Gli indicatori del benessere
Nell’articolo “La definizione di benessere” sono stati descritti gli indicatori del welfare, cioè quei fattori che danno una misura quantificabile del livello di comfort in stalla. Si è inoltre detto che è possibile individuare indicatori diretti, cioè correlati all’animale, ed indiretti, legati all’allevamento ed all’alimentazione.
In questo articolo si vogliono offrire ulteriori chiarimenti in merito agli indicatori indiretti.
Innanzi tutto è opportuno fare una prima distinzione “temporale” tra la categoria Allevamento e Alimentazione: nel primo caso infatti, l’effetto dei cambiamenti apportati per migliorare il benessere sarà visibile sono nel medio - lungo periodo, mentre il sistema alimentare, direttamente connesso al tipo ed alla qualità di alimenti disponibili via via in azienda, offre di per sé una più ampia variabilità nel corso dell’anno.
Il sistema Allevamento
Gli indicatori sono basati su aspetti strutturali, inerenti a ricoveri ed impianti, e gestionali, che riguardano appunto la gestione delle bovine entro le strutture.
Aspetti strutturali
S’impone subito una prima distinzione tra stabulazione fissa e libera.
La stabulazione fissa presenta caratteristiche in netto contrasto con il benessere dell’animale. Impiegata di solito in inverno nelle zone montane, viene effettuata in strutture molto spesso non idonee; tra le situazioni più comunemente riscontrate, si possono elencare problemi come un’errata lunghezza ed attacco alla catena, muretti della mangiatoia troppo alti (oltre i 20 cm.), mangiatoia disposta contro il muro (disposizione groppa a groppa delle bovine), divisori tra le poste inadatti, insufficiente dimensione della posta, che non consente perciò agli animali i normali movimenti necessari per alzarsi e sdraiarsi (si ricorda che la bovina deve avere davanti a sé uno spazio di almeno 70 cm. libero per i movimenti della testa), educatori elettrici disposti sopra il dorso, mancata pulizia del ricovero, luminosità scarsa o assente, disposizione degli animali senza tener conto delle gerarchie del gruppo. A tutti questi aspetti negativi si somma anche la mancanza di movimento e di esercizio quotidiano: per questi motivi la stabulazione fissa è ormai una pratica da abbandonare.
S’impone subito una prima distinzione tra stabulazione fissa e libera.
La stabulazione fissa presenta caratteristiche in netto contrasto con il benessere dell’animale. Impiegata di solito in inverno nelle zone montane, viene effettuata in strutture molto spesso non idonee; tra le situazioni più comunemente riscontrate, si possono elencare problemi come un’errata lunghezza ed attacco alla catena, muretti della mangiatoia troppo alti (oltre i 20 cm.), mangiatoia disposta contro il muro (disposizione groppa a groppa delle bovine), divisori tra le poste inadatti, insufficiente dimensione della posta, che non consente perciò agli animali i normali movimenti necessari per alzarsi e sdraiarsi (si ricorda che la bovina deve avere davanti a sé uno spazio di almeno 70 cm. libero per i movimenti della testa), educatori elettrici disposti sopra il dorso, mancata pulizia del ricovero, luminosità scarsa o assente, disposizione degli animali senza tener conto delle gerarchie del gruppo. A tutti questi aspetti negativi si somma anche la mancanza di movimento e di esercizio quotidiano: per questi motivi la stabulazione fissa è ormai una pratica da abbandonare.
La stabulazione libera riproduce almeno in parte un sistema di vita più naturale, ma deve essere basata su un’adatta progettazione della stalla, con particolare riguardo al dimensionamento corretto delle aree di mungitura, riposo ed alimentazione, dei corridoi di passaggio tra le varie zone, prevedendo anche aree separate come i box parto e l’infermeria. In fase progettuale bisogna quindi porre particolare attenzione ai seguenti punti:
- dimensioni delle varie zone;
- organizzazione dei percorsi, con particolare riguardo per l’accessibilità alle aree di riposo, alimentazione, mungitura, cercando di ridurre le situazioni di conflitto tra gli animali e di organizzare un comodo spostamento tra le varie zone;
- caratteristiche delle aree di riposo: essendo ormai diffusissimo l’uso delle cuccette, questo argomento verrà trattato estesamente in un apposito articolo;
- dettagli costruttivi, come il tipo di pavimentazione, i divisori, le rastrelliere e le mangiatoie, il tipo d’impianto di mungitura e di pulizia della stalla, la presenza di sistemi di raffrescamento e ventilazione ecc.
A titolo d’esempio, si riporta la seguente tabella, elaborata su dati raccolti in allevamenti della pianura lombarda; nella tabella è possibile confrontare i valori reali con gli obiettivi da raggiungere per migliorare il benessere delle bovine.
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Parametri
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Unità misura
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Valori medi
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Obiettivi
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Indicatori ergonometrici
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Larghezza corsia alimentazione
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mt.
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4
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>= 4
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Larghezza passaggi interni
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mt.
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2
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>=3.7
|
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Larghezza cuccette
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cm.
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120
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114-122
|
|
Altezza educatore
|
cm.
|
106
|
115-120
|
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Indici sovrafollamento
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Cuccette per vacca
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n°/vacca
|
0.97
|
>=0.95
|
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Posti alla mangiatoia
|
n°/vacca
|
0.91
|
>=0.75
|
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Disponibilità acqua/vacca
|
cm.
|
4
|
7.5
|
|
Disponibilità acqua all'uscita mungitura
|
cm.
|
30
|
60
|
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Tempo di attesa per la mungitura
|
min.
|
0.63
|
<60
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Indicatori comportamentali
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Uso cuccette (vacche sdraiate) in rapporto ai capi non in mangiatoia o abbeveratoio
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%
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82
|
>=90
|
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Vacche in piedi in rapporto a capi non in mangiatoia o abbeveratoio
|
%
|
15
|
<5
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Vacche che ruminano in cuccetta in rapporto ai capi a riposo in cuccetta
|
%
|
62
|
>=65
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Da: Campiotti 2003 - mod.
Per quanto riguarda gli aspetti gestionali all’interno del sistema allevamento, occorre prendere in considerazione i seguenti punti:
- numerosità dei gruppi, intesa come numero ottimale di bovine all’interno di ciascun gruppo, in relazione alle diverse età ed alla fase di produzione;
- gestione degli spostamenti da gruppo a gruppo, facendo attenzione alle gerarchie interne;
- regolare frequenza delle operazioni di mungitura, alimentazione, pulizia (l’abitudine temporale a questi interventi fa sì che l’animale non risenta dello stress dato dai continui cambiamenti);
- gentilezza del personale durante la fase di mungitura e nelle operazioni di cattura che vengono effettuate con minor frequenza (es. cattura della bovina per cure o pareggiamento unghioni);
- abitudine delle bovine alle nuove strutture presenti in stalla, dalla mungitura automatizzata fino alle cuccette: bisogna tener conto che gli animali più giovani sono quelli che meglio accettano le novità e vi si abituano più in fretta.
Il sistema Alimentazione
Gli indicatori prendono in considerazione gli alimenti e la loro gestione.
Per gli alimenti, è necessario valutare:
Gli indicatori prendono in considerazione gli alimenti e la loro gestione.
Per gli alimenti, è necessario valutare:
- l’idoneità, anche in relazione alla categoria di animali da razionare;
- le modalità di conservazione e stoccaggio;
- l’analisi chimica;
- le caratteristiche fisiche (finezza di molitura, lunghezza del trinciato o del fieno, trattamenti con vapore per la granella ecc).
La gestione riguarda invece i seguenti punti:
- corretta valutazione dei fabbisogni, anche in relazione all’età ed allo stadio produttivo;
- corretta preparazione della razione, evitando gli errori di pesatura e le approssimazioni
- rispetto delle modalità di distribuzione degli alimenti (rispettando l’ordine di distribuzione nel caso di alimentazione tradizionale oppure il numero di miscelate distribuite in un giorno e l’orario di distribuzione in caso di “unifeed”).
Se i vari aspetti sopra esposti non vengono rispettati, si andrà inevitabilmente incontro ad una risposta negativa da parte della bovina, che si manifesterà in modi diversi, quali:
- turbe comportamentali e psicologiche (frustrazioni, comportamenti anomali, stereotipie, limitazioni nel movimento o nell’assumere diverse posizioni, mancanza di movimento, posizioni scorrette durante il decubito);
- lesioni anatomiche ( presenza di lesioni e traumi cutanei di diversa entità e localizzazione);
- alterazioni fisiopatologiche ( turbe endocrine e del metabolismo, immuno-depressione, maggior frequenza di patologie agli arti ed alla mammella, facilità di reazioni di tipo infettivo e/o infiammatorio);
- scarse “performances” zootecniche ( scarsa produzione e/o alterazioni nella composizione del latte, carriera produttiva accorciata).
Negli altri articoli del dossier verranno trattati più diffusamente alcuni punti d’interesse riguardanti le caratteristiche delle cuccette, alcuni parametri di progettazione delle stalle, il microclima, lo stress da caldo, la densità di allevamento e la gestione della mungitura.
Gli indicatori