Gli indici di fertilità
Com'è noto, il successo dell'allevamento dipende in larga misura dall'efficienza riproduttiva delle bovine: questo fattore può essere meglio definito applicando degli indici di fertilità, che possono essere semplici o composti. Tali indici vengono spesso individuati con degli acronimi derivati dalla lingua inglese: vediamo quindi le principali definizioni nella lingua originale ed il relativo significato in Italiano.
VWP - Voluntary Waiting Period - Tempo post-parto di attesa volontaria
DO - Days Open - Intervallo parto-concepimento (giorni vuoti)
DFS - Days to First Al Service - Intervallo parto-prima f.a.
CI - Calving Interval - Intervallo interparto
CR - Conception Rate - Tasso di concepimento
FR - Fertility Rate -Tasso di fertilità
CRFS - First Service Conception Rate - Tasso di concepimento alla prima inseminazione
ASPP - Average Service Per Pregnancy - Numero di fecondazioni per gravidanza
CI - Culling Index -Rimonta
SR - Service Rate - Efficienza di intervento
HDR - Heat Detection Rate - Efficienza di rilevamento del calore
DFO - Days to First Oestrus - Intervallo parto-primo estro
PR - Pregnancy Rate - Tasso di gravidanza
FSTHSR - Service Rate to First Insemination - Efficienza della fertilità alla prima inseminazione
PQSTSR - Service Rate Insemination - Efficienza della fertilità alle inseminazioni successive alla prima
DO - Days Open - Intervallo parto-concepimento (giorni vuoti)
DFS - Days to First Al Service - Intervallo parto-prima f.a.
CI - Calving Interval - Intervallo interparto
CR - Conception Rate - Tasso di concepimento
FR - Fertility Rate -Tasso di fertilità
CRFS - First Service Conception Rate - Tasso di concepimento alla prima inseminazione
ASPP - Average Service Per Pregnancy - Numero di fecondazioni per gravidanza
CI - Culling Index -Rimonta
SR - Service Rate - Efficienza di intervento
HDR - Heat Detection Rate - Efficienza di rilevamento del calore
DFO - Days to First Oestrus - Intervallo parto-primo estro
PR - Pregnancy Rate - Tasso di gravidanza
FSTHSR - Service Rate to First Insemination - Efficienza della fertilità alla prima inseminazione
PQSTSR - Service Rate Insemination - Efficienza della fertilità alle inseminazioni successive alla prima
Ora che abbiamo chiarito il senso di queste denominazioni talora oscure, esaminiamo in dettaglio gli indici di fertilità più frequentemente presi in considerazione per definire la fertilità della stalla.
Tempo di attesa post-partum volontario (VWP)
È rappresentato dal numero di giorni dopo il parto che il veterinario (o l'allevatore) decide di attendere prima di iniziare a inseminare nuovamente le bovine. Generalmente questo periodo è compreso tra i 40-70 giorni. La sua durata è molto importante, infatti, se tale periodo è troppo breve, altri indici di fertilità come il numero di inseminazioni per gravidanza possono subire notevoli peggioramenti. L’importanza di questo intervallo di tempo non va assolutamente sottovalutata dal momento che il primo obbiettivo per incrementare la fertilità è rappresentato da un periodo post-partum senza complicazioni. Durante questa fase si ha l’involuzione uterina, sostenuta dalle funzioni ipotalamiche, dall’ipofisi e dalla ripresa dell’attività ovarica, che nella bovina è completa solamente dopo circa 30 giorni dal parto.
A livello ovarico l'attività follicolare ritorna regolare dopo il 40° giorno dal parto, per cui il tempo di attesa minimo non dovrebbe essere inferiore ai 45 giorni. Chiaramente non è sempre possibile avere un valore preciso per il tempo di attesa, nella maggior parte dei casi bisognerà fare riferimento ad un valore medio, con tutte le limitazioni che ciò comporta, in quanto la medie non riflettono adeguatamente i cambiamenti gestionali. Nelle stalle in cui questo indice è variabile, l'attesa volontaria può essere definita come il giorno del post-partum nel quale è stato eseguito i 5% delle prime inseminazioni.
Intervallo Parto-Concepimento (days open=DO)
È il periodo che va dal parto a quella inseminazione che ha come esito una gravidanza, (naturalmente potrebbero essere necessarie 2-3 o più inseminazioni dopo il parto). In passato Questo dato, una volta il più utilizzato per valutare le prestazioni riproduttive della stalla, tende a calcolare un valore minimo stimato di “giorni vuoti” e può essere determinato dividendo la mandria in 3 gruppi:
1.Per gli animali gravidi nella mandria, i “giorni vuoti” sono i giorni trascorsi dal parto al concepimento.
2.Per quegli animali con una data di inseminazione, ma che non hanno ancora una gravidanza confermata; gli animali vengono considerati gravidi all’ultima inseminazione e il dato viene calcolato come al punto precedente.
3.Per gli animali in cui è passato il periodo di attesa volontario, ma non ancora fecondati, e per quegli animali che saranno inseminati ma che ora sono considerati “vuoti”, viene considerato che tali bovine manifesteranno il calore, saranno fecondate e concepiranno 10 giorni dopo il rilievo.
Questo indice viene influenzato sia dal tempo di attesa (WP) che dalla rapidità con cui le vacche diventano gravide dopo il tempo di attesa e dovrebbe avere un valore non superiore ai 85-90 giorni al affinchè l'interparto sia pari ad un anno.
Lo studio dei DOdell’anno precedente può essere considerato un parametro retrospettivo delle performances riproduttive della mandria di tutte le gravidanze negli ultimi 12 mesi. Può essere calcolato su tutti quei bovini che hanno partorito e che si trovano alla loro seconda lattazione sottraendo la data della gravidanza precedente (PC) dalla data della gravidanza più recente (RC) e sottraendo 280 giorni dalla differenza:
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DO dell’anno precedente = (RC-PC) – 280
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Intervallo parto-prima inseminazione artificiale (P-1 IA) (DFS = Days to First Al Service)
Questo parametro indica il periodo che va dal parto alla prima inseminazione: spesso confuso con i days open, è invece assai diverso, in quanto non è detto che la prima fecondazione sia effettivamente seguita da gravidanza. Per riuscire ad ottenere un intervallo medio parto-concepimento di 85 giorni l’ inseminazione delle bovine deve avere inizio attorno al 45°-50° giorno post partum. Questo dato può essere influenzato sia dalla rapidità di ripresa dei cicli estrali regolari dopo il parto sia dall’efficacia di rilevamento dei calori.
Intervallo interparto (CI = calving interval)
Corrisponde all’intervallo tra 2 parti successivi. Dovrebbe essere di circa 365 giorni, ma anche un intervallo di 410 giorni può essere considerato buono. È influenzato dal rilevamento dell’estro e dal tasso di concepimento.
L’optimum per allevamenti intensivi sarebbe quello di ottenere all’incirca un parto/anno. Recentemente si è registrato un incremento del CI da 385 giorni a 410 circa, evidenziando una situazione da non sottovalutare (soprattutto in concomitanza con un alto tasso di rimonta); si può calcolare in tal caso una perdita effettiva di 5000 euro l’anno per un allevamento di 100 animali. La perdita economica è dovuta principalmente alla minor produzione di latte e alla diminuzione del numero di vitelli per unità di tempo, per esempio, con un CI di 14 mesi rispetto a 12, la perdita stimata è di 0,17 vitelli nati/anno in meno per animale. Altro parametro da considerare è quello relativo ai problemi fisici che possono interessare la bovina dopo CI così lunghi, gli animali infatti possono avere periodi di asciutta eccessivi, si presentano al parto successivo con un BCS non ideale, rischiando quindi un parto distocico, e infezioni intra-mammarie. Al contrario, CI estremamente brevi, associati a periodi di asciutta ridotti, hanno effetti negativi sulla sopravvivenza del vitello e sulla sua crescita, anche se migliorano la qualità del latte e la possibilità di manifestazioni precoci della prima ovulazione alla lattazione successiva. Le conseguenze economiche negative di CI estremamente lunghi sono parzialmente ridotte in presenza di queste situazioni:
- le curve di lattazione presentano picchi settimanali e lunga persistenza;
- le difficoltà al parto, nel pre-parto e nella prima fase di lattazione sono scarse;
- la differenza di costo tra un’unità di concentrato e una di cereale è bassa;
- il basso costo dei vitelli;
- il costo del seme, il costo dei trattamenti ormonali e le spese veterinarie sono contenuti.
Alcuni studi hanno valutato l’importanza della persistenza al picco di lattazione per determinare l’idoneità del CI, sia per il profitto aziendale che per la salute della bovina. Per esempio, se il picco di lattazione prima del periodo di asciutta è estremamente breve e la bovina viene alimentata eccessivamente, il rischio di obesità sarà marcato, quindi saranno molto probabili problemi metabolici e prestazioni riproduttive scadenti, con conseguenti ripercussioni sul CI.
D’altra parte, se il picco di lattazione viene eccessivamente prolungato prima dell’asciutta, si possono verificare rischi per problemi alla funzionalità epatica dopo questa fase se il CI sarà molto ridotto. La scelta relativa alla lunghezza del CI va vista e valutata in relazione alle produzioni animali; CI molto brevi dopo picchi di lattazione estremamente alti sono decisamente da evitare.
Tasso di concepimento (CR =Conception rate) o Tasso di fertilità (FR=Fertility rate)
Questi due parametri vengono spesso indicati come indici distinti, anche se in realtà il loro significato è equivalente e sovrapponibile; il CR non è altro che n° servizi fecondativi necessari all’instaurarsi di una gravidanza ed è influenzato da numerosi fattori, come la salute della bovina, la stagione (può venir influenzato negativamente da condizioni climatiche avverse, come umidità ambientale e caldo eccessivo), alcune patologie, la capacità del tecnico che effettua l'intervento fecondativo, le differenze tra i tori impiegati, la lattazione e la produzione.
Se il CR viene espresso come % di bovine gravide in relazione al numero di interventi fecondativi effettuati, prende la denominazione di FR, cioè Fertility rate:
| FR = N.° di bovine gravide / N.° di bovine inseminate |
In questa accezione, lo FR misura perciò l'efficacia degli interventi fecondativi, rappresentando la stima del numero di animali inseminati che sono rimasti gravidi. Il calcolo è molto semplice: se, per esempio, 40 animali inseminati su 100 sono rimasti gravidi, avremo un tasso FR del 40 %. Il tasso FR si aggira intorno al 40 % nelle vacche e al 70 % nelle manze. Un tasso FR basso può indicare una bassa efficacia dell'inseminazione come anche eventi di morte embrionale o fetale. Il tasso FR può essere calcolato anche in questo modo: 1 / ASPP x 100 (ASPP: numero di inseminazioni per gravidanza, vedi sotto).
Il Fertility rate può anche essere riferito alla percentuale di bovine rimaste gravide al primo intervento fecondativo: si parla in tal caso di Tasso di fertilità alla prima inseminazione o CRFS = First Service Conception Rate:
| Tasso fertilità alla I° inseminazione = N.° bovine gravide alla I° inseminazione/ N.° bovine di I° nseminazione |
Questo indice migliora notevolmente se l’intervallo tra il parto e la prima inseminazione è compreso tra i 70 e i 90 giorni. e dovrebbe essere compreso in intervalli non inferiori al 40% con livelli ottimali se si raggiunge il 50%.
La percentuale di bovine rimaste gravide alla seconda e successive inseminazioni viene misurata dal Tasso di fertilità alla seconda e successive inseminazioni:
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Tasso fertilità alle inseminazioni successive = N° bovine gravide alle inseminazioni successive allaI°/N° bovine di II°-III° etc. inseminazione
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Questo indice dovrebbe stabilizzarsi sotto valori del 40%.
Numero di inseminazioni per gravidanza (ASPP=Average Service Per Pregnancy)
Indica il numero di inseminazioni necessarie in media per ciascuna gravidanza:
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N.° di inseminazioni per gravidanza = N.° di inseminazioni / N.° di gravidanze
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Ecco un esempio pratico di calcolo: se per ingravidare 10 bovine sono stati necessari 13 interventi di IA, questo valore sarà 13/10 = 1,3. Se per ingravidare 80 bovine si sono eseguiti 224 interventi di IA, si avrà 224/80 = 2,8
Questo indice dovrebbe attestarsi su valori minori di 1,7 per le manze e compresi tra 2,1 e 2,2 per le pluripare.
Numero di cicli estrali rilevabili
Indica il numero di cicli estrali che si sono presumibilmente verificati tra il periodo d’attesa e l’inseminazione seguita da gravidanza:
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Numero di cicli estrali rilevabili = (DO – Attesa volontaria) / 21
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dove: DO = days open 21 = Lunghezza media del ciclo estrale. Il valore 21, anche se non del tutto corretto (in realtà la durata del ciclo estrale è di 22 giorni), è stato scelto perchè di uso più corrente, anche se meno preciso.
Rimonta (CI = culling index)
Questo indice è rappresentato dal numero di animali eliminati. È un dato utile per conoscere la fertilità dell’azienda ed è estremamente significativo perché uno dei costi maggiori per un allevamento è costituito proprio dalla sostituzione delle bovine eliminate.
La riforma di un animale da un allevamento viene attuata per svariate ragioni. La causa principale è sicuramente una scarsa efficienza riproduttiva (Basso tasso di concepimento, cisti ovariche, aborti, sterilità e problemi al parto); altri importanti criteri di eliminazione sono dati dalla bassa produzione di latte e dalle mastiti. Un'altra notevole causa di riforma da considerare è sicuramente l’alta frequenza di patologie (polmoniti, diarrea, chetosi o altre infezioni) e l’incidenza di traumi occasionali, specie agli arti. Gli animali possono essere allontanati anche per decisioni gestionali (surplus aziendali). Negli allevamenti di medio-grandi dimensioni si ritiene che il tasso di rimonta si attorno all’8%.
Le ripercussioni economiche della rimonta possono essere limitate quando:
- l'allevamento e la crescita delle manze non presentano costi eccessivi, (condizione che si verifica frequentemente quando l’età al primo servizio è ridotta);
- il valore delle carcasse è alto;
- il livello di produzione aziendale è alto;
- la riforma alla prima o seconda lattazione è limitata.
Tasso o efficienza dei calori (SR = Service Rate)
Tasso o efficienza di rilevamento (e utilizzazione) dei calori (HDR = Heat Detection Rate)
Inseminazione per concepimento (SC = Service Per Conception)
“Service Rate” e “Heat detection Rate”indicano sia la capacità di rilevamento di estri in una azienda che l’efficacia dell’intervento di inseminazione. In altre parole con questi termini si indica la percentuale di utilizzo dei calori potenzialmente rilevabili e di conseguenza l'abilità nel rilevare in estro ed inseminare le bovine. Questi termini sono stati tradotti con le definizioni di “efficacia dei calori” ed “efficacia di inseminazione”.
Tanto lo HDR che lo SC in realtà non forniscono informazioni sulla sulla reale fertilità dell’azienda, ma indicano soltanto l’efficacia di rilevamento e dell’utilizzazione degli estri.
Lo SR è il numero d'inseminazioni per gravidanza in rapporto con numero di calori potenzialmente rilevabili.
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Service Rate (SR) = N.° di inseminazioni per gravidanza/(DO- attesa volontaria) / 21
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Un buon SR dovrebbe essere circa dell’80%, ma in molte stalle questo dato non supera il 50-60%. Le cause di un basso SR possono essere ricercate in uno scarso rilevamento degli estri o ad una bassa efficacia degli interventi di inseminazione.
Tasso di gravidanza (PR = Pregnancy Rate)
Il tasso di gravidanza è uno degli standard di riferimento per il monitoraggio dei programmi riproduttivi. Formalmente esso misura la velocità con cui le bovine ancora non gravide, ma ”inseminabili”, (cioè con tutti i requisiti necessari) possono rimanere gravide ogni 21 giorni dopo la fine del VWP. I termini di “velocità” o “tasso” di solito fanno riferimento a conteggi espressi per unità di tempo, quindi un'altra possibile definizione è rappresentata dal numero medio di bovine che rimangono gravide, su quelle potenzialmente gravide, dopo un determinato periodo di tempo. In pratica questo indice calcola il “rischio di gravidanza” ovvero il rischio che le bovine “inseminabili” diventino gravide per ciclo estrale .
Il tasso di gravidanza può essere calcolato in modo diverso; la scuola americana di Ferguson lo definisce nel modo seguente:
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PR = Service Rate x Fertility rate
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Tramite il PR si possono valutare i miglioramenti per quanto riguarda il rilevamento e l’utilizzazione degli estri (SR) o il tasso di fertilità (FR). Questo indice può essere anche di notevole aiuto per valutare l’efficacia di un programma di sincronizzazione degli estri in stalla. L’optimum del PR dovrebbe trovarsi a valori superiori al 35%, ma sono accettabili valori che si attestano al 25%. PR minori del 15% descrivono realtà piuttosto inefficienti.
Il tasso di gravidanza è un parametro estremamente importante, perchè sia il flusso di latte che le entrate per bovina vengono migliorati dall’incremento di questo indice. A causa di questa relazione, gli allevamenti commerciali di bovine da latte devono cercare di aumentare i tassi di gravidanza tramite le corrette decisioni gestionali e l’ottimizzazione dell’ambiente in cui vivono le bovine.
Efficienza dei calori alla prima IA
Questo dato indica la velocità con la quale le bovine sono inseminate dopo il periodo d’attesa volontario:
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Efficienza dei calori alla prima IA = 21/(P 1 IA- attesa volontaria)+11
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P 1 IA = Intervallo parto prima inseminazione;
21 = lunghezza media del ciclo estale;
11 = in quanto la lunghezza di un normale ciclo estrale è di 21 giorni. Normalmente una bovina è fecondata entro 11 giorni dal VWP se si ha il 100% del rilevamento degli estri.
Se questo dato risulta inferiore del 50%, è ipotizzabile che nella stalla considerata ci siano dei problemi. Una possibile soluzione potrebbe essere l’allungamento dell’attesa volontaria, al fine di consentire una più completa involuzione uterina, o l’utilizzazione di programmi di sincronizzazione.
Se questo dato risulta inferiore del 50%, è ipotizzabile che nella stalla considerata ci siano dei problemi. Una possibile soluzione potrebbe essere l’allungamento dell’attesa volontaria, al fine di consentire una più completa involuzione uterina, o l’utilizzazione di programmi di sincronizzazione.
Efficienza dei calori alla seconda e successive IA
Questo dato indica la rapidità con cui le bovine non gravide alla prima inseminazione e nuovamente coperte, rimangono gravide. Le diagnosi di gravidanza e il rilevamento degli estri effettuati 18-25 giorni dopo ciascuna inseminazione sono i fattori principali nel determinare tale valore.
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Efficienza dei calori alle successive IA = 21x (N.° di inseminazioni per gravidanza – 1)/(DO-P 1 IA)
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dove: 21 = lunghezza media del ciclo estrale in giorni;
DO = Days Open;
P 1 IA = Intervallo parto prima inseminazione.
La figura che segue identifica il valore reale ed ottimale di alcuni dei principali indici sopra descritti.
