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L'essiccamento del foraggio per ottenere fieno e fienosilo

Dr. Daniel Undersander

Una conoscenza approfondita dei principi che sono alla base del corretto essiccamento ha il duplice scopo di ottenere più velocemente un fieno di buona qualità (non sottoposto ai pericoli climatici di pioggia) e con un maggior contenuto in TDN (cioè nutrienti digeribili totali). A causa dell'evoluzione dei macchinari per lo sfalcio ed il condizionamento, è necessario rivedere alcune tecniche fino ad oggi utilizzate.
L'andamento generico dell'essiccamento dei foraggi è mostrato nella Figura 1. Quando il foraggio viene tagliato, il suo contenuto di umidità è pari al 70-80%, a seconda dello stadio di crescita; per ottenere il fieno-silo è necessario un contenuto pari al 60-65%, che cala al 14-18% per il fieno (i valori inferiori sono riferiti ai balloni di maggiori dimensioni)
.
 

Fig.1 - Sequenza di essiccamento dei foraggi
 
La prima fase dell'essiccamento (I) consiste nella perdita di umidità delle foglie attraverso gli stomi. Gli stomi sono aperture presenti sulla pagina fogliare che consentono all'umidità in esse contenuta di evaporare nell'aria, e permettono l'assorbimento del diossido di carbonio dall'aria mentre il vegetale è in crescita. Per ottenere rapidamente questa perdita iniziale del 10-15%, è necessario che gli stomi restino aperti: a tale proposito, gli stomi restano aperti durante il giorno e si chiudono col buio, quando lo stress causato dall'umidità è più forte. Disporre il foraggio tagliato in un'andana ampia aumenta la superficie foraggiera esposta alla luce solare: questo favorisce il mantenimento della condizione di apertura degli stomi e perciò un rapido essiccamento. La respirazione del vegetale prosegue anche dopo il taglio, consentendo all'amido in esso contenuto di trasformarsi in diossido di carbonio disperso poi nell'aria. La respirazione è al massimo al momento del taglio e diminuisce gradatamente finché il contenuto in umidità del vegetale scende sotto al 60%. Per tale ragione, un rapido essiccamento iniziale che consenta di perdere il 15% di umidità ridurrà la perdita di amidi e zuccheri e garantirà un maggior contenuto in TDN del foraggio. Questa perdita iniziale di umidità non è influenzata dal condizionamento.
La seconda fase dell'essiccamento (II) consiste nella perdita di umidità sia dalla superficie fogliare (gli stomi sono ormai chiusi) sia dal fusto: in questo stadio il condizionamento può essere d'aiuto per accelerare l'essiccamento.
La fase finale dell'essiccamento (III) è rappresentata dalla perdita dell'acqua trattenuta più saldamente dal vegetale, in particolare dagli steli: in questo stadio il condizionamento è essenziale per l'essiccamento. Dal momento che la cuticola cerosa dello stelo impedisce buona parte della perdita d'umidità per questa via, il condizionamento effettuato per rompere il fusto ogni 2.5 cm. consente una maggior perdita d'acqua.
La conoscenza di questi principi permette di sviluppare pratiche di gestione in campo che possono massimizzare il livello d'essiccamento ed il TDN del foraggio raccolto.
Il primo concetto è che la realizzazione di un'andana ampia immediatamente dopo il taglio è il fattore singolo più importante per massimizzare il grado iniziale d'essiccamento e conservare al contempo gli zuccheri e gli amidi vegetali. Quando la medica viene disposta in andane larghe, raggiunge il 65% di umidità in 10 ore e può essere raccolta per farne insilato lo stesso giorno del taglio (Figura 2); questa foraggiera proveniente dallo stesso campo, ma disposta in file strette, non sarà pronta per il raccolto fino al giorno successivo allo sfalcio.
 

Fig.2 - Effetto della disposizione in andana larga sull'essiccamento della medica
 
In effetti, per ottenere un fienosilo di qualità, la disposizione dl foraggio in andane larghe è più importante del condizionamento; tale importanza è confermata dalle misurazioni sull'essiccamento laddove si siano usati macchine di diverso tipo per lo sfalcio ed il condizionamento e la medica sfalciata sia stata disposta in andane di differente larghezza. (2)
Ogni punto sul grafico in Figura 3 rappresenta una macchina differente; questi macchinari avevano barre falcianti, falciatrici a disco e condizionatrici a cilindri di gomma, acciaio o combinati. Il contenuto in umidità della medica è stato misurato 5.5 ore dopo lo sfalcio. In tutti i tipi di falciatrici, il fattore più significativo nel livello di essiccamento è rappresentato dall'ampiezza dell'andana.
Da notare inoltre in Figura 3 il punto isolato corrispondente al 70% di umidità ed il rapporto ampiezza andana/altezza di taglio pari a 0.48: questo punto mostra quanto l'essiccamento può essere rallentato da un'inadatta regolazione della condizionatrice.
 

Fig.3 Contenuto d'umidità della medica 5.5 ore dopo il taglio, in relazione al rapporto tra ampiezza dell'andana e altezza di taglio
 
L'incremento di dimensioni delle falciatrici ha fatto sì che la misura delle andane diventasse inferiore; mentre le condizionatrici hanno mantenuto le stesse dimensioni, con il risultato di andane ancora più piccole: i coltivatori dovrebbero scegliere tra i vari tipi di falciatrici i modelli che realizzano lo sfalcio più ampio.
Come mostrato in Tabella 1, disporre la medica - al 72% di altezza del taglio - in andane ampie subito dopo il taglio, ha come risultato un miglioramento qualitativo del fieno-silo, se confrontato con le andane più strette - 25% di altezza del taglio. (1)
La medica sfalciata e disposta in ampie andane, condizionata e campionata due mesi dopo l'insilamento nei contenitori tubolari, conteneva 2.3% di NDF in meno e 1.8% di NFC in più rispetto a quella disposta in andane strette. La differenza riguardante lo NFC interessa sia la qualità che il rendimento, dal momento che la perdita dell' 1.8% nelle andane strette era dovuta alla respirazione. Il fieno-silo ottenuto dall'andana più ampia aveva circa l'1% di TDN in più, oltreché una maggior quantità di acido lattico ed acetico.
Il maggior contenuto in questi acidi indica un deterioramento meno rapido al momento della distribuzione; l'incremento globale qualitativo del foraggio consentirebbe una produzione maggiorata di 136 kg. di latte ogni 0.4 ettari di coltivazione foraggiera.
Per quanto riguarda il maggior contenuto in ceneri del foraggio (dato da inquinamento con il terreno) dovuto al passaggio dei macchinari sulle andane, la Tabella 1 mostra chiaramente che il contenuto in ceneri del fieno-silo ottenuto da medica ad ampie andane è in effetti inferiore di quello del foraggio disposto in andane più stretta. Le andane strette tendono infatti ad afflosciarsi sul terreno, provocando così l'inclusione di terra al momento della raccolta; quelle più ampie si raccolgono sopra le stoppie e sono perciò relativamente distanti dal suolo, inoltre l'effetto negativo del passaggio dei macchinari può essere minimizzato mantenendo una ruota nello spazio tra le andane e l'altra vicino alla parte mediana, dove lo strato di foraggio tagliato è più sottile.
 
Tabella 1: differenze nella composizione di fieno-silo di medica ottenuto da andane di ampiezza diversa
Fattore
Largo
Stretto
Differenza
NDF (%)
37.8
40.1
-2.3
NFC (%)
38.4
36.5
1.8
Ceneri (%)
9.3
9.9
-0.6
TDN
63.5
62.6
0.9
Acido Lattico (%)
5.6
4.6
1.0
Acido Acetico (%)
2.4
1.9
0.5
Qualità relativa del foraggio
166
151
15

Le graminacee, specie se non sono presenti steli, al momento del taglio possono essere disposte in andane larghe; se le andane sono strette, il foraggio tenderà a compattarsi, seccandosi perciò più lentamente.

RACCOMANDAZIONI
1. Disporre il foraggio in andane ampie dopo il taglio; le andane dovrebbero coprire all'incirca il 70% dell'area di taglio
2. Per il fieno-silo, se le condizioni di essiccamento sono buone, riunire le andane multiple in una singola subito prima del taglio (di solito 5-7 ore dopo)
3. Per il fieno, se le condizioni di essiccamento sono buone, riunire le andane multiple in una singola il mattino seguente, quando il foraggio è al 40-60% di umidità, per evitare la perdita fogliare
Nota: NFC = Carboidrati Non Fibrosi

RIFERIMENTI
(1) 2005 Studio effettuato all'Università di Madison-Wisconsin, Centro di ricerca Arlington
(2) 2002 Studio effettuato durante gli Stages alla Wisconsin Farm

Bibliografia: la bibliografia è disponibile a richiesta presso il traduttore