Get Adobe Flash player
Sei in: Home Il Babcock Institute L'alimentazione della bovina in transizione

L'alimentazione della bovina in transizione

Dr. Ric Grummer

Introduzione
Il periodo di transizione s'identifica con le 2-3 settimane finali dell'asciutta antecedenti al parto; spesso però anche le prime settimane successive a questo evento vengono incluse in questo periodo.
In pratica la fase di transizione coincide con il momento in cui nella bovina avvengono i cambiamenti metabolici ed ormonali responsabili dell'evento parto e della lattazione.
Questi cambiamenti provocano uno stato di stress nella bovina, che può essere predisposta a disordini metabolici indipendentemente da ciò che accade nel rumine.
 
Fig. 1 - Bilancio previsto dell'Energia Netta di lattazione (Nel) e della Proteina Grezza (PG) in bovine che durante la transizione abbiano subito una notevole diminuzione d'ingestione della Sostanza Secca () oppure abbiano avuto un'ingestione di S.S. normale ()
 
 
Le complicazioni in fase di transizione influenzeranno la salute dell'animale, le performances produttive e, probabilmente, quelle riproduttive. Di seguito verranno illustrati cinque punti per alimentare e gestire le bovine evitando stress metabolici e patologie associate all'inizio del parto e della produzione lattea.
Alcune parti di questo articolo possono adattarsi alla situazione tipica della realtà statunitense, tuttavia i concetti più generali possono essere adottati con vantaggio nella gestione della fase di transizione.

Punto # 1 - Evitare il calo d'assunzione di Sostanza Secca (S.S.)
Innanzitutto, è necessario tener presente che non è possibile adottare un solo tipo di alimentazione per tutto il periodo dell'asciutta, in quanto i fabbisogni della bovina variano notevolmente, aumentando nell'ultima fase per il marcato grado della crescita fetale. A complicare ulteriormente questa situazione, si aggiunge la sensibile diminuzione d'ingestione di S.S. nelle ultime settimane dell'asciutta; tipicamente, tale assunzione si riduce del 30-35%, con un'impennata nei 3-7 giorni antecedenti al parto. È importante rendersi conto che esiste una grande variabilità nel calo d'ingestione di S.S., non solo tra diversi allevamenti, ma anche in una stessa stalla, tra bovina e bovina: alcuni animali quasi non accusano differenze d'ingestione, mentre altri possono andare incontro ad una quasi totale astinenza dal cibo.

Tabella 1: concentrazione plasmatica di acidi grassi non esterificati nella settimana precedente al parto in bovine che svilupparono o non svilupparono patologie postparto (dati: Michigan State University)
Patologia
Negativo
Positivo
Chetosi
452
574
Dislocazione dell'abomaso
450
619
Ritenzione delle membrane fetali
449
585

 
Se le bovine mantengono un'adeguata ingestione di S.S. durante la transizione, si possono prevenire gravi squilibri nutritivi nei periodi immediatamente precedenti e successivi al parto (Figura 1). Nel momento in cui si verifica inappetenza e conseguente scarsa o mancata assunzione di S.S., il grasso viene mobilizzato dalle riserve adipose corporee, con conseguente aumento di acidi grassi nel sangue; tale aumento è correlato a sua volta ad una maggior incidenza di malattie metaboliche.
In un esperimento condotto presso la nostra Università, si sono confrontate bovine soggette ad un normale calo d'ingestione (gruppo "controllo") ed animali nutriti forzatamente tramite fistola ruminale: il gruppo di controllo presentava valori maggiori di acidi grassi nel sangue, maggior infiltrazione di grasso nel fegato (Figura 2), minor produzione di latte dopo il parto (Figura 3) ed un tenore lipidico del latte inferiore.
 
Figura 2: effetto dell'ingestione di Sostanza Secca sui trigliceridi epatici
 
 
Figura 3: effetto dell'ingestione di Sostanza Secca sulla produzione di latte
 
I ricercatori del "Purdue" hanno raccolto i dati riguardanti l'ingestione preparto in bovine che hanno poi manifestato la presenza o l'assenza di patologie quali ritenzione di placenta, dislocazione abomasale, metriti, mastiti ecc.; dai risultati si evince che animali con depressa ingestione nel preparto presentavano problemi dopo l'evento. Esperimenti condotti dalla Michigan State University hanno dimostrato che le bovine con chetosi, dislocazione abomasale e ritenzione degli invogli fetali presentavano alti livelli di acidi grassi ematici nell'ultima settimana precedente al parto (Tabella 1).
Un compendio di varie ricerche effettuate dalla nostra Università ha rivelato che le bovine con livelli minori d'ingestione preparto presentano con maggior probabilità problemi quali alti livelli di acidi grassi ematici, corpi chetonici e steatosi del fegato; assai importante è inoltre la forte correlazione positiva tra livelli d'ingestione prima e dopo il parto (Figura 4).
 
Figura 4: correlazione tra l' ingestione di Sostanza Secca 1 giorno prima e 21 giorni dopo il parto (r=0.54 P <0.0001)
Se l'assunzione è diminuita durante il periodo di transizione e nella prima fase di lattazione, gli animali presenteranno un bilancio energetico negativo e le performances riproduttive probabilmente ne saranno influenzate negativamente. Il bilancio energetico è uguale all'energia consumata meno l'energia richiesta per il mantenimento e la produzione di latte. Molti produttori affermano che che le alte produzioni sono responsabili di un bilancio energetico negativo e di scarse performances riproduttive; tuttavia le ricerche dimostrano che esiste una correlazione più alta tra bilancio energetico ed assunzione di cibo (r = 0.73), piuttosto che tra bilancio energetico e produzione di latte (r = 0.25).
Alcuni ricercatori dell'Università della Florida si sono basati sui valori plasmatici del progesterone per classificare 54 bovine pluripare a seconda del loro stato di anaestro (non reattive), stato di attività del corpo luteo entro 40 giorni dopo il parto (reattive precoci) e stato di attività del corpo luteo tra 40 e 60 giorni dopo il parto (reattive tardive). Contrariamente a quanto previsto da molti, gli animali non reattivi non erano quelli con le più alte produzioni (Tabella 2). Le bovine non reattive persero più peso e si trovarono in bilancio energetico fortemente negativo, fatto spiegato dalla scarsa assunzione di cibo. Gli animali inappetenti perciò vanno più facilmente incontro ad anaestro. Risulta perciò chiaro che gli allevatori con bovine aventi alte produzioni non dovrebbero accettare scarse performances riproduttive come conseguenza inevitabile, ma cercare invece di migliorare l'efficienza riproduttiva affidandosi agli esperti alimentaristi per aumentare l'assunzione di alimenti.
 
Tabella 2: caratteristiche di bovine con diversa attività ovarica nella prima fase postparto (Dati dell'Università della Florida)
Parametri
Reattive precoci
Reattive tardive
Non
reattive
giorni alla prima ovulazione*
21.9
43.1
---
assunzione S.S. (kg./giorno)*
18.8
17.7
15.2
% del peso vivo
3.07
3.11
2.73
prod. latte al 4% (kg./giorno)
33.4
31.7
28.5
variazioni del peso vivo (kg./giorno)
-0.81
-0.81
-1.22
bilancio energetico a 2 sett. dal parto (MCal/giorno)
-11
-11
-15
* non reattive versus reattive precoci+reattive tardive, P<0.05
 
Non si conoscono ancora perfettamente i meccanismi secondo cui il bilancio energetico negativo influenza il quadro endocrino della bovina, che a sua volta regola la funzione ovarica. Le vacche da latte possono tornare in bilancio energetico positivo a 6-8 settimane dal parto, ma non concepire per altri 60 giorni. Jack Britt della North Carolina State University ha ipotizzato che ciò possa riflettere l'intervallo temporale tra lo sviluppo iniziale e la maturazione del follicolo. I follicolo destinati ad ovulare tra i 50 ed i 90 giorni dopo il parto sono allo stadio iniziale di maturazione tra 2 settimane preparto e 4 settimane dopo lo stesso. Secondo Britt, i follicoli in fase di sviluppo possono essere in qualche modo "condizionati" da un ambiente metabolico avverso, associato ad un bilancio energetico negativo e produrre in seguito cellule uovo meno fertili e corpi lutei secernenti quantità inferiori di progesterone. Il bilancio energetico, in particolare durante le prime 3 settimane dopo il parto, è correlato negativamente con l'intervallo della prima ovulazione.
Il concetto base: se le bovine non sono sufficientemente interessate agli alimenti prima del parto, anche dopo quest'evento tenderanno ad essere inappetenti; di conseguenza, produrranno meno latte, avranno scarse performances riproduttive e presenteranno più facilmente disordini metabolici!

Punto # 2 - Body Condition Score
Già da molto tempo è noto che vacche sovralimentate presentano inappetenza dopo il parto; ora si sa che animali con queste caratteristiche hanno scarso appetito anche prima del parto stesso: questo fatto non deve sorprendere, vista la correlazione tra assunzione di alimenti pre e postparto più sopra esposta. Le vacche "grasse" sono più predisposte ad un'esagerata mobilizzazione del grasso corporeo e sono più facilmente soggette a malattie metaboliche quali chetosi e steatosi epatica. La condizione corporea può essere correlata anche alle performances riproduttive. La percentuale di perdita di condizione corporea successiva al parto ha più influenza sulle performances riproduttive che non la condizione corporea assoluta al momento del parto.
In un esperimento condotto alla North Carolina State University, alcune vacche Holstein vennero divise in due gruppi "alto" e "basso" (rispettivamente +0.06 e -0.58 punti di condizione), a seconda della perdita di peso durante le prime 5 settimane dopo il parto, cioè il periodo di massima mobilizzazione del grasso. La produzione di latte non era significativamente diversa tra i due gruppi. Gli animali del gruppo "basso" impiegavano più giorni per la prima ovulazione ed una percentuale inferiore di concepimento sia per il prima fecondazione che per le fecondazioni in toto (Tabella 3). Questi dati supportano la teoria che le condizioni esistenti all'inizio dello sviluppo follicolare possono essere critiche per la funzionalità ovarica esattamente come quelle esistenti al momento dell'ovulazione.
 
Tabella 3: Risultati di un'analisi di dati su vacche scelte solamente in base alle variazioni di BCS
Dati
Alto
Basso
Numero di bovine
46
30
Produz. latte (kg./giorno) primi 70 giorni di lattazione
26
27
Variazione del BCS, settimane 1 - 5 **
+0.06
-0.58*
Giorni alla prima ovulazione
17.2
23.3*
Percentuale di concepimento alla prima fecondazione (%)
62
25*
Percentuale di concepimento per tutte le fecondazioni (%)
61
42*
* P<0.05 ** BCS su una scala da 1 (macilenta) a 5 (obesa)
Un Body Condition Score (o BCS) pari a 3.5 (in una scala da 1 a 5) è il più corretto al momento dell'asciutta. Animali troppo magri non posseggono riserve energetiche per sostenere alte produzioni nella prima fase di lattazione, quando la richiesta energetica per il mantenimento e la produzione eccede l'assunzione di energia con la razione.
Se il BCS medio della stalla è pari a 4, sono presenti troppe bovine grasse in stalla; alcuni ricercatori hanno perciò proposto che questo dato medio dovrebbe essere più basso, 3 o anche meno, per evitare problemi metabolici e le razioni postparto dovrebbero essere integrate con grasso per fornire un supplemento energetico; al presente tuttavia vi sono ancora dati troppo inconsistenti per consigliare questo accorgimento gestionale.
Il BCS dovrebbe essere controllato durante tutte le fasi di lattazione e durante l'asciutta; è particolarmente importante valutare il punteggio di tutte le bovine a 150 giorni di lattazione, cosicché sia possibile modificare la condizione corporea in tempo per raggiungere il punteggio raccomandato per l'asciutta. Se gli animali arrivano all'asciutta troppo magri, è possibile aumentare il contenuto energetico della razione di questo periodo per migliorare la condizione corporea, tuttavia correggere tale condizione durante la lattazione risulta più efficiente. Se le bovine arrivano all'asciutta troppo grasse, non è comunque opportuno "metterle a dieta" in questa fase, poiché così facendo si favorisce la mobilizzazione di grasso e si sottopone l'animale ad un innalzamento degli acidi grassi ematici per un lungo periodo.
Le vacche che giungono all'asciutta in condizioni corporee inadeguate sono indicative di una gestione aziendale scorretta, in cui l'alimentazione non è modulata sui fabbisogni delle bovine in lattazione o non ci sia un monitoraggio del BCS nei momenti più opportuni della carriera produttiva delle vacche. Per evitare la presenza di vacche inclini all'eccessivo ingrassamento, è necessario un'elevata percentuale d'eliminazione degli animali inadatti.

Punto # 3 - Aumentare la concentrazione nutritiva della razione distribuita alle vacche prossime al parto
Durante il periodo di transizione, il calo nell'assunzione di alimenti coincide col momento in cui i fabbisogni nutritivi aumentano; aumentare la concentrazione nutritiva della bovina in transizione è la soluzione a questo problema.
Ci sono in effetti numerosi motivi per aumentare la distribuzione di concentrati prima del parto:
1) i microrganismi ruminali si adattano ai concentrati che verranno distribuiti durante le prime fasi di lattazione
2) la distribuzione di concentrati stimola la crescita delle papille ruminali, che sono responsabili dell'assorbimento degli acidi grassi dal rumine. La produzione di acidi aumenta quando vengono distribuiti i cereali; perciò se lo sviluppo delle papille non è adeguatamente stimolato in asciutta, è probabile che la bovina manifesterà acidosi se i concentrati vengono distribuiti subito dopo il parto. La crescita e lo sviluppo delle papille richiede diverse settimane, perciò è importante iniziare per tempo la distribuzione di concentrati prima del parto
3) aumentare la distribuzione di concentrati stimola anche la produzione di propionato da parte dei batteri ruminali; l'acido propionico viene poi convertito in glucosio nel fegato. Come accade per l'uomo, anche nella bovina, all'aumentare del glucosio ematico, aumenta anche l'insulina; quest'ultima riduce la mobilizzazione di grasso dai depositi, con conseguente abbassamento degli acidi grassi ematici. Come esposto in precedenza, questo fatto è positivo ed aiuta a prevenire le patologie postparto
4) aumentare la distribuzione di concentrati prima del parto aiuta anche a stimolare l'appetito. La distribuzione di supplementi di cereali non previene l'inappetenza immediatamente precedente al parto, tuttavia l'assunzione dovrebbe essere maggiore e l'assunzione totale d'energia tende ad aumentare
Di recente sono stati condotti esperimenti per esaminare l'effetto dei carboidrati non fibrosi (NFC) nel periodo di transizione sull'assunzione di cibo, sulla salute metabolica e sulle performances di lattazione delle vacche da latte.
 
Tabella 4: Ingredienti e composizione nutritiva delle razioni (1)
 
Preparto (2)
Lattazione da inizio a metà (3)
Ingredienti
Standard
Alta
Standard
Alta
 
(% SOSTANZA SECCA)
Insilato di medica
54.0
27.0
32.4
26.9
Insilato di mais
8.0
4.0
16.4
13.2
Paglia
25.0
12.5
-
-
Mais, spezzato
5.4
39.1
26.8
-
Mais, macinato fine
-
-
-
26.2
Amido
-
6.0
-
6.5
Mais, farina glutinata
6.4
-
-
-
Soia, pannello
-
9.8
3.6
6.3
Cotone, semi
-
-
8.0
8.0
Soia, semi tostati
-
-
10.0
10.0
Minerali e Vitamine
1.2
1.6
2.9
3.0
 
Composizione nutrizionale
S.S.% TQ
53.7
67.0
59.1
63.1
OM
90.0
90.3
90.6
91.7
PG
14.4
13.2
17.0
17.1
Lipidi
3.2
3.8
5.7
6.3
NDF
48.9
29.5
26.2
21.8
NFC
23.5
43.8
41.7
46.5
Nel Mcal/kg. di S.S.
1.34
1.63
1.70
1.74
1)S= razione Standard in carboidrati non fibrosi; A = razione Alta in carboidrati non fibrosi
2) 19 giorni prima del parto previsto fino al parto effettivo

3) dal parto fino a 30 settimane postparto
 
La razione standard per NFC (S) era prevalentemente basata su insilato di medica e paglia (Tabella 4). La paglia era stata inclusa in razione per ridurre la qualità del foraggio, cosicché la razione fosse più aderente alle raccomandazioni dello N.R.C. inerenti alla Nel per le razioni di vacche in asciutta (S = 1.34 Mcal Nel/kg, N.R.C. = 1.25 Mcal Nel/kg). Per la razione con alto contenuto in NFC (A), il foraggio, paglia inclusa, è stato diminuito del 50%. Per aumentare la fermentescibilità dei carboidrati, lo NFC è stato aumentato aggiungendo amido e mais spezzato. Anche se lo NFC della razione A era piuttosto alto, il contenuto in Nel era inferiore a quello delle tipiche razioni previste per le prime fasi di lattazione (1.63 Mcal Nel/kg). Tutte le bovine (25 primipare e 50 pluripare) furono nutrite con la razione S a 26 giorni dal parto, passando successivamente alla razione S oppure A a 19 giorni dal parto.
L'assunzione di alimenti delle bovine nella fase di preparto è illustrata in Figura 5.
Figura 5 - assunzione di S.S. in bovine alimentate con una razione standard (-- -- --) o ad elevato tenore di carboidrati non fibrosi -NFC (-- --- -)
 
 
Le vacche nutrite con la razione A hanno consumato più sostanza secca nel preparto rispetto agli animali alimentati con la razione S (1.9 contro 1.5 % del peso vivo), il che indica che la composizione della razione può influenzare l'assunzione di alimenti nel preparto. Il giorno del parto, le bovine alimentate con la razione A mostrarono un marcato calo nell'assunzione di alimento, ma consumarono più cibo in confronto a quelle del gruppo S. L'assunzione d'energia era maggiore per le vacche della razione A, a causa della maggior ingestione di una razione più concentrata dal punto di vista energetico. Gli animali nutriti con la razione A presentavano livelli plasmatici di acidi grassi inferiori (Figura 6), cosa che indica una minor mobilizzazione di grasso di deposito; inoltre la distribuzione della razione A ha ridotto il livello plasmatico di beta-idrossibutirrato (a chetone, Fig. 6) e l'effetto si manifestava soprattutto nel postparto. I ricercatori sono rimasti stupiti dalla quantità di trigliceridi (cioè grasso, Fig. 6) nel fegato delle bovine impiegate in questa ricerca: il contenuto in trigliceridi era di molto inferiore a quanto riscontrato generalmente nell'immediato postparto. Questo è stato in parte dovuto all'inclusione nell'esperimento di manze, meno inclini delle vacche adulte alle manifestazioni di steatosi. Tuttavia c'è stata una riduzione nel livello dei trigliceridi epatici, dovuta all'alimentazione con la razione A, e l'effetto era più manifesto 28 giorni dopo il parto. Le vacche nutrite con la razione A presentavano anche maggiori livelli epatici di glicogeno.
 
Figura 6 - concentrazioni plasmatiche di acidi grassi non esterificati (NEFA) e beta-idrossibutirrato in bovine alimentate con razioni standard (-- -- --) o ad elevato tenore di carboidrati non fibrosi -NFC (-- --- -)
 
 
Il glucosio può essere accumulato in sede epatica come glicogeno.
I ricercatori dell'Iowa affermano che il rapporto epatico tra glicogeno e trigliceridi è un buon indice di previsione della suscettibilità della bovina alla chetosi. Le vacche alimentate con la razione A presentavano un rapporto trigliceridi:glicogeno più basso (Figura 7).
 
Figura 7 - trigliceridi e rapporto trigliceridi:glicogeno in bovine alimentate con razioni standard (-- -- --) o ad elevato tenore di carboidrati non fibrosi -NFC (-- --- -)

L'incidenza di patologie metaboliche cliniche in questo esperimento era estremamente contenuta e non è variata a causa del trattamento.
Le produzioni di latte ottenute da queste bovine sono state misurate per 40 settimane successive al parto; gli animali alimentati con la razione A hanno prodotto 5 libbre giornaliere in più con un minor tenore lipidico (3.49 contro 3.69) ed un maggior contenuto in proteina (3.18 contro 3.01). Tuttavia l'impostazione dell'esperimento non ha consentito di determinare se le differenze erano dovute all'alimentazione preparto, postparto o una combinazione delle due; ciò nondimeno i risultati ottenuti indicano che il contenuto energetico delle razioni di transizione potrebbe influenzare l'assunzione di alimenti nel preparto ed il quadro metabolico.
Un ampio esperimento condotto a New York su 1400 bovine di 31 stalle ha dimostrato che alimentare gli animali con apporti energetici superiori a quelli indicati dallo N.R.C. durante le 3 settimane finali antecedenti al parto ha avuto come risultato una minor incidenza di dislocazione abomasale e difficoltà al parto; inoltre, sempre nello stesso periodo, alimentando le bovine con razioni a tenore proteico superiore alle indicazioni dello N.R.C., si riducono i rischi di ritenzione placentare e chetosi.
Studi successivi della Cornell indicano che alimentando gli animali in asciutta con un supplemento proteico by-pass, si migliorano le performances riproduttive e si riduce l'incidenza della chetosi; altri tre esperimenti hanno però smentito questi risultati: per tale motivo sono necessari ulteriori ricerche sull'apporto proteico in transizione. Attualmente, le raccomandazioni dello N.R.C. riguardo alla proteina in asciutta si attestano sul 12% di Proteina Grezza (PG). Un aumento della PG nella razione di transizione ritoccando la quota di proteina by-pass può essere giustificato dalla diminuzione nell'assunzione di alimenti durante il preparto.
Le raccomandazioni del nostro Istituto per i vari nutrienti della razione di transizione sono le seguenti:
PG - Proteina Grezza
14-15 %
Proteina by-pass
33 - 38 % della PG
Nel - Energia netta di lattazione
1.50 - 1.59 Mcal/kg.
NDF, minima
32 %
NDF da foraggi, minima
25 %
NFC - carboidrati non fibrosi
30 - 35 %

 
Punto # 4 - Adeguata gestione dell'alimentazione
Esistono pochi dati di ricerche sui questo aspetto, tuttavia il buon senso può ispirare le seguenti regole:
1)formulare una razione specifica per la bovina in transizione, come ben dimostrato dall'esposizione dei punti precedenti
2)distribuire concentrati nel periodo di transizione. L'assunzione di concentrati in relazione al foraggio può essere eccessiva se la bovina rinuncia al foraggio (ma non al concentrato) nel periodo di inappetenza preparto, per tale motivo la gestione alimentare aziendale è fondamentale e va condotta miscelando foraggio e concentrati nel preparto, così da mantenere il corretto rapporto foraggio:concentrato
3)effettuare cambiamenti graduali della razione. Alcuni alimenti sono meno appetibili di altri. Spesso la razione di transizione viene usata per abituare la bovina all'alimentazione che riceverà dopo il parto; questo è un approccio ragionevole, ma attenzione a non provocare uno stress nella bovina a causa di un cambiamento troppo drastico della razione.

Punto # 5 -Assicurare alla bovina un ambiente adeguato ed attenzioni individuali
Le bovine dovrebbero essere a loro agio: così come accade per le donne, anche le bovine prossime al parto dovrebbero vivere in un ambiente adeguato, che assicuri il minimo stress possibile, considerando inoltre che nella settimana precedente e successiva al parto la bovina vive una precaria e delicata situazione metabolica. Se sorgono dei problemi, essi si manifestano in questo periodo, o comunque si gettano le basi per eventuali patologie postparto (esempio, la chetosi). La gestione dell'animale in transizione dovrebbe avere come obiettivo le minori difficoltà possibili per la bovina, tuttavia spesso è proprio questo il periodo in cui si evidenziano: la chiave risolutiva è che l'allevatore riesca ad identificare le vacche "a rischio" o che incomincino a dar segno di probabili difficoltà. È dunque opportuno ogni giorno prendersi del tempo per osservare le bovine prossime al parto; se esse sono ospitate in un'area apposita, porre particolare attenzione all'assunzione di alimenti, individuando gli animali fortemente inappetenti, trattandoli caso per caso; come si evince da numerosi studi, per esempio, la somministrazione di glicole propilenico può essere molto efficace per ridurre la steatosi epatica ed i corpi chetonici ematici.

Conclusioni
Fate quanto potete per mantenere le bovine in transizione in condizioni di appetenza e libere da stress inutili. Un numero notevole di ricerche indicano infatti che la salute nel postparto e la produttività sono correlate positivamente ad un periodo di transizione riuscito. Molti sono convinti che lo stress per la bovina inizi solo dopo il parto, quando l'aumento nell'assunzione di cibo avviene dopo quello produttivo, ma in realtà questo è un errore. Gli ormoni ematici e le concentrazioni di nutrienti indicano chiaramente che i maggiori sconvolgimenti si verificano prima e durante il parto. Il miglior indice di benessere della bovina è il livello d'assunzione di cibo nell'ultima settimana prima del parto.
Se c'è un'alta incidenza di complicazioni postparto, se gli animali sono lenti nel riprendere una normale alimentazione dopo il parto oppure non raggiungono il picco produttivo previsto, controllate l'assunzione di alimenti nel preparto: se l'ingestione di S.S. scende usualmente sotto i 7 kg./capo/giorno il giorno precedente al parto, è necessario prendere in considerazione alcuni cambiamenti nella gestione e nell'alimentazione delle bovine.

Bibliografia: la bibliografia è a disposizione presso il traduttore