Le strategie per una riproduzione di successo
Dr. Paul M. Fricke
Introduzione
È assai importante che gli allevatori siano a conoscenza dei fattori che influenzano la percentuale di gravidanze ottenute nelle bovine, nonché i criteri gestionali da controllare per migliorare la suddetta percentuale.Il momento ottimale per fecondare le vacche dopo il parto è essenziale per ridurre la media dei giorni aperti (cioè il periodo in cui la bovina rimane vuota) ed il relativo interparto. Un programma riproduttivo efficiente aumenta la resa economica dell'allevamento, poiché massimizza il periodo in cui le bovine si trovano nella fase più produttiva della lattazione. In una mandria, il livello a cui le vacche restano gravide, comunemente noto come “percentuale di gravidanza”, viene definito come il numero di bovine disponibili (cioè gli animali non gravidi che abbiano superato il periodo di attesa post-parto adottato volontariamente dall'allevatore)capaci di concepire ogni 21 giorni.
I due fattori principali che determinano la percentuale di gravidanza sono dati da:
1. Percentuale di concepimento o percentuale di gravidanza per fecondazione artificiale
2. percentuale di rilevamento dell'estro o percentuale di servizio
2. percentuale di rilevamento dell'estro o percentuale di servizio
Comprendere come l'interazione tra la percentuale di concepimento e quella di servizio determini la percentuale di gravidanza fornisce la chiave per ottenere l'efficienza riproduttiva.
Percentuale di gravidanza/fecondazione artificiale (%G/FA)
La fertilità di una bovina da latte viene normalmente misurata calcolando la percentuale di animali che concepiscono dopo un solo servizio, nota anche come percentuale di gravidanza per fecondazione artificiale (%G/FA). Questo parametro è significativamente diminuito da un valore del 66% nel 1951 sino a circa il 50% nel 1975 ed il 40% nel 1997, mentre è rimasto costante per le manze (circa il 70% nello stesso periodo di cui sopra). La disparità di questo valore non è attribuibile a differenze di selezione genetica o qualità del seme tra manze e vacche in lattazione, ma è probabilmente da ascrivere ai cambiamenti fisiologici o allo stress associati alle accresciute produzioni di latte verificatesi in questo arco di tempo.
Quattro fattori generali che determinano la %G/FA in una stalla sono rappresentati da:
1.fertilità della bovina
2.fertilità del toro
3.accuratezza dei calori
4.efficienza della fecondazione artificiale
La fertilità di una bovina da latte viene normalmente misurata calcolando la percentuale di animali che concepiscono dopo un solo servizio, nota anche come percentuale di gravidanza per fecondazione artificiale (%G/FA). Questo parametro è significativamente diminuito da un valore del 66% nel 1951 sino a circa il 50% nel 1975 ed il 40% nel 1997, mentre è rimasto costante per le manze (circa il 70% nello stesso periodo di cui sopra). La disparità di questo valore non è attribuibile a differenze di selezione genetica o qualità del seme tra manze e vacche in lattazione, ma è probabilmente da ascrivere ai cambiamenti fisiologici o allo stress associati alle accresciute produzioni di latte verificatesi in questo arco di tempo.
Quattro fattori generali che determinano la %G/FA in una stalla sono rappresentati da:
1.fertilità della bovina
2.fertilità del toro
3.accuratezza dei calori
4.efficienza della fecondazione artificiale
Tab.1: interazione tra quattro fattori che influenzano la % di gravidanza per fecondazione artificiale nelle vacche in lattazione

La fertilità della vacca è riferita a qualunque fattore (correlato alla bovina stessa) in grado d'influenzare l'instaurarsi di una gravidanza, ed include aspetti quali l'alimentazione inadeguata o lo stress ambientale.
La fertilità del toro si riferisce alla qualità del seme usato per la F.A.
L'accuratezza dei calori può essere riferita alla capacità d'individuare il momento dell'estro più adatto alla FA piuttosto che alla percentuale di servizio o all'accuratezza di rilevamento dei calori (che verrà trattata più avanti).
L'efficienza della FA si riferisce ai fattori che influenzano le percentuali di gravidanza dovute alle tecniche di FA.
La Tab. 1 illustra i quattro fattori che influenzano la fertilità ed il modo in cui possono interagire per determinare la %G/FA; tra questi, l'accuratezza dei calori e l'efficienza della FA possono essere massimizzate tramite un' attenta gestione delle metodiche riproduttive. Inoltre, sebbene la fertilità possa variare da toro a toro, il seme commercializzato dai maggiori centri di FA è controllato e perciò non dovrebbe influire sul rapporto %G/FA. I cambiamenti nella fertilità del toro possono influenzare notevolmente tale rapporto, sia a causa della ridotta capacità dello sperma di legarsi all'ovocita, sia alterando il tasso di fertilizzazione o lo sviluppo embrionale successivo. Altir fattori in grado di alterare il rapporto %G/FA sono dati dalla FA praticata nel momento sbagliato del ciclo estrale (a causa di uno scorretto rilevamento dei calori) oppure da un'errata manipolazione del seme o da tecniche di inseminazione improprie.
La prima riga della Tab.1 mostra per le manze una situazione in cui tutti i fattori sono ottimizzati: come detto in precedenza, la fertilità per questa categoria di animali è alta ed è rimasta invariata negli ultimi 40 anni. La seconda riga invece mostra le stesse condizioni ideali, riferite però alle vacche: le differenze di fertilità tra manze e vacche possono rappresentare la spiegazione per le variazioni rilevate nel rapporto %G/FA.
Sfortunatamente, i fattori che limitano la fertilità delle vacche non sono del tutto noti e la fertilità delle bovine è inferiore al 50% persino in stalle con un'eccellente gestione alimentare e riproduttiva, pertanto le strategie manageriali volte al miglioramento del suddetto rapporto devono comunque tener presente che - anche nelle migliori condizioni – questo parametro non supererà il valore più sopra ricordato.
La fertilità del toro si riferisce alla qualità del seme usato per la F.A.
L'accuratezza dei calori può essere riferita alla capacità d'individuare il momento dell'estro più adatto alla FA piuttosto che alla percentuale di servizio o all'accuratezza di rilevamento dei calori (che verrà trattata più avanti).
L'efficienza della FA si riferisce ai fattori che influenzano le percentuali di gravidanza dovute alle tecniche di FA.
La Tab. 1 illustra i quattro fattori che influenzano la fertilità ed il modo in cui possono interagire per determinare la %G/FA; tra questi, l'accuratezza dei calori e l'efficienza della FA possono essere massimizzate tramite un' attenta gestione delle metodiche riproduttive. Inoltre, sebbene la fertilità possa variare da toro a toro, il seme commercializzato dai maggiori centri di FA è controllato e perciò non dovrebbe influire sul rapporto %G/FA. I cambiamenti nella fertilità del toro possono influenzare notevolmente tale rapporto, sia a causa della ridotta capacità dello sperma di legarsi all'ovocita, sia alterando il tasso di fertilizzazione o lo sviluppo embrionale successivo. Altir fattori in grado di alterare il rapporto %G/FA sono dati dalla FA praticata nel momento sbagliato del ciclo estrale (a causa di uno scorretto rilevamento dei calori) oppure da un'errata manipolazione del seme o da tecniche di inseminazione improprie.
La prima riga della Tab.1 mostra per le manze una situazione in cui tutti i fattori sono ottimizzati: come detto in precedenza, la fertilità per questa categoria di animali è alta ed è rimasta invariata negli ultimi 40 anni. La seconda riga invece mostra le stesse condizioni ideali, riferite però alle vacche: le differenze di fertilità tra manze e vacche possono rappresentare la spiegazione per le variazioni rilevate nel rapporto %G/FA.
Sfortunatamente, i fattori che limitano la fertilità delle vacche non sono del tutto noti e la fertilità delle bovine è inferiore al 50% persino in stalle con un'eccellente gestione alimentare e riproduttiva, pertanto le strategie manageriali volte al miglioramento del suddetto rapporto devono comunque tener presente che - anche nelle migliori condizioni – questo parametro non supererà il valore più sopra ricordato.
Percentuale di servizio
Questo parametro viene definito come la percentuale di vacche adatte fecondate in un periodo di 21 giorni. Nelle stalle che fanno uso della FA, tale valore riflette direttamente l'efficienza di rilevamento dei calori, poiché è ovvio che - prima di poter fecondare una vacca – è necessario capire che il soggetto stesso è nel momento dell'estro. Sfortunatamente, di media, il periodo del calore è correttamente rilevato in una percentuale inferiore al 50%; questa inefficienza non solo aumenta il tempo necessario al primo intervento fecondativo, ma aumenta l'intervallo medio tra i servizi da 40 a 50 giorni. Molti allevatori scelgono di focalizzare i loro sforzi sul miglioramento del rapporto %G/FA, tuttavia l'incidenza della percentuale di servizio sulla variazione media dei giorni aperti (giorni aperti = periodo che intercorre tra il parto ed il successivo concepimento) è tre volte maggiore rispetto a quella che la percentuale di gravidanza esercita sullo stesso valore.
L'analisi dei costi economici legati al miglioramento del rilevamento dei calori dal 20 al 30 %, supponendo un tasso di concepimento (con FA) del 50%, ha come risultato un beneficio economico annuale di 83$ (60 €) per capo; inoltre, l'aumento del rilevamento dei calori dal 35 al 55% riduce la media dei giorni aperti da 136 a 119 giorni, con un ritorno netto per bovina pari a 60$ (46 €) per anno.
La fig. 1 illustra graficamente l'effetto potenziale delle strategie gestionali dirette a migliorare sia il rapporto %G/FA (sinistra) sia il tasso di servizio (destra) in una stalla teorica, con fertilità normale e senza bovine sterili o fortemente non fertili. La linea più alta rappresenta in entrambi i grafici il tasso di gravidanza per una mandria con %G/FA del 40% e tasso di servizio del 40%.
In questa simulazione la media dei giorni aperti è di 100 giorni circa e tutte le vacche sono gravide a 200 giorni di lattazione. Pertanto, sebbene gli allevatori si sforzino di massimizzare il rapporto %G/FA, il tasso di servizio ha un impatto maggiore sul miglioramento delle prestazioni riproduttive in stalla.
La fig. 1 illustra la strategia per una riproduzione ottimale: in primo luogo, l'allevatore dovrebbe adoperarsi per massimizzare la %G/FA, gestendo i fattori sotto il suo diretto controllo (Tab. 1), ma tenendo presente comunque che il tasso di gravidanza nelle bovine ad alta produzione rimane comunque basso. Il miglior modo per ottimizzare questo parametro è cercare di migliorare il tasso di servizio della FA; prima di analizzare questo aspetto è necessario individuare i fattori che determinano la manifestazione dell'estro nelle vacche in lattazione.
Questo parametro viene definito come la percentuale di vacche adatte fecondate in un periodo di 21 giorni. Nelle stalle che fanno uso della FA, tale valore riflette direttamente l'efficienza di rilevamento dei calori, poiché è ovvio che - prima di poter fecondare una vacca – è necessario capire che il soggetto stesso è nel momento dell'estro. Sfortunatamente, di media, il periodo del calore è correttamente rilevato in una percentuale inferiore al 50%; questa inefficienza non solo aumenta il tempo necessario al primo intervento fecondativo, ma aumenta l'intervallo medio tra i servizi da 40 a 50 giorni. Molti allevatori scelgono di focalizzare i loro sforzi sul miglioramento del rapporto %G/FA, tuttavia l'incidenza della percentuale di servizio sulla variazione media dei giorni aperti (giorni aperti = periodo che intercorre tra il parto ed il successivo concepimento) è tre volte maggiore rispetto a quella che la percentuale di gravidanza esercita sullo stesso valore.
L'analisi dei costi economici legati al miglioramento del rilevamento dei calori dal 20 al 30 %, supponendo un tasso di concepimento (con FA) del 50%, ha come risultato un beneficio economico annuale di 83$ (60 €) per capo; inoltre, l'aumento del rilevamento dei calori dal 35 al 55% riduce la media dei giorni aperti da 136 a 119 giorni, con un ritorno netto per bovina pari a 60$ (46 €) per anno.
La fig. 1 illustra graficamente l'effetto potenziale delle strategie gestionali dirette a migliorare sia il rapporto %G/FA (sinistra) sia il tasso di servizio (destra) in una stalla teorica, con fertilità normale e senza bovine sterili o fortemente non fertili. La linea più alta rappresenta in entrambi i grafici il tasso di gravidanza per una mandria con %G/FA del 40% e tasso di servizio del 40%.
In questa simulazione la media dei giorni aperti è di 100 giorni circa e tutte le vacche sono gravide a 200 giorni di lattazione. Pertanto, sebbene gli allevatori si sforzino di massimizzare il rapporto %G/FA, il tasso di servizio ha un impatto maggiore sul miglioramento delle prestazioni riproduttive in stalla.
La fig. 1 illustra la strategia per una riproduzione ottimale: in primo luogo, l'allevatore dovrebbe adoperarsi per massimizzare la %G/FA, gestendo i fattori sotto il suo diretto controllo (Tab. 1), ma tenendo presente comunque che il tasso di gravidanza nelle bovine ad alta produzione rimane comunque basso. Il miglior modo per ottimizzare questo parametro è cercare di migliorare il tasso di servizio della FA; prima di analizzare questo aspetto è necessario individuare i fattori che determinano la manifestazione dell'estro nelle vacche in lattazione.
Fig. 1: grafico dell'effetto potenziale delle strategie gestionali che migliorano la%G/FA (a sinistra) o il tasso di servizio (a destra)

Manifestazione del comportamento estrale delle bovine
Gli allevatori possono potenziare il tasso di servizio nella stalla, migliorando l'efficienza di rilevamento dei calori; è però essenziale che il personale sia capace di valutare correttamente i segnali dell'estro. La disponibilità ad essere montata dalle compagne rappresenta nella bovina la manifestazione principale del periodo fertile. Disgraziatamente, recenti studi hanno dimostrato che questo tipo di manifestazione è poco evidente nelle bovine in lattazione, rendendo così difficile l'accuratezza del rilevamento del calore.
Durata dell'estro
Le ricerche ed i libri di testo più vecchi affermano che la durata del comportamento estrale nelle bovine lattifere è di circa 18 ore; tuttavia studi più recenti, effettuati impiegando il monitoraggio radiotelemetrico, hanno dimostrato che le manifestazioni estrali delle vacche sono molto meno evidenti rispetto a quelle delle manze (Tab. 2).
Ulteriori pubblicazioni stimano che la durata del comportamento estrale nelle vacche sia dalle 7.1 ± 5.4 ore alle 9.5 ± 6.9 ore.
Sebbene il motivo di tale riduzione nella durata del comportamento estrale non sia noto, la produzione di latte è correlata negativamente a questo parametro. Questa riduzione delle manifestazioni dell'estro danneggia fortemente l'efficienza di rilevamento dei calori.
Il tasso di rilevamento dell'estro è inoltre influenzato dal numero di osservazioni /giorno, nonché dall'orario e dalla zona in cui le osservazioni vengono effettuate. In base ai dati della Tab. 2, per ottenere buoi risultati,il rilevamento dell'estro dovrebbe essere praticato 3-4 volte al giorno, ad intervalli costanti di 20 minuti.
Alcuni fattori fisiologici legati all'animale, quali malattie, problemi alimentari o alle zampe, acicilicità dovuta a carenze nutrizionali o problemi di salute, possono ridurre l'entità delle manifestazioni estrali, così come lo stress da caldo, uno scorretto o mancato pareggiamento degli unghioni o altri fattori ambientali di stress.
Le ricerche ed i libri di testo più vecchi affermano che la durata del comportamento estrale nelle bovine lattifere è di circa 18 ore; tuttavia studi più recenti, effettuati impiegando il monitoraggio radiotelemetrico, hanno dimostrato che le manifestazioni estrali delle vacche sono molto meno evidenti rispetto a quelle delle manze (Tab. 2).
Ulteriori pubblicazioni stimano che la durata del comportamento estrale nelle vacche sia dalle 7.1 ± 5.4 ore alle 9.5 ± 6.9 ore.
Sebbene il motivo di tale riduzione nella durata del comportamento estrale non sia noto, la produzione di latte è correlata negativamente a questo parametro. Questa riduzione delle manifestazioni dell'estro danneggia fortemente l'efficienza di rilevamento dei calori.
Il tasso di rilevamento dell'estro è inoltre influenzato dal numero di osservazioni /giorno, nonché dall'orario e dalla zona in cui le osservazioni vengono effettuate. In base ai dati della Tab. 2, per ottenere buoi risultati,il rilevamento dell'estro dovrebbe essere praticato 3-4 volte al giorno, ad intervalli costanti di 20 minuti.
Alcuni fattori fisiologici legati all'animale, quali malattie, problemi alimentari o alle zampe, acicilicità dovuta a carenze nutrizionali o problemi di salute, possono ridurre l'entità delle manifestazioni estrali, così come lo stress da caldo, uno scorretto o mancato pareggiamento degli unghioni o altri fattori ambientali di stress.
Tab. 2: Numero di tentativi di monta e durata dell'estro (media ± dev. Standard) nelle Frisone

Metodi d'identificazione dei calori
Sono ormai numerosi i mezzi d'identificazione impiegati per rilevare l'estro e il tasso di servizio con FA: questi sistemi possono senza dubbio aiutare le operazioni di rilevamento dell'estro, ma non potranno mai rimpiazzare il rilevamento visivo.
La marcatura della coda con tinta o gesso è uno di questi metodi; sviluppato in origine per gli animali lasciati al pascolo, si è rivelato particolarmente efficace ai fini della gestione in Nuova Zelanda. Altri possibili aiuti derivano dall'uso di dispositivi collocati alla base della coda, in grado di attivarsi se sottoposti a pressione durante i tentativi di monta, dall'impiego di animali sottoposti a trattamento ormonale mascolinizzante (in genere manze nate da parto gemellare o bovine anziane in asciutta), dall'impianto di sensori a pressione e naturalmente dai pedometri, ormai molto affermati nelle stalle data la possibilità di raccogliere ed analizzare i dati trasmessi tramite computer.
Sono ormai numerosi i mezzi d'identificazione impiegati per rilevare l'estro e il tasso di servizio con FA: questi sistemi possono senza dubbio aiutare le operazioni di rilevamento dell'estro, ma non potranno mai rimpiazzare il rilevamento visivo.
La marcatura della coda con tinta o gesso è uno di questi metodi; sviluppato in origine per gli animali lasciati al pascolo, si è rivelato particolarmente efficace ai fini della gestione in Nuova Zelanda. Altri possibili aiuti derivano dall'uso di dispositivi collocati alla base della coda, in grado di attivarsi se sottoposti a pressione durante i tentativi di monta, dall'impiego di animali sottoposti a trattamento ormonale mascolinizzante (in genere manze nate da parto gemellare o bovine anziane in asciutta), dall'impianto di sensori a pressione e naturalmente dai pedometri, ormai molto affermati nelle stalle data la possibilità di raccogliere ed analizzare i dati trasmessi tramite computer.
Morte embrionale precoce
Nelle lattifere, la fertilità, valutata in un qualsiasi momento della gravidanza, è in funzione sia del tasso di concepimento che delle perdite durante la gravidanza. In particolare, il tasso di concepimento a 28-32 giorni dopo la FA varia in un intervallo compreso tra il 40 ed il 47%, laddove questo stesso parametro è prossimo al 75% per le manze. Analogamente, anche le perdite in gravidanza sono maggiori per le vacche rispetto alle manze (20% contro il 5%). Sebbene i fattori specifici responsabili per la morte embrionale precoce nelle vacche non siano noti, è però probabile che possano essere simili a quelli che influenzano un ridotto tasso di concepimento.
La morte embrionale precoce risulta difficile da analizzare, in quanto non esistono per le bovine test analoghi a quelli usati per le giumente o le donne. Il tasso di fertilizzazione dopo la FA nelle vacche da carne è del 90%, laddove la percentuale di sopravvivenza embrionale è del 93% all'ottavo giorno e del 56% soltanto al dodicesimo giorno dopo la FA. Nel bestiame da latte, solo il 48%degli embrioni vengono classificati normali al settimo giorno dopo la FA: molto probabilmente, perdite significative si verificano entro le prime due settimane dopo la fecondazione.
La palpazione rettale effettuata 40-60 giorni dopo l'intervento fecondativo è il metodo più diffuso di diagnosi di gravidanza; usando questa tecnica diagnostica, molti studi hanno determinato che le perdite di gravidanza si aggirano attorno al 10%, con valori maggiori nelle vacche rispetto alle manze. Inoltre il rischio di perdite è oltre quattro volte più alto nel primo trimestre, rispetto al secondo e terzo trimestre di gestazione. Tra le vacche risultate gravide al ventottesimo giorno dalla fecondazione, circa il 14-16% presentano morti embrionali precoci entro i 56 giorni dall'intervento fecondativo: questi valori diminuiscono drasticamente superato tale periodo.
Nelle lattifere, la fertilità, valutata in un qualsiasi momento della gravidanza, è in funzione sia del tasso di concepimento che delle perdite durante la gravidanza. In particolare, il tasso di concepimento a 28-32 giorni dopo la FA varia in un intervallo compreso tra il 40 ed il 47%, laddove questo stesso parametro è prossimo al 75% per le manze. Analogamente, anche le perdite in gravidanza sono maggiori per le vacche rispetto alle manze (20% contro il 5%). Sebbene i fattori specifici responsabili per la morte embrionale precoce nelle vacche non siano noti, è però probabile che possano essere simili a quelli che influenzano un ridotto tasso di concepimento.
La morte embrionale precoce risulta difficile da analizzare, in quanto non esistono per le bovine test analoghi a quelli usati per le giumente o le donne. Il tasso di fertilizzazione dopo la FA nelle vacche da carne è del 90%, laddove la percentuale di sopravvivenza embrionale è del 93% all'ottavo giorno e del 56% soltanto al dodicesimo giorno dopo la FA. Nel bestiame da latte, solo il 48%degli embrioni vengono classificati normali al settimo giorno dopo la FA: molto probabilmente, perdite significative si verificano entro le prime due settimane dopo la fecondazione.
La palpazione rettale effettuata 40-60 giorni dopo l'intervento fecondativo è il metodo più diffuso di diagnosi di gravidanza; usando questa tecnica diagnostica, molti studi hanno determinato che le perdite di gravidanza si aggirano attorno al 10%, con valori maggiori nelle vacche rispetto alle manze. Inoltre il rischio di perdite è oltre quattro volte più alto nel primo trimestre, rispetto al secondo e terzo trimestre di gestazione. Tra le vacche risultate gravide al ventottesimo giorno dalla fecondazione, circa il 14-16% presentano morti embrionali precoci entro i 56 giorni dall'intervento fecondativo: questi valori diminuiscono drasticamente superato tale periodo.
Gestione della morte embrionale precoce
Attualmente non si conoscono metodi per abbassare il tasso di morte embrionale precoce nelle bovine, tuttavia saper riconoscere come ed in che misura questo evento si verifica può in effetti consentire all'allevatore di adottare nuove metodiche in grado di migliorare l'efficienza riproduttiva. Uno di questi sistemi è l'impiego dell'ultrasonografia transrettale per la diagnosi precoce di gravidanza: se usata come metodo di routine questo esame ha il potenziale per migliorare l'efficienza riproduttiva di una stalla, riducendo il periodo che intercorre tra la fecondazione e la diagnosi di gravidanza a 26-28 giorni, con un elevato grado di precisione. L'uso degli ultrasuoni, inoltre, potrebbe minimizzare le morti embrionali dovute alla manipolazione del tratto riproduttivo e dell'embrione che possono verificarsi con l'impiego della palpazione transrettale.
Con la diagnosi di gravidanza tramite ultrasuoni, è necessario porre l'accento sull'identificazione delle bovine non gravide: come detto in precedenza, dal momento che la percentuale di vacche diagnosticate gravide a 28 giorni e che presentano morte embrionale entro i 56 giorni si attesta al 14-16%, con tale metodo è possibile rivedere a 56 giorni gli animali diagnosticati gravidi al 28esimo giorno, nel momento cioè in cui il tasso di morte embrionale inizia a decrescere. Una volta identificate le bovine non gravide, sarà possibile sottoporre questi animali ad un nuovo intervento fecondativo in tempi brevissimi, adottando strategie quali la somministrazione di prostaglandine PGF2a a vacche con un corpo luteo sensibile, l'uso di metodi per il rilevamento dell'estro, la sincronizzazione dell'ovulazione e della FA programmata o una combinazione di questi metodi.
Attualmente non si conoscono metodi per abbassare il tasso di morte embrionale precoce nelle bovine, tuttavia saper riconoscere come ed in che misura questo evento si verifica può in effetti consentire all'allevatore di adottare nuove metodiche in grado di migliorare l'efficienza riproduttiva. Uno di questi sistemi è l'impiego dell'ultrasonografia transrettale per la diagnosi precoce di gravidanza: se usata come metodo di routine questo esame ha il potenziale per migliorare l'efficienza riproduttiva di una stalla, riducendo il periodo che intercorre tra la fecondazione e la diagnosi di gravidanza a 26-28 giorni, con un elevato grado di precisione. L'uso degli ultrasuoni, inoltre, potrebbe minimizzare le morti embrionali dovute alla manipolazione del tratto riproduttivo e dell'embrione che possono verificarsi con l'impiego della palpazione transrettale.
Con la diagnosi di gravidanza tramite ultrasuoni, è necessario porre l'accento sull'identificazione delle bovine non gravide: come detto in precedenza, dal momento che la percentuale di vacche diagnosticate gravide a 28 giorni e che presentano morte embrionale entro i 56 giorni si attesta al 14-16%, con tale metodo è possibile rivedere a 56 giorni gli animali diagnosticati gravidi al 28esimo giorno, nel momento cioè in cui il tasso di morte embrionale inizia a decrescere. Una volta identificate le bovine non gravide, sarà possibile sottoporre questi animali ad un nuovo intervento fecondativo in tempi brevissimi, adottando strategie quali la somministrazione di prostaglandine PGF2a a vacche con un corpo luteo sensibile, l'uso di metodi per il rilevamento dell'estro, la sincronizzazione dell'ovulazione e della FA programmata o una combinazione di questi metodi.
Calcolo dell'orario di FA relativo all'estro ed all'ovulazione
la regola mattina / pomeriggio – ricerche condotte nel 1940 indicavano che il momento ottimale per la fecondazione si verifica tra le 6 e le 12 ore dalla manifestazione dell'estro (Tab. 3). Questi dati però non erano mai stati analizzati dal punto di vista statistico ed erano stati raccolti su un campioni numerici troppo bassi per poter instaurare confronti significativi. Basandosi sui valori della Tab. 3, gli allevatori furono indirizzati a fecondare le vacche rilevate in calore al mattino durante il pomeriggio dello stesso giorno, mentre le vacche che manifestavano sintomi di calore durante il pomeriggio dovevano essere fecondate il mattino del giorno successivo. Di qui il nome di questa regola, ancor oggi applicata da molti.
una volta al giorno – nonostante l'ampia diffusione della regola suddetta, molti studi hanno dimostrato che fecondare una volta al giorno dà risultati simili a quelli ottenuti col metodo mattino / pomeriggio. (Tab. 4, 5 e 6). Questi risultati concordano quindi con le precedenti raccomandazioni, secondo cui una sola fecondazione a metà mattina su tutte le bovine rilevate in estro la notte precedente o lo stesso mattino dovrebbe esitare in tassi di concepimento quasi ottimali.
orario di fecondazione relativo all'estro – tale orario in relazione al primo rilevamento di manifestazione estrale può influenzare i conseguenti tassi di concepimento (Tab.7 e 8). Sebbene il tasso di concepimento sia statisticamente più basso per le bovine del gruppo mattino / pomeriggio (Tab.7), questa differenza potrebbe passare inosservata nelle maggior parte dei casi, in quanto difficilmente le vacche vengono rilevate per la prima volta in calore al momento della manifestazione dell'estro stesso.
orario di fecondazione relativo all'ovulazione – ricerche effettuate usando Ovsynch nelle bovine indicano che esiste una finestra variabile da 0 a 24 ore entro la quale praticare la fecondazione in relazione all'ovulazione (Tab. 9).
confronto tra uno e due interventi di FA – il tasso di concepimento che si ottiene praticando due interventi fecondativi al giorno è simile a quello ottenuto con una sola fecondazione (Tab.10).
una volta al giorno – nonostante l'ampia diffusione della regola suddetta, molti studi hanno dimostrato che fecondare una volta al giorno dà risultati simili a quelli ottenuti col metodo mattino / pomeriggio. (Tab. 4, 5 e 6). Questi risultati concordano quindi con le precedenti raccomandazioni, secondo cui una sola fecondazione a metà mattina su tutte le bovine rilevate in estro la notte precedente o lo stesso mattino dovrebbe esitare in tassi di concepimento quasi ottimali.
orario di fecondazione relativo all'estro – tale orario in relazione al primo rilevamento di manifestazione estrale può influenzare i conseguenti tassi di concepimento (Tab.7 e 8). Sebbene il tasso di concepimento sia statisticamente più basso per le bovine del gruppo mattino / pomeriggio (Tab.7), questa differenza potrebbe passare inosservata nelle maggior parte dei casi, in quanto difficilmente le vacche vengono rilevate per la prima volta in calore al momento della manifestazione dell'estro stesso.
orario di fecondazione relativo all'ovulazione – ricerche effettuate usando Ovsynch nelle bovine indicano che esiste una finestra variabile da 0 a 24 ore entro la quale praticare la fecondazione in relazione all'ovulazione (Tab. 9).
confronto tra uno e due interventi di FA – il tasso di concepimento che si ottiene praticando due interventi fecondativi al giorno è simile a quello ottenuto con una sola fecondazione (Tab.10).
Conclusioni
Il rilevamento dell'estro nelle bovine è scarso non solo per le inefficaci metodiche usate, ma anche poiché le vacche fori lattifere hanno manifestazioni poco appariscenti. Gli allevatori possono significativamente migliorare il tasso di gravidanza, migliorando la percentuale di servizio, obiettivo che può essere raggiunto con l'aiuto degli svariati metodi in commercio. Dal momento che le lattifere presentano alti tassi di morte embrionale precoce, i soggetti diagnosticati gravidi nelle prime fasi di gestazione dovrebbero essere sottoposti ad una seconda diagnosi di gravidanza a 56 giorni di distanza dall'intervento fecondativo.
Per finire, una sola fecondazione a metà mattino praticata su tutte le vacche e le manze rilevate in estro durante la notte precedente o nel corso della mattina stessa dà tassi di concepimento quasi ottimali e rappresenta un'alternativa efficace all'uso della regola mattina / pomeriggio per la gestione degli interventi fecondativi.
Il rilevamento dell'estro nelle bovine è scarso non solo per le inefficaci metodiche usate, ma anche poiché le vacche fori lattifere hanno manifestazioni poco appariscenti. Gli allevatori possono significativamente migliorare il tasso di gravidanza, migliorando la percentuale di servizio, obiettivo che può essere raggiunto con l'aiuto degli svariati metodi in commercio. Dal momento che le lattifere presentano alti tassi di morte embrionale precoce, i soggetti diagnosticati gravidi nelle prime fasi di gestazione dovrebbero essere sottoposti ad una seconda diagnosi di gravidanza a 56 giorni di distanza dall'intervento fecondativo.
Per finire, una sola fecondazione a metà mattino praticata su tutte le vacche e le manze rilevate in estro durante la notte precedente o nel corso della mattina stessa dà tassi di concepimento quasi ottimali e rappresenta un'alternativa efficace all'uso della regola mattina / pomeriggio per la gestione degli interventi fecondativi.
Tab.3: effetto dell'orario della FA sulla fertilità delle vacche da carne

Tab. 4: effetti della FA una volta al giorno in confronto alla regola mattino /pomeriggio sulla percentuale di non ritorno a 75 giorni (Nebel et al. - 1994)
Tab. 5: Effetto della FA una volta al giorno in confronto alla regola mattino/pomeriggio sulla % di concepimento delle manze (Gonzalez et al. - 1985)

Tab. 6: Effetto della FA una volta al giorno in confronto alla regola mattino/pomeriggio sulla % di concepimento delle vacche Jersey (Graves et al. - 1997)

Tab. 7: effetto dell'orario della FA relativo alla manifestazione dell'estro sulla % di non ritorno a 75 giorni (Nebel et al. - 1994)
Tab. 8: effetto dell'orario di FA relativo alla manifestazione dell'estro sulla % di concepimento in vacche Jersey (Graves et al. - 1997)

Tab. 9: effetto dell'orario di FA in relazione alla seconda iniezione di GnRH (Ovsynch) sulla % di concepimento nelle vacche (Pursley et al. - in stampa)

Tab. 10: confronto fra tasso di concepimento in manze fecondate una volta alla manifestazione dell'estro oppure due volte (alla manifestazione e 12 ore dopo) – Wahome et al. - 1985

Bibliografia: la bibliografia è disponibile a richiesta presso il traduttore