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Pezzata Rossa d'Oropa

Questa razza di bovini a duplice attitudine (latte e carne), già nota ai primi dell'Ottocento come "razzetta d'Oropa", vanta origini antiche, riconducibili - secondo diverse ipotesi - alla razza Valdostana o alla Pezzata rossa Simmenthal. Originariamente diffusa nelle vallate del biellese, ha successivamente "colonizzato" anche gli areali vicini (Valsesia), grazie alle sue rustiche doti di frugalità, che fanno di questi bovini degli ottimi pascolatori.
La tecnica d'allevamento, ancor oggi immutata da secoli, giustifica le peculiari caratteristiche del latte prodotto e dei formaggi che se ne ottengono, tra cui principalmente la notissima Toma di Maccagno.
L'Associazione Allevatori di Biella e Vercelli sta lavorando su un disciplinare di produzione a tutela dei prodotti caseari ottenuti con il latte di questa razza negli allevamenti iscritti al Registro Anagrafico e perciò sottoposti a controlli periodici. È stato registrato inoltre un marchio di produzione che, nel rispetto delle regole produttive stabilite (alimentazione ed allevamento rigorosamente tradizionali), verrà assegnato alle aziende iscritte che aderiranno al disciplinare.
Queste azioni mirano alla tutela dei consumatori e servono come incentivo alle genti di montagna che caparbiamente hanno difeso il patrimonio genetico di questi bovini a scapito del proprio rendiconto economico (basti pensare che la produzione media annuale di questa razza è di circa 23 quintali, contro gli 80 della Frisona ed i 50 della Bruna Alpina).
Come nel caso d'altre razze, i programmi d'aiuto economico attuati dalla Regione Piemonte (Regolamento C.E.E. 2078/92) rappresentano un indispensabile stimolo per gli allevatori di montagna a continuare l'allevamento in zone marginali, preservando al contempo un ambiente naturale unico ed irripetibile.