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Il pascolo in pianura: un'esperienza d'allevamento

daniele picc.jpgQuando si parla di pascoli in Italia si è portati a limitare questo tipo di allevamento nelle zone alpine ed appenniniche del nostro paese, trascurando le aree di pianura, generalmente a vocazione industriale o comunque votate ad una zootecnia basata sulla stabulazione permanente. Alcuni allevatori di bovine da latte hanno invece localizzato le loro stalle in coincidenza di zone di pascolo nelle aree pianeggianti del Nord: in questo articolo si vuol presentare l’esperienza della stalla “Corte del Boiardo”, che sorge a Sabbione, in provincia di Reggio Emilia.

La collocazione geografica
Sabbione è una frazione di Reggio Emilia da cui dista circa 11 km, collocato a 74 metri sul livello del mare: si tratta perciò di un’area nettamente pianeggiante, proprio nel cuore della fertile pianura emiliana. Qui, su 20 ettari di terreno è iniziata nel 2005 l’esperienza di alcuni soci, tra i quali Daniele Valcavi, che è anche un tecnico del sistema Triplo A. Trattandosi di una tipologia relativamente “nuova” per la pianura, la stalla è cresciuta poco a poco, traendo vantaggio dai “pro” ed insegnamenti utili dai “contro” di questo genere di allevamento, modellato sui principi neozelandesi, basati sull’impiego di una gestione che mira a massimizzare il reddito tramite lo sfruttamento del pascolo, riducendo al contempo lo stress per gli animali, il lavoro umano e l’entità dei capitali investiti.

 

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La stalla "Corte del Boiardo"

Caratteristiche dell’azienda

Il bestiame
Il bestiame allevato è prevalentemente di razza Reggiana, con l’apporto di alcuni capi di Frisona, Modenese, Ayrshire e Guernsey. I soggetti in lattazione sono mediamente 40-45, su un totale di 60 capi. La produzione media di latte è pari a 26 l /capo/giorno al 3.8% di grasso e 3.5% di proteine; il dato che più evidenzia gli evidenti benefici sulla salute degli animali che si ricavano da questo tipo di allevamento è quello delle cellule somatiche, che ammontano ad una media geometrica di 70.000, con un Linear Score pari a 2.
 
Strutture d’allevamento
Le strutture di stalla sono costituite da un unico capannone, adibito per un terzo anche a deposito del fieno e dei mangimi. La zona di riposo è a cuccette con pavimento pieno e materassino in gomma, su cui viene distribuito una strato di paglia trinciata; l’impianto di mungitura è una classica spina di pesce 5+5, con stacco automatico, una soluzione assai diffusa negli allevamenti dell’Emilia –Romagna, adottata da un 70% circa degli allevatori. Com’è noto questa tipologia di mungitura offre numerosi vantaggi legati a costi d’investimento contenuti, ai minori spostamenti per il mungitore ed alla gestione collettiva di ogni gruppo, cosa che semplifica la routine delle varie operazioni. Oltre a ciò, essendo le sessioni di minor durata, le bovine hanno più tempo per alimentarsi e riposare, due attività strettamente e positivamente correlate ad una miglior produzione quali-quantitativa di latte.
Daniele si occupa in prima persona della mungitura, ben conoscendo l’importanza fondamentale di una stretta interazione con gli animali in questa fase cruciale; inoltre il rapporto diretto con le bovine è particolarmente utile durante il periodo di pascolamento, in quanto è più facile individuare i soggetti in calore.
 
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Il capannone che ospita le cuccette e la zona di mungitura 
 
La razione ed il pascolo
Il latte prodotto in azienda viene caseificato a Parmigiano Reggiano, il cui disciplinare di produzione esclude l’uso d’insilati; per questo motivo la razione, la cui base foraggiera è costituita dall’erba pascolata, comprende fieno ed un mangime il cui valore energetico è 98.8 UFL, mentre la PG si attesta sul 14%. Il mangime viene distribuito in quantità variabili a seconda che le bovine pascolino durante tutto l’arco delle 24 ore (con integrazione di 3-4 kg. di mangime) oppure rientrino in stalla in alcune periodi: in questa situazione la distribuzione è pari a 6-7 kg. Da sottolineare che nelle condizioni di caldo superiore ai 35°C, le bovine in lattazione durante il giorno preferiscono restare in stalla, scegliendo dunque il microclima più adatto alle loro esigenze produttive.
La razione delle manze è integrata con mangime solo nei mesi invernali, nella bella stagione che va da aprile ad ottobre, le bovine più giovani sfruttano esclusivamente il pascolo.
Le essenze foraggiere che compongono il pascolo sono spontanee, per cui vi si trovano tanto graminacee che leguminose (soprattutto trifoglio) in rapporto pressoché uguale; da sottolineare la semplicità gestionale di questi prati naturali, che non sono sottoposti ad irrigazione, con notevole risparmio di lavoro e d’investimento. Interessante la spiccata presenza del trifoglio tra le leguminose spontanee, cosa che si verifica di norma nei suoli non sottoposti a concimazioni di tipo inorganico: l’alta appetibilità di questa essenza foraggiera stimola il consumo di pascolo da parte delle bovine, compensando eventuali carenze qualitative nei valori energetici e proteici del prato. Qualche problema deriva dal consumo di leguminose (medica in particolar modo) soprattutto nella fase primaverile di pascolamento, per l’inevitabile comparsa di alcuni casi di meteorismo, in genere a risoluzione spontanea; un altro inconveniente legato al consumo di pascolo in primavera è dato da un modesto aumento delle cellule somatiche, soprattutto in quei soggetti che rilasciano più difficilmente il latte.

I parametri riproduttivi
Tasso di rimonta: 4%
Intervallo medio parto-primo calore: 20 giorni
Intervallo medio parto-concepimento : 115 giorni
Interparto medio: 380 giorni
Età media alla prima fecondazione: 18 mesi
Si fa uso della fecondazione artificiale basandosi sui principi del Triplo A per le scelte del seme (ma anche del toro aziendale, se il suo codice aAa è adatto alla bovina da fecondare).
 
 
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"Bart Simpson", il toro aziendale
 
I parametri economici
Durante il periodo di sfruttamento del pascolo il costo del litro di latte è pari a 39 centesimi al litro, quindi inferiore ai costi medi della zona delle stalle a stabulazione libera, considerando anche il fatto che per ogni mungitore vi sono gruppi costituiti da 20 animali. 
Le scelte gestionali in merito alla manodopera sono mirate ad ottenere la massima attenzione possibile verso i singoli soggetti, così che questi possano esprimere il loro pieno potenziale produttivo; conseguentemente è necessario avere molto personale, il cui costo su litro latte incide per 15 centesimi al litro.
L’incidenza dei costi diretti dell’alimentazione è di 10 centesimi al litro, un dato decisamente contenuto, dal momento che le spese alimentari costituiscono sicuramente la parte più dispendiosa della gestione economica di una stalla; ovviamente più si riesce a prolungare nel tempo lo sfruttamento del pascolo, più le spese sono ridotte, aiutando così a contenere il loro aumento durante il periodo invernale, quando prevale il regime stallino.
 
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 Relax al pascolo

I vantaggi del pascolo
Ci sembra importante sottolineare come la possibilità di un pascolo fruibile in tutte le ore della giornata sia assai importante per il benessere delle bovine, che in base al microclima esistente, possono scegliere il luogo più favorevole all’alimentazione ed al riposo, potendo inoltre disporre di una miglior qualità dell’aria e un fotoperiodo più vicino a quello naturale. Questo fatto è particolarmente rilevante date le condizioni climatiche delle pianure del nord, dove in estate vengono raggiunte temperature alte e condizioni di elevata umidità.
Un altro innegabile vantaggio derivante dal pascolamento è l'attività motoria che le bovine possono effettuare su una superficie adatta agli arti degli animali, quindi con minor problemi podali; tale “ginnastica” è utile anche i fini di detossificare il fegato, con ripercussioni positive sullo stato di salute. Questi effetti benefici si riflettono in una buona condizione corporea delle bovine, soprattutto al parto e nell'immediato post-parto, con animali meno inclini alla manifestazione di chetosi e delle deficienze immuno-depressive legate al bilancio energetico negativo che inevitabilmente si manifesta in questo periodo.
Le migliori condizioni di salute delle bovine in questa fase delicata sembrano incidere positivamente anche sulla ripresa dell'attività ovarica e conseguentemente sulla manifestazione del primo calore: ne sia prova la durata dell’intervallo parto-primo estro, pari a 20 giorni, più che in linea con la naturale ricomparsa del primo ciclo estrale. Da sottolineare l’importanza di questo parametro rispetto a tutti gli altri dati riproduttivi, perché tale intervallo è l’unico totalmente indipendente dalle scelte volontarie di gestione aziendale.
Il carico della zona a pascolo è pari a 3 UBA/ettaro, motivo per cui per questa tipologia di allevamento, contrariamente a quanto si potrebbe supporre, non sono necessarie grandi superfici aziendali, soprattutto se si effettua una turnazione dell'area pascolativa.
Le tanto temute parassitosi, spesso problematiche nelle aree continentali a pascolo estensivo, non costituiscono invece un ostacolo se la gestione è oculata, avendo perciò cura di alternare il pascolamento alla fienagione, che elimina i parassiti, e di iniziare ogni anno la stagione di pascolo su parcelle diverse; inoltre non si deve dimenticare la minor incidenza di parassitosi tipiche della stalla, come le infestazioni da acari e coccidi.
In conclusione, l'esperienza di pascolamento in pianura, a fronte di qualche inevitabile problema, appare positiva, soprattutto perchè assicura agli animali un elevato livello di “qualità della vita”, in quanto rispondente ad un metodo più naturale e perciò più consono alle bovine allevate; per rendersi conto di questo fatto è sufficiente dire che gli animali (che Mario e Daniele conoscono ed identificano per nome) sono tranquilli e rilassati, desiderosi di avvicinarsi all'uomo per riceverne le attenzioni; persino il toro aziendale è calmo e confidente e non mostra segni di aggressività. Chiaro quindi che in queste condizioni, oltre agli innegabili benefici per le bovine, anche il lavoro umano, svolto con un approccio "amichevole" e meno impegnativo, si rivela assai gratificante per l'allevatore stesso.
 
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Mario Valcavi con Melanie