Get Adobe Flash player
Sei in: Home Patologie La dislocazione dell'abomaso

La dislocazione dell'abomaso

Questa patologia causa notevoli perdite economiche all'allevatore, sia per il costo del trattamento (prevalentemente chirurgico) che per le perdite di produzione e per l'eliminazione precoce di soggetti. La dislocazione si verifica quando lo stomaco vero - od abomaso - si sposta dalla sua collocazione normale, nella parte ventrale destra dell'addome, verso il lato sinistro (più frequentemente) o destro dell'animale (vedi fig. A); può essere ulteriormente aggravata dalla torsione dell'organo sull'asse mesenterico. Anche se questa patologia può presentarsi in qualunque momento, circa lo 80 % delle dislocazioni si verificano entro il primo mese dal parto.
La dislocazione dell'abomaso - che per semplicità chiameremo DA - è un problema multifattoriale, le cui cause possono ricercarsi nell'alimentazione, nella gestione aziendale e nella bovina stessa.


Figura A
(sezione mediana)

 

Posizione normale
 
Dislocazione sinistra
 
 
 


Cause alimentari
Assunzione di sostanza secca: è un fattore di primaria importanza; la bovina tende infatti a ridurla a partire dalle due settimane che precedono il parto, riducendo al contempo anche il grado di pienezza del rumine: questo purtroppo facilita lo spostamento dell'abomaso sotto il rumine.
Assunzione d'energia: forti distribuzioni di cereali o concentrati nell'ultima fase di gravidanza favoriscono- come si è detto - un calo nell'assunzione di sostanza secca e nel grado di riempimento del rumine, aumentando inoltre le concentrazioni ruminali d'acidi grassi volatili. L'eccesso di questi acidi, non assorbito dal rumine, passa nell'abomaso, deprimendone la motilità e le contrazioni; bisogna inoltre tener conto che razioni ad alta percentuale di concentrati portano ad un incremento nella produzione di gas, causa ulteriore di atonia. E' quindi opportuno non eccedere con i concentrati nell'alimentazione delle asciutte, ricordando però che per lo sviluppo delle papille ruminali (indispensabile per preparare la bovina alla razione delle "fresche") occorre distribuire concentrati in ragione di almeno lo 0.5 % del peso vivo.
Assunzione di fibra e sua forma fisica:
un adeguato strato di fibra nel rumine cattura la granella dei cereali, facendo sì che la fermentazione avvenga nella metà superiore del rumine e garantendo un assorbimento ottimale degli acidi grassi volatili. Per garantire la formazione di questo "tappeto" è necessario distribuire quotidianamente alla bovina almeno 4.5 kg. di ottimo fieno lungo, per i ben noti vantaggi che questo comporta per la ruminazione, per la motilità ed il grado di pienezza ruminale.
Riassumendo, potrà risultare utile in asciutta seguire un programma alimentare secondo queste indicazioni:
  • La razione per la prima fase dell'asciutta deve essere "secca" e piuttosto grezza. E' bene limitare gli insilati a non più di un terzo della sostanza secca, mentre i restanti due terzi andrebbero offerti come fieno di buona qualità (per favorirne l'assunzione), trinciato in modo grossolano (7-15 cm. o più) Questo tipo di razione, con un livello energetico molto basso, è utile per favorire la cessazione della produzione di latte, inducendo al contempo la rigenerazione del tessuto mammario e minimizzando gli eventuali incrementi di peso vivo.
  • La seconda fase dell'asciutta prevede un lieve aumento dell'energia, che può essere attuato con l'aumento della quota d'insilato (fino a 12 kg.) e la riduzione del fieno offerto; contemporaneamente s'introduce in razione circa 1-1.4 kg. di cereali (orzo o mais fioccati), con l'intento di privilegiare la popolazione microbica ruminale che utilizza le fonti energetiche piuttosto che la fibra e di stimolare lo sviluppo delle papille, essenziali per il corretto assorbimento delle razioni ad alta energia delle "fresche" (bisogna tener conto che tale processo è di circa 5-6 settimane) Questo tipo di razione va distribuito per 2-3 settimane.
  • L'ultima fase dell'asciutta, quella in prossimità del parto, inizia almeno 15 giorni dalla data prevista dello stesso. L'energia in questa fase è ulteriormente incrementata dall'aggiunta di concentrati (la sostanza secca da cereali non deve in ogni caso eccedere il 35 % della sostanza secca totale). L'utilizzo di sali anionici in questa fase può essere utile per prevenire l'ipocalcemia: è infatti dimostrato che bovine con bassi livelli di calcio e magnesio sono più facilmente soggette a DA per atonia dell'abomaso stesso.
 
Problemi gestionali
Come detto in precedenza, per evitare l'insorgenza della DA è opportuno mantenere alta l'ingestione di sostanza secca, utilizzando anche accorgimenti gestionali nella distribuzione della foraggiata. E' bene assicurarsi che la mangiatoia sia pulita e che siano sempre disponibili alimenti freschi ed esenti da muffe o comunque deteriorati; per evitare fenomeni di competizione, ogni bovina deve avere a disposizione uno spazio alla mangiatoia di almeno 90 cm.
Il materiale usato per la lettiera deve essere cambiato e/o arieggiato frequentemente, in modo che gli animali abbiano sempre a disposizione un luogo pulito dove riposare. Sempre al fine di assicurare un buon livello di comfort, è opportuno non sovraffollare l'ambiente ed evitare di mantenere le fresche catturate per oltre un'ora alla mangiatoia, oppure oltre 45 minuti in sala di mungitura: tempi più lunghi costringono la bovina a rimanere troppo in piedi, con una riduzione del periodo dedicato alla ruminazione e perciò favoriscono l'insorgere della DA.
E' importante che le bovine dopo la mungitura seguano percorsi che le portano vicine alla mangiatoia e agli abbeveratoi: la presenza di foraggiata fresca in corsia stimola l'assunzione di sostanza secca, con tutti i benefici che ne derivano, soprattutto nel periodo estivo, in cui l'animale è soggetto a stress da caldo.
 
Patologie concomitanti
In generale, qualunque tipo di patologia, dal parto difficoltoso o distocico, alla ritenzione di placenta, metrite o mastite, può scatenare la comparsa della DA; più in particolare, si è visto che le vacche con chetosi hanno probabilità 12 volte maggiori di sviluppare dislocazione rispetto a bovine sane. In effetti, gli stessi strumenti diagnostici impiegati per la chetosi (AST, BHB) possono indirizzare ad una diagnosi di dislocazione, dimostrando così una stretta correlazione tra queste due patologie: per tale motivo le strategie adottate per la prevenzione della chetosi possono risultare estremamente utili anche per evitare l'insorgenza della DA.( per ulteriori suggerimenti vedi l'articolo "la chetosi")
 
Condizione corporea della bovina
Le bovine che giungono troppo grasse al parto sono predisposte alla DA, probabilmente perché inclini anche all'insorgenza di chetosi: come detto, queste due patologie sono strettamente correlate. Inoltre gli animali troppo grassi sono soggetti nel preparto ad un notevole calo nell'assunzione di sostanza secca, ulteriore fattore scatenante un'eventuale dislocazione. Il corretto intervallo del BCS per gli animali prossimi al parto dovrebbe essere compreso tra 3.25 e 3.75 ( in una scala da 1 a 5).


Età della bovina
Le bovine più vecchie dislocano con più facilità rispetto alle manze primipare, ma la DA può verificarsi anche in queste ultime, se hanno ricevuto un' alimentazione troppo "spinta" nei due anni di crescita precedenti il primo parto; per tale motivo il BCS ottimale per questi animali dovrebbe essere pari a 3.5
A seguito, ecco un sommario delle principali cause di dislocazione dell'abomaso.
  • Qualunque motivo causi all'animale inappetenza - e perciò mancata assunzione di sostanza secca - può essere un fattore predisponente.
  • Una qualità inadeguata del foraggio: foraggi ottimi hanno poca NDF, la qual cosa è fonte di scarsità anche in razione, mentre foraggi scadenti hanno troppa NDF, causa di calo d'assunzione d'alimenti.
  • La scarsità di fibra strutturata durante il periodo di transizione: la razione per l'asciutta dovrebbe contenere almeno il 75 % di fibra lunga. Dopo il parto, è in ogni modo opportuno mantenere una lunghezza adeguata, quindi almeno il 10-15 % del foraggio dovrebbe essere di lunghezza pari o superiore ai 5 cm.
  • Un' eccessiva distribuzione di concentrati in asciutta (soprattutto nell'ultima fase) e nell'immediato post- parto. Se si effettua lo "steaming up" con cereali, è opportuno non eccedere lo 0.50-0.75 % del peso corporeo. Questo significa che prima del parto una bovina di 600 kg. di P.V. dovrebbe assumere non più di 3 - 4.5 kg. di cereali. Dopo il parto è consigliabile aumentare i concentrati gradualmente (in ragione di non più di ½ kg. il giorno). Nelle prime fasi di lattazione, la sostanza secca totale da foraggio dovrebbe essere almeno il 45 %.
  • In genere, gli animali più predisposti alla DA sono anche i più produttivi; è opportuno sorvegliare il BCS di queste bovine, per evitare che un condizione corporea superiore a 4 scateni patologie metaboliche correlate alla dislocazione.
  • Il parto può essere un fattore che innesca la DA; la distribuzione di razioni ad alto ingombro ruminale, soprattutto nell'ultima fase dell'asciutta, può aiutare la prevenzione della dislocazione che insorge immediatamente dopo il parto.
  • Un passaggio troppo veloce dalle razioni ad alto contenuto in fibra ( immediato pre-parto) a quelle ad alta percentuale di concentrati può favorire l'insorgenza di dislocazione ed altri problemi metabolici.
  • Un parto difficile, collasso puerperale, metriti, mastiti, ritenzioni placentari, chetosi ecc. sono tutti fattori che predispongono alla DA.
  • La razione nella fase di transizione deve essere accuratamente formulata: un eccesso di calcio e potassio possono provocare collasso puerperale, ritenzioni di placenta e problemi uterini. Se la razione contiene leguminose, o se il suo contenuto in calcio è superiore allo 0.40-0.50 % della s.s. è opportuno l'impiego dei sali anionici.
  • Condizioni di scarso spazio alla mangiatoia, lettiera sporca, abbeveratoi non correttamente posizionati, insilati e foraggi ammuffiti o di scarsa appetibilità sono fattori che possono limitare l'assunzione di cibo e perciò favorire la DA.
  • È bene effettuare i cambiamenti di razione con gradualità, per evitare ulteriori motivi di stress alle bovine: la vacca fresca infatti deve sopportare, oltre al disagio del parto, anche una condizione di alterata gerarchia sociale, derivante dallo spostamento dal gruppo delle asciutte a quello delle fresche.
  • Lo stress da caldo predispone la bovina alla DA ed altri problemi metabolici, soprattutto perché l'assunzione di sostanza secca in queste condizioni viene depressa.