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Le cellule somatiche nel latte

DEFINIZIONE
Nel latte sono presenti due categorie di cellule:
- cellule epiteliali: provenienti dalla desquamazione della mucosa che riveste internamente la mammella; questo tipo di cellule si riscontrano normalmente e non rivestono un significato patologico
- globuli bianchi o leucociti: presenti nel latte proveniente da mammelle sane in concentrazioni inferiori a 200.000 cellule/ml. Questo numero aumenta considerevolmente in situazioni patologiche quali la mastite, potendo raggiungere e superare il milione/ml.

Tipo di cellule
% Cellule (intervallo)
Epiteliali
0 -7
Macrofagi
66 - 88
Linfociti
10 - 27
Neutrofili
0 - 11
 
I leucociti includono i macrofagi, i linfociti ed i neutrofili polimorfonucleati; ognuna di queste categorie ha funzioni specifiche:
a) macrofagi: sono il tipo cellulare predominante nel latte normale e rappresentano il 30 - 74% delle cellule totali in latte di mammelle sane; nel caso d'infezioni mammarie hanno il compito di fagocitare e distruggere i batteri, ma soprattutto di favorire la migrazione dei neutrofili polimorfonucleati dal sangue verso il latte
b) linfociti: organizzano e coordinano l'attività delle altre cellule coinvolte nel sistema immunitario di difesa
c) neutrofili polimorfonucleati: sono la maggioranza dei leucociti presenti nel latte da mammelle infette; sono in grado di riconoscere ed inglobare i batteri distruggendoli (fagocitosi) In genere la loro concentrazione nel latte aumenta 12 - 24 ore dopo l'iniziale infezione batterica, tuttavia alcuni microorganismi come Escherichia coli possono suscitare una risposta più rapida.

Alcuni fattori sono in grado di aumentare lievemente il numero di cellule somatiche del latte (detto in Inglese SCC - Somatic Cells Count):

1°) età e stadio di lattazione - lo SCC aumenta con l'aumentare dell'età dell'animale ed in genere dopo la quarta lattazione. Elevate SCC possono verificarsi nell'ultima fase di produzione (durante gli ultimi 15 - 30 giorni, con una netta prevalenza di macrofagi e cellule epiteliali) e per alcune settimane successive al parto, indipendentemente dall'esistenza di un'effettiva infezione mammaria: questo fenomeno rientra nel potenziamento spontaneo delle difese immunitarie in preparazione al parto stesso
2°) stress e stagione - si è ipotizzato un aumento (peraltro contenuto) di SCC in bovine sottoposte a stress di vario genere e durante il periodo dell'estro; è comunque certo che i livelli di SCC sono in genere bassi in un ambiente pulito, asciutto e confortevole. Il clima gioca un ruolo rilevante nel controllo della mastite: nella bovina esposta ad alte temperature ed eccessiva umidità aumenta la suscettibilità verso nuove infezioni. Anche una corretta gestione aziendale è molto importante: improvvise variazioni della razione, squilibri alimentari, somministrazione d'alimenti (in particolare insilati) avariati o mal fermentati, maltrattamenti sono alcune tra le possibili cause di un elevato conteggio cellulare
3°) ferite alla mammella - danni al tessuto mammario derivanti da ferite possono innalzare temporaneamente lo SCC anche se non sono seguiti da infezioni; perciò è essenziale cercare di prevenire eventuali cause di ferite (pavimentazioni scivolose, spigoli taglienti ecc.)
4°) cause indirette - un metodo di mungitura inadeguato o scorretto facilita la trasmissibilità d'infezioni mammarie, contribuendo ad aumentare lo SCC
Anche una manutenzione trascurata della mungitrice (risciacquo della mammella per mancato allontanamento del latte, fluttuazioni nel livello del vuoto, deterioramento delle guaine ecc.) ha effetti negativi sulla conta cellulare, è perciò opportuno un controllo completo ogni sei mesi oppure ogni mille ore circa di funzionamento dell'impianto.

Fin qui abbiamo esaminato alcune possibili cause d'innalzamento della SCC, ma da quanto esposto in precedenza è chiaro che la causa più frequente di quest'aumento è un'infezione della mammella, in altre parole una mastite sostenuta da batteri patogeni contagiosi (Staphylococcus aureus, Streptococcus agalactiae) o ambientali; poiché il numero di cellule è strettamente associato alle infiammazioni ed allo stato sanitario della mammella, la conta delle cellule somatiche (SCC) è internazionalmente accettata come valutazione della qualità del latte.

Importanza del rilevamento dello SCC
: uno SCC da considerarsi normale deve essere inferiore a 200.000 cellule/ml (nelle manze di primo parto i valori sono addirittura nell'ordine delle 100.000 cellule/ml) Conteggi più elevati sono indice di una possibile infezione mammaria e vengono associati non solo a diminuite produzioni di latte, ma anche a difetti qualitativi dello stesso, soprattutto per quanto riguarda la caseificazione (questo fenomeno è dovuto ad un aumento nel latte d'enzimi proteolitici e lipolitici derivanti dai leucociti).

SCC medio
Kg. latte persi/capo/giorno
200.000
1,30
400.000
2,00
800.000
2,70
1.600.000
3,40
3.200.000
4,00

Relazione tra SCC e Linear Score (LS): la presenza in una stalla di poche bovine con elevata conta cellulare può influenzare la valutazione dello SCC nel latte di massa che rappresenta una media del latte ottenuto in allevamento, fornendo pertanto valori lontani dalla realtà. Per ovviare a quest'inconveniente si può adottare il Linear Score o LS: questo sistema rapporta su una scala lineare da 1 a 9 i conteggi cellulari, cosa che implica raddoppiamento del numero di cellule somatiche per ogni aumento di un punto nel LS.

Linear Score- LS
SCC - Media
SCC - Intervallo
0
12.500
0 - 17.000
1
25.000
18 - 34.000
2
50.000
35 - 70.000
3
100.000
71 - 140.000
4
200.000
141 - 282.000
5
400.000
283 - 565.000
6
800.000
566 - 1.130.000
7
1.600.000
1.131 - 2.262.000
8
3.200.000
2.263 - 4.525.000
9
6.400.000
4.526 e oltre

Dato il modo d'impostazione, il Linear Score offre alcuni vantaggi rispetto allo SCC:
1. presenta meno variabilità da mese a mese nell'arco di una lattazione
2. presenta un'ereditabilità maggiore (il 25%) rispetto alla conta delle cellule somatiche
3. è un metodo più semplice per il confronto tra vari allevamenti per quanto riguarda la sanità della mammella. Altrettanto non si può dire per lo SCC, in quanto questo valore può essere fortemente alterato dalla presenza di pochi soggetti con conte molto alte.

Obbiettivi del programma di controllo: l'uso del sommario mensile del LS o dello SCC sui campioni di latte ottenuti da ogni singola bovina rende ragione dell'efficacia del programma di controllo seguito. Non è possibile indicare con sicurezza un valore di LS che permetta di separare gli animali sani da quelli infetti, ma per un primo approccio negli allevamenti-problema sarà utile prendere in considerazione le bovine con LS pari o superiore a 5, tenendo conto che le vacche di prima lattazione dovrebbero presentare LS pari od inferiore a 3 (questo gruppo d'animali, infatti, non ha ancora subito le eventuali condizioni sfavorevoli d'allevamento) Più in generale, si può affermare che un buon traguardo per l'allevamento è avere il 90% delle bovine con un LS inferiore a 5.

Punti del programma di controllo

- Identificazione dei soggetti infetti: è possibile individuare gli animali ammalati basandosi sui monitoraggi mensili dello SCC o del LS; entrambi forniscono indicazioni sul tipo d'infezioni a lunga durata causate da batteri contagiosi, ma sono meno utili per quanto riguarda l'individuazione delle infezioni di tipo ambientale che possono passare inosservate se i test vengono eseguiti con cadenza mensile. Per identificare correttamente il tipo di batteri è perciò necessaria una coltura microbiologica dei campioni di latte da bovine con LS superiore a 5
- Analisi della gestione aziendale: in caso di conte cellulari elevate è necessario controllare anche il metodo e la routine di mungitura nonché lo stato manutentivo della macchina mungitrice. Come detto in precedenza è opportuno curare anche l'ambiente in cui vivono le bovine, impiegando materiali da lettiera di tipo inorganico (sabbia, materassini ecc.) in caso d'infezioni ambientali, assicurandosi comunque che le superfici con cui la mammella viene a contatto siano quanto più possibile asciutte e pulite.
- Trattamento in lattazione: benché il momento migliore per trattare le bovine infette sia l'asciutta, può essere necessario anche un trattamento in lattazione, soprattutto se i conteggi cellulari elevati siano causa di perdite economiche per l'allevatore. Muovendosi sull'esame del più recente SCC, dei risultati dell'analisi colturale del latte e dello stadio di lattazione, è necessario identificare le bovine da trattare. Gli animali a fine lattazione possono essere messi in asciutta anticipatamente e trattati con antibiotico. Per le bovine ad inizio o metà lattazione con elevati conteggi è opportuno separare il latte prodotto da quello di massa, tenendo conto che un alto LS ad inizio lattazione seguito da progressivo calo può essere una spia di problemi gestionali durante l'asciutta. L'aumento delle cellule durante la lattazione è invece associato ad infezioni da batteri patogeni contagiosi e può derivare da problemi nell'impianto o nelle tecniche di mungitura.
- Trattamento in asciutta: in tale periodo le cure usate risultano di maggiore utilità, in quanto eliminano le infezioni preesistenti e prevengono le nuove. Nella fase iniziale di questo periodo la mammella è particolarmente esposta ai rischi d'infezione: poiché il trattamento selettivo (effettuato solo su vacche ad alto LS) presenta una percentuale di fallimento del 20-40%, è opportuno trattare tutte le bovine indistintamente.
- Eliminazione degli animali infetti: questo procedimento può rendersi necessario nel caso di bovine con mastiti croniche o che comunque non rispondono al trattamento in asciutta; anche se buone produttrici, queste vacche sono in ogni caso un serbatoio di batteri e possono instaurare un circolo vizioso di reinfezioni in allevamento.