normali.
oltre 150 giorni: la curva percentuale del grasso si dovrebbe attestare sui valori normali per la razza.
Per quanto riguarda la curva della proteina, se i valori sono troppo bassi, è opportuno riconsiderare i seguenti punti:
si verifica una carenza di carboidrati fermentescibili, determinandosi perciò una riduzione della produzione di proteina microbica nel rumine: sarà bene valutare i livelli d'amido, zuccheri e fibra fermentescibile.
per quanto riguarda la razione, analizzare i livelli di proteina totale, proteina rumino-degradabile e non degradabile ed il bilancio amino-acidico.
determinare se esistano fattori che possono limitare la crescita microbica ruminale (come per es. l'acidosi).
la distribuzione di grassi insaturi o non protetti può abbassare la percentuale proteica del latte: anche se la quantità prodotta è aumentata, il tenore proteico rimane costante.
una scarsa assunzione di sostanza secca ed una bassa digeribilità possono ridurre la produzione microbica e l'assunzione di proteina indegradabile.
Uso dei dati ricavati dall'analisi delle curve di grasso e proteina
La correlazione tra i valori percentuali di grasso e proteina nel latte offre un'utile indicazione sulla salute generale della microflora ruminale e sul metabolismo del rumine.
La produzione d'acido acetico e propionico da parte dei microrganismi ruminali è il risultato del livello e dell'equilibrio tra i carboidrati rumino-solubili e le proteine e dell'apporto quanti-qualitativo della fibra presente in razione.
La bovina in lattazione produce normalmente più grasso che proteina, tuttavia queste produzioni sono fortemente correlate tra loro in modo positivo, per cui la produzione di un'alta % proteica ha come risultato anche un alto tenore lipidico nel latte stesso. Anche l'equilibrio tra percentuale proteica e lipidica del latte è relativamente costante durante una lattazione normale: approssimativamente la proteina è pari a 80-85% del grasso (nelle Frisone).
Se la percentuale della proteina nel latte è maggiore di quella del grasso, si parla d'inversione delle due curve. Questo fenomeno è l'indicazione di un'alterazione nel normale rapporto tra acido acetico e propionico nel rumine; alcuni fattori che causano questa condizione anomala sono rappresentati da un eccesso di carboidrati rumino-solubili, con conseguente acidosi, o da un eccesso di proteina rumino-solubile, con conseguente esagerata produzione d'ammoniaca in ambito ruminale. Questa ultima condizione è tossica per i microrganismi ruminali utilizzatori di fibra e responsabili del metabolismo energetico nella bovina: in tal caso l'animale è portato ad utilizzare i grassi di deposito come fonte di carboidrati per utilizzare l'ammoniaca in eccesso. Questo insieme di fattori ha come risultato una perdita di condizione corporea della bovina, associata ad un aumento anomalo della percentuale proteica del latte ed ad una diminuzione di quella lipidica; questi animali inoltre presentano spesso notevoli problemi riproduttivi.
La variazione nella percentuale lipidica del latte dalla fine di una lattazione all'inizio della successiva fornisce indicazioni sui cambiamenti di condizione corporea della bovina durante il periodo dell'asciutta: se l'animale ha perso peso durante tale periodo, la percentuale in grasso all'inizio della successiva lattazione sarà bassa.
Le curve percentuali dei solidi del latte sono anche influenzate dalla presenza di mastite, che è causa di cambiamenti nelle varie frazioni proteiche che costituiscono la proteina totale del latte. Nel momento in cui la bovina entra nella fase finale di lattazione (oltre i 200 giorni), le percentuali di grasso e proteina dovrebbero aumentare in ugual misura, tuttavia, nelle stalle con alta incidenza di mastite clinica e subclinica, il tenore in grasso non aumenta tanto velocemente quanto quello della proteina; le curve dei valori percentuali di grasso e proteina non subiscono l'inversione, ma presentano valori praticamente uguali al momento della messa in asciutta. Se la bovina nelle prime fasi di lattazione presenta un elevato valore % di grasso (superiore a 4.8), associato a valori normali o leggermente bassi di proteina, si può ragionevolmente sospettare la presenza di chetosi; a sua volta, questa patologia è indicativa di un metabolismo energetico anomalo all'inizio della lattazione ed è indizio di una grave perdita di condizione corporea e problemi a livello ruminale.