Il collasso puerperale

Conosciuta anche come ipocalcemia o "milk fever", questa patologia è innescata da una brusca caduta del calcio ematico dopo il parto. In effetti, in questo stadio, sussiste fisiologicamente uno stato di ipocalcemia, determinato dai notevoli cambiamenti ormonali e metabolici nella bovina (improvvisa domanda di calcio per la produzione di latte e colostro, mobilizzazione delle riserve di grasso corporeo, diminuita assunzione di sostanza secca). I sintomi principali dell'ipocalcemia acuta sono dati incapacità dell'animale di rialzarsi, atonia e prolasso uterino, distocia, ritenzione della placenta, zoppia e metriti; tuttavia esistono anche casi subclinici, nei quali la bovina presenta marcata inappetenza, atonia ruminale, aspetto letargico con occhi infossati. Spesso inoltre l'ipocalcemia subclinica è associata a chetosi e dislocazione dell'abomaso.
La seguente tabella mostra alcuni dei principali fattori legati all'insorgenza di questa patologia:
La seguente tabella mostra alcuni dei principali fattori legati all'insorgenza di questa patologia:
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Età
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Prevalenza in bovine di terzo parto ed oltre
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Genetica
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Più frequente in alcune razze (Jersey) e linee di sangue
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Bassa quantità di magnesio nella razione preparto
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Riduzione del turnover del calcio nelle ossa
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Alta quantità di calcio nella razione preparto
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Riduzione dell'assorbimento di calcio
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Errori di razionamento nel preparto
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Bovine con B.C.S. eccessivo o troppo basso pascolo troppo ricco in potassio
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Scarsa assunzione di alimenti il giorno del parto
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Riduzione dell'assorbimento e dell'assunzione di calcio
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Stress
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Particolarmente in condizioni di freddo
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Fattori concomitanti
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Zoppie, scarsità di rame, iodio, selenio e Vit. E (indebolimento del sist. muscoloscheletrico)
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Parametri ematici
I cambiamenti più rilevanti che si verificano nei parametri ematici sono dati dall'abbassamento del livello di calcio e fosforo e dall'aumento del livello di magnesio. Alcuni casi di ipocalcemia sono ulteriormente complicati dalla presenza di tossiemia derivante da infezioni della mammella, dell'apparato riproduttivo o del sistema digestivo: in tale situazione nel sangue è rilevabile una bassa percentuale di globuli bianchi, accompagnata a volte da elevati livelli di azoto ureico. La tabella seguente illustra i livelli dei minerali ematici in bovine a diversi stadi della patologia:
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Siero ematico (mg/dl)
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Stadio
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Calcio
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Fosforo
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Magnesio
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Lattazione (normale)
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8.4 - 10.2
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4.6 - 7.4
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1.9 - 2.6
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Parto (normale)
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6.8 - 8.6
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3.2 - 5.5
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2.5 - 3.5
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Ipocalcemia:
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I stadio
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4.9 - 7.5
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1.0 - 3.8
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2.5 - 3.9*
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II stadio
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4.2 - 6.8
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0.6 - 3.0
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2.3 - 3.9*
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III stadio
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3.5 - 5.7
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0.6 - 2.6
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2.5 - 4.1*
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Fonte: Pennsylvania State University
*l'ipocalcemia complicata da bassi livelli di magnesio può dare risultati nei livelli sierici pari a 1.4 - 2.0mg/dl
I stadio: di breve durata (circa un'ora), passa spesso inosservato; in questa fase la bovina mostra perdita di appetito, ipersensibilità, nervosismo, debolezza.
II stadio: può durare 12 ore circa; i sintomi sono dati da estensione del capo o suo reclinarsi verso il fianco, apatia, orecchie fredde e musello asciutto, mancanza di coordinamento motorio e tremori, inattività del tratto digestivo, abbassamento della temperatura corporea, aumento notevole del battito cardiaco.
III stadio: è caratterizzato dalla progressiva incapacità dell'animale a rialzarsi e da stato comatoso.
II stadio: può durare 12 ore circa; i sintomi sono dati da estensione del capo o suo reclinarsi verso il fianco, apatia, orecchie fredde e musello asciutto, mancanza di coordinamento motorio e tremori, inattività del tratto digestivo, abbassamento della temperatura corporea, aumento notevole del battito cardiaco.
III stadio: è caratterizzato dalla progressiva incapacità dell'animale a rialzarsi e da stato comatoso.
Metodi di prevenzione
La prevenzione di questa patologia si basa tradizionalmente sulla limitazione dell'assunzione di calcio durante il preparto: in tal modo la bovina corregge spontaneamente il suo metabolismo mobilizzando calcio dalle ossa ed aumentandone l'assorbimento nell'intestino, circa 2 - 3 settimane prima del parto. (vedi fig. A)
La prevenzione di questa patologia si basa tradizionalmente sulla limitazione dell'assunzione di calcio durante il preparto: in tal modo la bovina corregge spontaneamente il suo metabolismo mobilizzando calcio dalle ossa ed aumentandone l'assorbimento nell'intestino, circa 2 - 3 settimane prima del parto. (vedi fig. A)
Abbassare il livello di calcio nell'alimentazione del periodo preparto è in sostanza questione di scegliere i foraggi in maniera opportuna: per il loro alto contenuto in calcio sono da evitarsi le leguminose e la medica, mentre è raccomandabile la distribuzione d'insilati di cereali o erba, alimenti il cui contenuto in calcio è di solito pari a 0.4 / 0.8%. Da evitare inoltre anche l'inclusione di foraggi troppo ricchi in potassio, poiché questo minerale innalza il pH ematico, riducendo così la mobilizzazione del calcio dalle ossa ed il suo assorbimento in ambito intestinale. Anche la scarsità di magnesio è fattore scatenante, poiché impedisce una sufficiente mobilizzazione di calcio dalle ossa.
Riassumendo, le raccomandazioni per evitare questa patologia sono le seguenti:
• Limitare l'assunzione di calcio a meno di 100 gr. /capo/giorno e quella di fosforo a meno di 45 gr./capo/giorno, nelle due-tre settimane che precedono il parto
• Mantenere i livelli di potassio al limite inferiore possibile (idealmente <1.5%). Livelli maggiori del 2% possono predisporre la bovina all'insorgenza di ipocalcemia, indipendentemente dalla quantità di calcio assunta dall'animale. In genere, i foraggi bassi in potassio sono scarsi anche in calcio.
• Non utilizzare il sistema NIR per l'analisi dei foraggi, in quanto poco accurato nella determinazione dei minerali presenti.
Riassumendo, le raccomandazioni per evitare questa patologia sono le seguenti:
• Limitare l'assunzione di calcio a meno di 100 gr. /capo/giorno e quella di fosforo a meno di 45 gr./capo/giorno, nelle due-tre settimane che precedono il parto
• Mantenere i livelli di potassio al limite inferiore possibile (idealmente <1.5%). Livelli maggiori del 2% possono predisporre la bovina all'insorgenza di ipocalcemia, indipendentemente dalla quantità di calcio assunta dall'animale. In genere, i foraggi bassi in potassio sono scarsi anche in calcio.
• Non utilizzare il sistema NIR per l'analisi dei foraggi, in quanto poco accurato nella determinazione dei minerali presenti.
Un metodo di relativamente recente introduzione per prevenire l'insorgenza del collasso puerperale è rappresentato dall'impiego del bilancio cationi/anioni della razione.
Questo bilancio è dato dalla differenza tra la somma dei cationi Sodio e Potassio e la somma degli anioni Cloro e Zolfo; in altre parole:
Questo bilancio è dato dalla differenza tra la somma dei cationi Sodio e Potassio e la somma degli anioni Cloro e Zolfo; in altre parole:
Bilancio = (Sodio + Potassio) - (Cloro + Zolfo)
Tale differenza viene calcolata usando la percentuale di minerali sulla sostanza secca della razione. Ai fini di una corretta prevenzione, è necessario che il risultato ottenuto sia negativo, cioè a dire deve essere compreso tra -100 e -150 milliequivalenti /kg. di sostanza secca.
Tale risultato può essere ottenuto aggiungendo alla razione un mix di sali anionici, i più comunemente usati sono elencati nella tabella che segue:
Tale risultato può essere ottenuto aggiungendo alla razione un mix di sali anionici, i più comunemente usati sono elencati nella tabella che segue:
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Solfato di ammonio
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(NH4)2SO4
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Solfato di calcio
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CaSO4*2H2O
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Solfato di magnesio
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MgSO4*7H2O
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Cloruro di ammonio
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NH4Cl
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Cloruro di calcio
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CaCl2*H2O
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Cloruro di magnesio
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MgCl2*6H2O
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Prima di introdurre i sali anionici nella razione della bovina prossima al parto (il periodo migliore sono le tre settimane che lo precedono), è necessario fare alcune considerazioni:
• Questi sali sono di sapore sgradevole (da questo punto di vista il più appetibile è il magnesio solfato, che però presenta azione lassativa se in dosi eccessive) e vanno pertanto aggiunti di preferenza all'unifeed.
• Dal momento che hanno un costo elevato, è necessario considerare attentamente il rapporto costi/ricavi.
• I mix predosati esistenti in commercio non sono sempre adatti a sopperire alle necessità delle bovine, stante la grande variabilità che può esistere nei livelli di minerali dei foraggi presenti in razione.
• I sali anionici non sono indicati per le manze, per l'effetto depressivo che hanno sull'ingestione volontaria di alimenti ( sono perciò sconsigliati a chi distribuisce la medesima razione a manze e vacche asciutte)
• Ultima, ma non meno importante raccomandazione: non usare mai i sali nella razione delle vacche in lattazione: essendo acidogenici, possono diminuire l'assunzione di sostanza secca e compromettere la produzione di latte.
• Dal momento che hanno un costo elevato, è necessario considerare attentamente il rapporto costi/ricavi.
• I mix predosati esistenti in commercio non sono sempre adatti a sopperire alle necessità delle bovine, stante la grande variabilità che può esistere nei livelli di minerali dei foraggi presenti in razione.
• I sali anionici non sono indicati per le manze, per l'effetto depressivo che hanno sull'ingestione volontaria di alimenti ( sono perciò sconsigliati a chi distribuisce la medesima razione a manze e vacche asciutte)
• Ultima, ma non meno importante raccomandazione: non usare mai i sali nella razione delle vacche in lattazione: essendo acidogenici, possono diminuire l'assunzione di sostanza secca e compromettere la produzione di latte.
A seguito una checklist utile alla prevenzione di questa patologia:
• Le bovine ricevono una giusta razione preparto? Controllare i livelli di energia, fibra, vitamine e minerali
• Se vengono somministrati i Sali anionici, si esegue il test sulle urine? Controllare il pH urinario (valori di riferimento: Frisona 6.2/6.8 Jersey 5.8/6.2)
• Viene effettuato un controllo periodico dei corpi chetonici nelle urine?
• Si distribuiscono razioni diverse per le asciutte, le vacche prossime al parto e quelle fresche?
• Le bovine prossime al parto ingeriscono almeno 11-12 kg. di sostanza secca/giorno?
• C'è sufficiente spazio alla mangiatoia? (raccomandabile:almeno 61 cm per animale)
• La bovina può disporre di una sala parto in condizioni ottimali? Controllare igiene e pulizia
• Si effettua il controllo del B.C.S.? Vacche troppo grasse o troppo magre hanno più possibilità di presentare questa patologia
• Lo stress per le bovine è ridotto al minimo? Condizioni di stress possono condurre ad un aumento del tasso ematico di adrenalina e della mobilizzazione delle riserve di grasso corporeo, con riflessi negativi sui livelli ematici di calcio.