Get Adobe Flash player
Sei in: Home Gestione aziendale Herd Navigator: come aumentare la produttività della stalla

Herd Navigator: come aumentare la produttività della stalla

 

 

Ogni allevatore sa che la produttività della stalla ruota attorno a 3 punti chiave: un'efficiente riproduzione, l'assenza di mastiti ed una corretta alimentazione. Tenere costantemente sotto controllo questi tre fattori non è certamente cosa facile, soprattutto se richiede l'esame attento dei tabulati con i principali parametri riproduttivi o l'analisi della razione per minimizzare il rischio di chetosi. Oggi però la Delaval ha trovato il sistema per ricavare le necessarie informazioni dai campioni di latte individuali e per aggregarle in dati facilmente visualizzabili a computer: il metodo di analisi e monitoraggio si chiama Herd Navigator. Vediamo quindi di esaminare più da vicino i criteri su cui si basa.
 
 
 
Herd Navigator funziona come si è detto basandosi su un'analisi effettuata sui campioni di latte di ogni singola bovina, cercando alcuni indicatori fondamentali relativi alla riproduzione, alla mastite ed alla chetosi, più precisamente:
  • per la riproduzione viene analizzata la quantità di progesterone, un ormone
  • per la mastite si individuano i livelli di LDH, un enzima
  • per la chetosi si rileva la presenza del BHB, un corpo chetonico
 
La riproduzione
Il progesterone è un ormone prodotto dalle ovaie ed il suo livello di presenza nel latte rappresenta molto bene l'andamento del ciclo riproduttivo della bovina, in particolare il momento dell'ovulazione. L'estro è purtroppo difficile da rilevare, sia per la necessità di osservazione costante degli animali, sia per i tipici segnali che troppo spessso mancano o sono poco evidenti, soprattutto nelle bovine ad alta produzione. Herd Navigator rileva automaticamente i livelli di progesterone nel latte, individuando gli animali in calore ed il momento corretto per l'inseminazione, con l'innegabile vantaggio di migliorare l'interparto, ridurre i “days open”, (cioè il periodo in cui l'animale dopo il parto resta vuoto) ed assicurare una percentuale maggiore di inseminazioni seguite da gravidanza. Considerando che ogni errore nella gestione riproduttiva costa circa 3 € per bovina non fertile al giorno, è ovvio che individuare facilemente il calore e sfruttare di conseguenza il corretto momento per l'inseminazione è fondamentale per un ritorno economico della mandria.

progesterone.jpg

 

La mastite clinica
Ogni allevatore sa quanto sia importante diagnosticare la mastite precocemente per evitare i notevoli costi connessi all'insorgenza di questa patologia. Al presente la mastite è - dopo l'infertilità - la seconda causa d'eliminazione delle bovine dalla mandria e si stima che ogni caso clinico costi mediamente dai 240 ai 260 €.
La conta delle cellule somatiche (SCC) attualmente in uso, pur essendo un sistema d'indubbia utilità, fornisce comunque dei dati a posteriori, mentre sarebbe auspicabile avere uno strumento diagnostico che ci consenta di anticipare l'insorgenza della malattia, individuando gli animali a rischio mastite.
A questo scopo Herd Navigator analizza i singoli campioni di latte per il contenuto di lattato- deidrogenasi o LDH.
Questo enzima è presente nelle cellule epiteliali che rivestono i dotti galattofori della mammella: in caso d'infiammazione del tessuto produttivo mammario, la sua attività aumenta considerevolmente. Lo LDH è perciò correlato positivamente allo SCC ed agli aumenti di cloro e sodio del latte: la seguente figura mostra questo stretto legame tra l'enzima e lo SCC del latte di massa: quando il latte presenta un SCC maggiore di 400.000 cellule per ml. l'attività dello LDH supera il valore di 100 U per l.

 

LDH.jpg

 

L'unica restrizione di questa analisi, che ci consente di diagnosticare la mastite clinica ad uno stadio in cui le manifestazioni non sono evidenti, deriva dall'agente patogeno che sostiene la patologia: le mastiti da Escherichia coli insorgono infatti troppo velocemente per avvalersi di questo strumento diagnostico.

 

pascoloirl.jpg

 

 

La chetosi

Le bovine ad alta produzione sono purtroppo soggette a patologie di tipo metabolico, quali la dislocazione dell'abomaso, l'acidosi, la laminite, tutte malattie causate da fattori comuni, che trovano nella chetosi subclinica un “campanello d'allarme”. Com'è noto, questa patologia viene attribuita ad un bilancio energetico negativo che si verifica nell'immediato preparto e durante le prime settimane di lattazione. Le conseguenze di questa malattia sono evidenti non solo sullo stato sanitario della bovina, ma anche sulla produzione di latte che cala vistosamente: si pensi che una stima del danno economico di questa diminuita produzione può raggiungere i 90 € /capo/anno. Per individuare velocemente le vacche a rischio chetosi Herd Navigator analizza nel latte i livelli di β-idrossibutirato o BHB, un corpo chetonico che viene prodotto nei processi di mobilizzazione dell'energia dalle riserve corporee in condizioni di bilancio energetico negativo; oltre a ciò viene effettuata anche la misurazione dei livelli di urea, cosa che consente di stimare l'efficienza della razione, evitando gli eccessi o le carenze proteiche. In sostanza, la razione viene così esaminata dal punto di vista energetico e proteico, migliorandone la resa e riducendo i costi alimentari.

Dalle considerazioni fin qui fatte, è evidente come il sistema Herd Navigator rappresenti un utilissimo strumento per il miglioramento della gestione aziendale; prove di campo effettuate nelle aziende che già lo utilizzano, indicano un miglioramento economico che può arrivare fino a 250 € annue per bovina.


Per ulteriori informazioni ecco il link al sito Delaval Italia http://www.delaval.it/default.htm; per chi conosce l'Inglese, questo è il link al sito ufficiale di Herd Navigator: http://www.herdnavigator.com/pages/id33.asp