La densità d'allevamento

Questo parametro valuta il numero di animali presenti in relazione alla disponibilità di spazio per le normali attività delle bovine stesse nel corso della giornata, come l’alimentazione, l’abbeverata, il riposo e la mungitura. Una densità pari al 100% presuppone che le bovine abbiano una disponibilità 1:1 per quanto riguarda il numero di cuccette, lo spazio alla mangiatoia, i punti di abbeverata, le aree di gestione aziendale ecc.
La seguente tabella mostra la ripartizione delle suddette attività nell’arco della giornata; in altre parole definisce il tempo che l’animale dedica a ciascuna di tali occupazioni:
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Attività
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Tempo quotidiano dedicato (in ore)
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Alimentazione
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3-5
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Decubito/riposo
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12-14
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Interazioni sociali
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2-3
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Ruminazione
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7-10
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Abbeverata
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30 minuti
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Attività gestionali (mungitura ecc.)
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2.5-3.5
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Una densità d’allevamento eccessiva si ripercuote negativamente sulla distribuzione oraria dedicata a tali attività: si possono verificare ad esempio una riduzione del tempo trascorso alla mangiatoia (con conseguente calo nell’ingestione di s.s.) ed una minor durata del tempo dedicato al riposo (con diminuzione nella produzione di latte). L’indice massimo di sovraffollamento della stalla che è bene non superare è del 120%.
Parlando in senso generale, gli effetti negativi che si verificano oltre la densità sopra indicata sono innescati dalla competizione per le risorse disponibili (spazio alla mangiatoia, numero delle cuccette ecc.), che limita la possibilità delle bovine di comportarsi in modo naturale. Tali manifestazioni negative si ripercuotono essenzialmente sui tempi di decubito/riposo, sull’alimentazione, sulla ruminazione e sulla qualità del latte prodotto, esaminiamoli perciò nello specifico.

Fig. 1: relazione tra tempo di riposo e produzione di latte giornaliera
Una riduzione del tempo dedicato al riposo causa anche un aumento dei livelli di cortisolo, con calo delle difese immunitarie, e può essere nocivo anche alla crescita fetale a causa del minor afflusso di sangue al corno uterino in cui si è instaurata la gravidanza.
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Beneficio
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Incremento produttivo /giorno
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Maggior afflusso di sangue
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0.7 – 1.0 kg
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Aumento della ruminazione (efficienza digestiva)
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sino a 0.9 kg.
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Minor incidenza laminite
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1.4 kg.
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Minor affaticamento
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0.9 kg.
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Maggior assunzione di alimenti
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2.2 kg.
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Effetti sull’alimentazione
Lo spazio alla mangiatoia comunemente adottato dovrebbe essere pari a 60 cm. per capo: con questa misura si reputa che il 66 - 70 % di bovine presenti in un gruppo possano assumere alimenti in contemporanea; alcuni studi recenti hanno dimostrato che portando lo spazio a 102 cm si verifica il 57% in meno di interazioni aggressive tra gli animali, con un aumento del 24% di alimentazione nei 90 minuti seguenti la distribuzione della foraggiata. Spazi ridotti non consentono alle manze ad alle bovine gerarchicamente inferiori di alimentarsi adeguatamente, con ovvi cali produttivi e pericolo di patologie metaboliche quali la dislocazione dell’abomaso e l’acidosi ruminale subacuta.
Di grande importanza quindi, oltre all’effettivo spazio per animale, è l’eccessivo sovraffollamento all’interno di un gruppo eterogeneo, in quanto le bovine di prima lattazione, se messe assieme a vacche pluripare, presentano cali del 10% nell’assunzione di sostanza secca, come pure riduzione del tempo di abbeverata.
Le bovine ruminano principalmente quando sono in decubito, e a questa importante attività dedicano dalle 7 alle 10 ore giornaliere; l’eccessiva densità porta ad una riduzione dei tempi di riposo e- come logica conseguenza – della ruminazione, con conseguenze negative anche sull’efficienza digestiva. Ricerche recenti hanno dimostrato che l’attività di ruminazione può calare fino al 25% quando la densità di allevamento è del 130%.
Il sovraffollamento produce effetti negativi anche sulla qualità del latte prodotto: il tenore in grasso presenta riduzioni di circa 0.2% a densità del 140% e lo SCC aumenta se il sovraffollamento è oltre il 113%; in particolare l’incremento di quest’ultimo parametro è correlato direttamente ad una maggior incidenza delle mastiti cliniche che compaiono negli animali in caso di eccessiva densità.
Formazione dei gruppi
- 15 cm. per soggetti di età compresa tra 4 - 8 mesi
- 31 cm. per soggetti di età compresa tra 11.5 - 5.5 mesi
- 47 cm. per soggetti di età compresa tra 17 –21 mesi
Anche gli animali in questo gruppo possono beneficiare di una corretta densità di allevamento, che in questo caso si attesta su valori pari all’80-90%; di fatto in questo gruppo un valore del 100% è già troppo elevato, per cui è meglio avere un sovrannumero delle risorse disponibili rispetto al numero di soggetti.. Alcuni effetti negativi di un’eccessiva densità nel gruppo delle vacche in transizione sono rappresentati da un aumento delle dislocazioni dell’abomaso dopo il parto e da cali produttivi nella prima fase di lattazione. Per individuare i problemi nel gruppo in transizione è in effetti molto importante misurare la produzione di latte nelle prime due settimane di lattazione, che dovrebbe aumentare di un 10% al giorno; possiamo essere ragionevolmente certi della presenza di un problema se questo aumento non si verifica, oppure se la produzione (misurata al 30 giorno di lattazione) è minore di 38 kg. al giorno.
Per le primipare in transizione questo incremento produttivo deve essere pari ad un 8% quotidiano nei primi 18 giorni di lattazione, con una produzione a 30 giorni non minore di 30 litri.
- riduzione dei tempi di riposo
- aumento del numero di bovine in piedi nelle corsie
- alterazioni nel comportamento alimentare
- aumento del numero di manifestazioni aggressive alla mangiatoia
- tempi di ruminazione ridotti
- minor produzione quantitativa di latte
- diminuzione del tenore lipidico del latte
- aumento delle cellule somatiche (SCC)
Per ovviare a questi fenomeni, è necessario che le cuccette siano confortevoli e ben dimensionate e che la gestione delle operazioni manageriali sia effettuata in modo da consentire alle bovine almeno 10-14 ore di riposo. Lo spazio alla mangiatoia dovrebbe permettere agli animali di usufruire di tempi di alimentazione pari ad almeno 5 ore al giorno. La densità di allevamento non deve superare il 120%, tenendo presente che in particolari condizioni (animali in transizione) questo valore deve essere pari all’80-90% e che le manze e gli animali affetti da problemi podali risentono maggiormente dei disagi causati da un’eccessiva densità. In ultima analisi è importante sottolineare che gli effetti e la soglia del sovraffollamento sono anche regolati dalle modalità di formazione dei gruppi e dalle interazioni sociali che si verificano tra i vari soggetti.
La densità