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I trattamenti, i vari tipi di latte ed i derivati

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A questo punto alcuni potranno obiettare che, pur essendo un alimento d'alto valore nutritivo, il latte presenta comunque difficoltà a mantenere nel tempo di queste sue caratteristiche…niente paura: il latte che trovate nel negoziosotto casa o nel supermercato più vicino è stato sottoposto a trattamenti termici che lo hanno reso igienicamente sicuro e perfettamente conservabile: adesso il mio compito sarà chiarirvi il significato di tutte quelle strane sigle che trovate stampate sulle confezioni e assicurarvi la totale garanzia di sicurezza per la vostra salute.
Pastorizzazione:
trattamento termico effettuato alla temperatura di 72-85°C per 15 secondi, seguito da un rapido raffreddamento; la sigla che indica questo processo è HTST (High Temperature, Short Time , cioè alta temperatura per breve tempo) A questo punto si ottiene un prodotto in cui le caratteristiche nutrizionali e di sapore, odore e colore sono perfettamente conservate, mentre vengono eliminati i microrganismi patogeni eventualmente presenti nel latte crudo; questo trattamento consente una conservazione limitata a 2-3 giorni in ambiente refrigerato.
Uperizzazione:
trattamento termico effettuato a temperature maggiori a 135°C per soli 5 secondi; in questo caso la sigla che trovate stampata sul cartone è UHT (Ultra High Temperature):questo tipo di latte, in cui sono stati distrutti non solo i batteri nocivi, ma anche le spore resistenti al calore, permette tempi di conservazione più lunghi rispetto alla pastorizzazione (fino a 3-6 mesi) anche a temperatura ambiente.
Ora apro una piccola parentesi di tipo economico, per farvi riflettere su questo semplicissimo concetto: quale altro alimento a così alto valore nutritivo e così igienicamente sicuro vi costa così poco? Considerato che il fabbisogno medio dell'uomo adulto in proteine animali è di circa 35 gr. al giorno e che 100 gr. di latte ne apportano in media 3,1-3,3 gr.,mi sembra opportuno raccomandarne il consumo quotidiano ad ogni età!!
Anche chi segue una dieta o presenta particolare intolleranza allo zucchero del latte può comunque giovarsi delle sue proprietà benefiche; esistono in commercio latti modificati ottenuti da latte intero pastorizzato o a lunga conservazione, ricordiamoli:
Latte scremato o magro:
in questo caso il grasso è stato tolto quasi del tutto, infatti il suo contenuto lipidico deve essere per legge inferiore allo 0,3%
Latte parzialmente scremato:
il suo contenuto in grassi è pari a 1,5-1,8 grammi ogni 100 gr. di prodotto.
Latte delattosato: in questo caso mediante un trattamento con l'enzima lattasi ,il lattosio viene scisso al 75% circa nei suoi due componenti più semplici (glucosio e galattosio) rendendo così il prodotto più digeribile per tutti coloro che abbiano scarsità o mancanza di questo enzima a livello intestinale.

Naturalmente sapete che esistono varie specie oltre ai bovini in grado di produrre latte; grossi ruminanti come i Bufalini; piccoli ruminanti come gli Ovini ed i Caprini e persino animali esotici come i Cammelli: ogni specie produce latte con caratteristiche diverse che potete confrontare consultando questa tabella
:
 

Composizione media del latte in varie specie (per 100 grammi)
Specie
Acqua
Proteine
Grasso
Lattosio
Ceneri
Calorie
Vacca
87.5
3.4
3.7
4.8
0.72
74
Bufala
80.6
5.6
8.0
4.7
0.78
DND
Pecora
82.7
5.3
6.9
5.2
0.92
109
Capra
86.5
3.6
4.0
5.1
0.91
79
Cammella
87.7
3.5
3.4
4.8
0.71
DND

 
Ma c'è di più: nell'ambito di una stessa specie vi sono variazioni nella composizione del latte dovute a caratteri individuali, razza, età, clima, tipo d'alimentazione, metodo d'allevamento e mungitura.
In base alle caratteristiche che avete potuto rilevare dalla tabella, potete ora capire perché alcuni tipi di latte siano più adatti al consumo diretto ed altri siano utilizzati per la caseificazione; un esempio? Confrontate la proteina contenuta nel latte di pecora o di bufala con quella del latte vaccino e comprenderete facilmente perché il latte d'Ovini e Bufalini viene destinato prevalentemente alla trasformazione in formaggio, data l'alta % di caseina presente.
A questo proposito, vorrei ora illustrarvi brevemente tutti i prodotti che è possibile ricavare dalla trasformazione del latte:
Panna:
è costituita dalla parte grassa del latte, ottenuta per affioramento o centrifugazione dello stesso; se deriva da affioramento può essere utilizzata per la produzione di burro o ricotta, se invece deriva da centrifuga può essere impiegata per uso diretto o per produzione di burro e formaggi (in aggiunta al latte).
Burro:
lo si ricava dall'aggregazione della parte grassa della panna, dovuta ad agitazione meccanica con separazione della parte acquosa (latticello) della panna stessa; per legge deve avere un minimo di materia grassa pari all'82% ed un massimo d'umidità pari al 16%
In commercio è presente anche burro leggero (light) con percentuale di grasso pari al 60-62% e burro leggero a basso tenore di grasso, con una quantità di materia grassa del 39-41%
Yogurt:
è il risultato della coagulazione del latte, a cui vengono aggiunti alcuni fermenti lattici, quali lo Streptococcus thermophilus e il Lactobacillus bulgaricus; in caso vengano aggiunti anche altri ceppi di fermenti oltre ai due citati, il prodotto deve essere commerciato con la denominazione di " latte fermentato".
Ricotta:
anche se viene comunemente assimilata al formaggio, in realtà non la si può classificare come tale, poiché non è ottenuta dal latte, ma dal siero, con un'eventuale aggiunta di latte o panna dopo un riscaldamento a 60°C
Formaggio:
ho volutamente lasciato per ultimo questo eccezionale prodotto di trasformazione del latte di bovina, pecora o capra. Nato per caso nella notte dei tempi, il formaggio ha rappresentato sicuramente il primo e più naturale metodo di conservazione del latte e delle sue caratteristiche nutrizionali. L'eliminazione della parte acquosa porta ad una concentrazione del residuo solido del latte costituito da grassi, proteine, vitamine e sali minerali, come risulta dal grafico seguente:

 
Latte                    Formaggio              


grafico1 copia.gifgrafico2 copia.gifgrafico3 copia.gif
 

 

Naturalmente quanto esposto finora su questo alimento è solo un riassunto sintetico; per saperne di più sulle tecniche di caseificazione e sulle caratteristiche dei principali formaggi del nostro paese, consultate le pagine del box I Formaggi Italiani.