Get Adobe Flash player
Sei in: Home Gestione aziendale Il colostro

Il colostro

 

colostro.jpgCos'è

Viene così definito il prodotto della prima mungitura dopo il parto, mentre quanto si ottiene dalle successive mungiture – dalla seconda alla quinta dopo il parto – viene chiamato latte di transizione, dal momento che la sua composizione risulta via via più simile a quella del latte vero e proprio.

Il colostro è quindi molto diverso dal latte, in quanto contiene molti più solidi, grassi, proteine, vitamine e soprattutto Immunoglobuline o Ig, gli anticorpi responsabili dello sviluppo del sistema immunitario del vitello.
 
 A questo proposito, va detto come nel colostro la concentrazione anticorpale sia molto elevata – in media il 6% - rispetto a quella del latte, che è pari allo 0.1%.
 

Componente

Numero di mungitura

1

2

3

4

5

11

Colostro

Latte di transizione

Latte intero

Solidi totali %

23.9

17.9

14.1

13.9

13.6

12.5

Grasso %

6.7

5.4

3.9

3.7

3.5

3.2

Proteina* %

14.0

8.4

5.1

4.2

4.1

3.2

Anticorpi %

6.0

4.2

2.4

0.2

0.1

0.09

Lattosio, %

2.7

3.9

4.4

4.6

4.7

4.9

Minerali %

1.11

0.95

0.87

0.82

0.81

0.74

Vitamina A, ug/dl

295.0

-

113.0

-

74.0

34

 

 

Perchè è importante
Il vitellino nasce completamente sprovvisto di anticorpi e le sue difese immunitarie possono svilupparsi solo assumendo il colostro; è però essenziale che questo venga somministrato entro le 24 ore dalla nascita, perchè solo in questa primissima fase di vita l'intestino del neonato è permeabile alle molecole anticorpali, che riescono perciò a passare intatte nel sangue. Ad un giorno di vita, infatti, i normali enzimi digestivi dell' abomaso sono inattivi e perciò gli anticorpi possono giungere all'intestino senza essere digeriti.
Oltre alle Ig, il colostro è - come si è detto – il primo alimento del vitello, indispensabile perciò per i suoi apporti energetici, proteici, vitaminici e minerali e per il suo contenuto in ormoni e fattori di crescita necessari allo sviluppo.
 
Come distribuirlo
Il colostro va riscaldato prferibilmente a bagno - maria fino alla temperatura di 39°C , evitando un riscaldamento eccessivo che denatura gli anticorpi; va distribuito al vitello con un biberon o un secchio a tettarella, in modo da poter controllare il quantitativo assunto. L'attrezzatura impiegata va accuratamente pulita dopo ogni uso. Se la quantità assunta non è sufficiente, potrebbe essere necessario l'uso di un sondino gastro-esofageo.
 
Distribuirlo al momento giusto
Come si è detto, la capacità di assorbimento intestinale delle Ig dura solo 24 ore, ed è quindi assolutamente necessario seguire un piano rigoroso di alimentazione del vitello, distribuendo in dosi ed orari corretti.
Per quanto riguarda l'orario, è indispensabile somministrare il primo pasto di colostro il prima possibile dopo la nascita, e comunque entro un'ora dal parto; a questa prima distribuzione deve seguirne un'altra dopo 6-9 ore. Se il primo pasto viene ritardato, è indispensabile fare numerose distribuzioni ravvicinate nelle 24 ore, per apportare comunque la quantità necessaria di Ig.
Per quanto riguarda le dosi, invece, la quantità da distribuire varia da 1.25 a 2.5 kg. a pasto; in ogni caso la dose non deve superare la capacità gastrica del neonato (pari al 5% del suo peso, ad es. 2 kg. di colostro per un vitello di 40 kg.) Il colostro deve essere distribuito nei primi 3-4 pasti nel giorno del parto (entro le prime 24 ore).

La seguente tabella illustra le quantità necessarie per pasto, in funzione della razza e del peso del vitello:

 

Razza

Piccola*

Media*

Grossa*

Peso corporeo, kg

25

30

35

40

45

50

Colostro**, kg

1.25

1.50

1.75

2.0

2.25

2.50

*

Razza piccola = Jersey; Razza media= Ayrshire e Guernsey; Razza grossa= Frisona e Bruna alpina

**

Quantità di colostro distribuita ad ogni pasto (4 -5% del peso corporeo)

 

 

Usare colostro di qualità

La qualità del colostro è importantissima per un corretto apporto di anticorpi al vitello e l'osservazione visiva può già fornire buone indicazioni: se si presenta denso e cremoso, contiene molti anticorpi; all'opposto, se il colostro è acquoso, probabilmente ne conterrà in modesta misura.

In linea di massima la concentrazione d’anticorpi nel colostro è influenzata da numerosi fattori:

  • lunghezza inadeguata del periodo d’asciutta (meno di 4 settimane), parto prematuro, mungitura o perdite di latte prima del parto sono fattori che abbassano la concentrazione anticorpale.

  • età della bovina: in media, la concentrazione di anticorpi è più alta nelle vacche anziane (>8%) rispetto alle primipare (5-6%). Inoltre le bovine pluripare producono colostro contenente anticorpi di tipo più variato rispetto agli animali più giovani, in quanto hanno avuto più tempo per acquisire le difese specifiche contro le patologie esistenti in stalla.

  • la razza: le Frisone hanno una minor concentrazione anticorpale rispetto ad altre razze come le Ayrshire, le Brune Alpine, le Guernsey e le Jersey (8-9%).

Il colostro di buona qualità contiene molti tipi d’anticorpi che immunizzano contro una gran varietà di malattie specifiche dell'ambiente. La gamma di microrganismi a cui la bovina è stata esposta e le vaccinazioni che ha subito determinano la varietà anticorpale del colostro. Le bovine anziane nate e cresciute in allevamento danno il colostro ideale per immunizzare i vitelli nati in quella stessa stalla; da tener presente però che se le bovine non sono state esposte a molti tipi di batteri patogeni, è probabile che il loro colostro non contenga alte percentuali di anticorpi. Il valore immunitario del colostro di bovine acquistate poco prima del parto è assai scarso; allo stesso modo, un vitello acquistato ed inserito in allevamento entro 6-8 settimane dalla nascita incorre in rischi maggiori di contrarre malattie, poiché non ha ricevuto anticorpi specifici per il nuovo ambiente di vita.

 

La trasmissione di malattie

In qualche caso il colostro può rappresentare un veicolo di trasmissione di malattie tra la madre ed il suo vitello. Per esempio, nella leucosi bovina, è possibile trovare il virus nel colostro di vacche infette; pertanto un vitello nato da una bovina positiva alla leucosi va rimosso dalla zona parto subito dopo la nascita ed alimentato con colostro proveniente da una vacca sana: da qui risulta evidente il vantaggio di conservare scorte di colostro congelato in stalla. Una situazione simile a quella della leucosi si verifica anche per bovine diagnosticate positive al morbo di Johne. Inoltre è meglio evitare di impiegare mix di colostro provenienti da diversi animali, per evitare appunto che una sola bovina infetta possa trasmettere patogeni a vitelli potenzialmente sani.

 

Come conservarlo

Come detto poc'anzi, uno dei vantaggi di congelare il colostro è quello di avere scorte di buona qualità sempre disponibili in stalla; tra l'altro questo metodo di conservazione non compromette in alcun modo la concentrazione di anticorpi presente e consente di evitare lo sviluppo di batteri. Il congelamento va fatto in porzioni da 1.5-2 kg. cioè la quantità necessario ad un singolo pasto.

 

Supplementi e sostituti

In alcuni casi, se non è possibile utilizzare il colostro della madre o di altre bovine della stalla, è possibile usare supplementi o sostituti del colostro.

I supplementi - come dice il nome – sono semplici integratori per migliorare un colostro di scarsa qualità ed apportano mediamente 136 gr. di IgG, con una percentuale d'assorbimento del 19%, mentre i sostituti ne forniscono 157 gr. con un livello d'assorbimento pari al 31%; in ogni caso seguire scrupolosamente le istruzioni del fabbricante per quanto riguarda la temperatura dell'acqua e le dosi d'impiego: per alcuni prodotti è possibile aumentare la quantità di anticorpi apportati semplicemente variando la quantità impiegate.

Va comunque sottolineato che il colostro materno, specie se di elevata qualità, rimane insostituibile per avere vitelli forti e sani.